Il valore aggiunto della nostra professione di educatori del movimento

Un articolo che nasce dal cuore come tributo a tutti quegli eventi a sfondo solidale che regalano un sogno; un tributo a tutti gli operatori che lavorano dietro le quinte, dagli organizzatori ai volontari, dai preparatori atletici a tutti gli istruttori ed educatori dediti alla postura e al benessere. Perché lo sport è di tutti, nessuno escluso!

Uno di questi eventi intitolato NICO RUN mi ha vista protagonista tra i volontari, insieme a tutti i collaboratori della squadra dilettantistica Domani Arriva Sempre (D.A.S.) di Cervia. Un gruppo di persone che più che una squadra sportiva rappresenta una vera e propria filosofia sportiva e di vita il cui intento è di trasferire il vero senso dell'attività sportiva fatta di rapporti umani, semplicità, allegria ed uguaglianza. Ed è stato proprio il potere di questa filosofia a raggruppare nell'ultima meravigliosa, assolata domenica di settembre più di 900 iscritti, uomini, donne, bambini, amici a 4 zampe, ma soprattutto loro i disabili (in carrozzina o non vedenti assistiti dai loro cani) che hanno accompagnato Niccolò (per gli amici Nico) in una camminata ludico motoria, non competitiva, solidale per raccogliere fondi destinati all'acquisto di un esoscheletro per la riabilitazione robotica degli arti superiori, l’Armeo®Spring, da donare al reparto riabilitativo dell’ospedale “G. Marconi” di Cesenatico, per completare la dotazione che comprende un esoscheletro per la riabilitazione degli arti inferiori.
Non un giorno qualunque, ma il 29 settembre, giorno in cui Niccolò, nell'anno 2016, dopo 5 mesi dal suo incidente stradale, si risvegliò e pronunciò le sue prime parole.

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Ecco è da qui che voglio partire, da quel sentimento di fierezza e orgoglio, vissuto personalmente con il mio piccolo contributo, che alimenta ed esalta il nostro ruolo di educatori posturali, rieducatori del movimento, preparatori atletici e personal trainer che, tra i tanti clienti normodotati, possono avere la grande fortuna di incontrare nel proprio cammino professionale, come è appunto successo a me, persone disabili che in noi ritrovano la voglia di vivere, di superare quei limiti reali, non fittizi, per rincorrere il sogno di tornare a sorridere gioiosamente, camminare, correre, saltare, per condividere la loro personalità e per combattere la solitudine interiore ed i loro momenti di sconforto. E' proprio allenando queste disabilità a divenire “nuove abilità” che si racchiude l'essenza della nostra professione dove le nostre competenze, insieme alle nostre qualità di coaching, diverranno le uniche artefici dei loro successi e delle loro conquiste.

Da una citazione della “Carta Internazionale per l’Educazione Fisica e lo Sport” (21 Novembre 1978) si evince che: “La continuità dell’attività fisica e della pratica dello sport devono essere assicurate per tutta la vita, per mezzo di un’educazione permanente, globale e democratizzata, per favorire la piena integrazione di ciascuno all’interno della società”. Lo sport ha, dunque, un alto valore educativo quando pone al centro l’Uomo e le sue potenzialità. Tuttavia la società in cui viviamo può indurci a credere che il valore dello sport si misuri nel prevalere nei confronti degli altri. Ma questo è un concetto assolutamente travisato di sport, come afferma non a caso Alex Zanardi, un grande atleta, prima normodotato ed oggi disabile, che proprio a Cervia nell'ultima edizione del IRON MAN ha realizzato il record mondiale per la sua categoria, dimostrando che l'unico avversario è il proprio limite, talvolta fisico, il più delle volte mentale, e che la vittoria risiede nel tentare senza alcuna riserva, convinti di aver dato il massimo di sé: “ognuno di noi ha un proprio potenziale, possiede un mazzo di carte che il destino ci ha dato in dote e che attraverso l’allenamento e la preparazione migliora, ma quando la gara inizia, quando si gioca, dobbiamo essere consci del fatto che l’obiettivo è fare il nostro meglio, non ottenere il miglior risultato assoluto”.

Questo pensiero rappresenta la filosofia di vita di un vero educatore del movimento e del benessere fisico: essere certi di aver operato applicando tutte le conoscenze in nostro possesso per assecondare l'essenza sportiva di ogni individuo diversamente abile. Dal primo momento in cui il disabile lotta per superare i suoi limiti è già un campione sportivo che affronta ogni giorno il dolore, la fatica, l'impegno e il sacrificio. Di fronte a questi veri atleti si può solo dire “chapeau”, e non per l’esempio che rappresentano, ma perché dal loro punto di partenza hanno un lungo percorso, una distanza immensa che step by step li condurrà ad ottenere sempre risultati di altissimo livello. Il disabile convive con pesanti modificazioni della propriocezione, della esterocezione, delle sensazioni relative al dolore/piacere e il nostro ruolo di “riprogrammatori del movimento”, attraverso l’educazione psicomotoria e la pratica sportiva, sarà fondamentale per far loro sperimentare una nuova integrazione Mente/Corpo. Assisteremo in tal senso al loro miglioramento:
- sul piano cognitivo attraverso la conoscenza del proprio corpo, dello spazio, del tempo e della velocità;
- sul piano fisico aumentando la forza muscolare, la capacità di equilibrio, la coordinazione motoria, imparando a superare la fatica (uno dei primi importanti ostacoli per la riabilitazione);
- sul piano sportivo acquisendo conoscenze tecniche delle varie discipline sportive, incentivando la comunicazione interpersonale e la collaborazione (anche attraverso il gioco di squadra), rispettando le norme condivise;
- sul piano psicologico producendo uno stato di soddisfazione generale che conduce al contenimento degli stati emotivi, incrementando la capacità di autocontrollo;
- sul piano socio-educativo aumentando la propria autonomia, spronando all’impegno durante gli allenamenti e al rispetto dell’avversario, insegnando il coraggio, promuovendo la lealtà; favorendo la socializzazione, l’aggregazione, integrazione, superando così paure, pregiudizi e isolamento.

Esiste un' unica regola con la quale svolgere il nostro impegno di rieducatori verso la realizzazione di questi nobili obiettivi, vale a dire utilizzare lo sport come strumento che sia in funzione del soggetto e non viceversa, e questa regola vale per i soggetti normodotati e ancor di più per le persone “meno abili”.

Nel rispetto di questa mission ogni allenamento, che sia esso rivolto al disabile o al normodotato, si trasformerà in un evento, con un punto di partenza ben definito e un traguardo certo da raggiungere; ogni seduta di riabilitazione sarà una vera e propria gara sportiva, una competizione in cui i veri vincitori saranno due: il trainer che affronta fino in fondo l'impegno rieducativo dando il massimo del suo potenziale e vivendo la grande emozione di aver contribuito alla rinascita del proprio “atleta”, e naturalmente l'atleta stesso che che vive fino in fondo il sacrificio, imparando ad accettare quei suoi limiti, fisici e psicologici, che in realtà sono presenti, seppure in misura diversa, in ognuno di noi!

Un grazie a tutti i campioni come Niccolò che abbiamo incontrato fino a do oggi e a tutti quelli che avremo l'onore di incontrare nel nostro futuro di professionisti e di uomini!

“Colui che vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte!” (Lao Tzu)

La sintesi di tutto ciò è che il vero vincitore in una competizione è colui che vive fino in fondo la gara sportiva, imparando anche ad accettare i limiti del proprio corpo, limiti presenti in ciascuno di noi, seppur in misura diversa, disabili e normodotati.

“Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze” (Eunice Kennedy Shriver, fondatrice delle Special Olympics)

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Martedì, 09 July 2019 17:15

Le origini del metodo Tabata

L'IDEA CHE HA DATO VITA AD UNO DEGLI ALLENAMENTI H.I.I.T. PIÙ GETTONATI NEL MONDO DEL FITNESS

Il dott. Izumi Tabata ha ideato e attribuito il proprio nome ad una variante dell'allenamento a intervalli ad alta intensità tra le più utilizzate degli ultimi tempi. La sua ricerca scientifica raggiunse risultati sorprendenti che rivelarono importantissime conclusioni. Facciamo un salto nel 1996 e andiamo ad esplorare le caratteristiche del suo caso studio.

L'applicazione della metodologia Tabata prevede l'alternanza di fasi ad alta intensità e fasi a bassa intensità con un passaggio continuo ed alternato dal metabolismo aerobico a quello anaerobico. Durante il suo esperimento pratico il dott. Tabata mise due gruppi di atleti a confronto per un periodo di 6 settimane successive con l'obiettivo di conseguire un miglioramento delle loro performance aerobiche e anaerobiche valutando i valori delle misurazioni fatte all'inizio con quelle risultanti alla fine del periodo di allenamento.

Il protocollo del primo gruppo prevedeva:
- 1 ora di pedalata su cicloergometro al 70 % del proprioVO2max; dunque ad una intensità moderata, in un range puramente aerobico e senza alcuna forzatura del ritmo di spinta.

Il protocollo del secondo gruppo invece venne così strutturato:
- 4 minuti di lavoro corrispondenti ad 8 cicli suddivisi in 20 secondi ad altissima intensità alternati a 10 secondi di recupero.

Al termine delle 6 settimane di allenamento il confronto delle misurazioni delle capacità aerobiche e anaerobiche di tutti i soggetti fatte all'inizio ha portato a dei risultati davvero inattesi soprattutto per il secondo gruppo.
Il gruppo di allenamento ad intensità costante non riportò alcun miglioramento della capacità anaerobica, al contrario la capacità aerobica ebbe un naturale e prevedibile miglioramento del 9,5%. Il secondo gruppo ad intensità intervallata riportò un sorprendente miglioramento della capacità anaerobica, circa del 28% al quale si affiancò un miglioramento della capacità aerobica del 14%, di gran lunga superiore al primo gruppo!

Sulla base di questi incredibili risultati il metodo Tabata si è diffuso ben presto come strategia di allenamento che si può applicare, grazie alle sue numerose varianti, a strumenti ed obiettivi diversi. Dal corpo libero ai sovraccarichi convenzionali, dalle macchine cardio alle attrezzature funzionali, quali kettlebell, barbell ed altri, il Tabata si identifica come allenamento finalizzato a prestazioni sportive, mediante gesti tecnici specifici, ma anche ad allenamenti di fitness e funzionali ad lata intensità, mediante altre varianti adattate ai soggetti non atleti, ma comunque con un buon stato di forma data la sua alta richiesta energetica.

Alla luce di quanto analizzato fino a questo punto, possiamo concludere che il Tabata consente di ottimizzare i tempi dell'allenamento ottenendo nel breve tempo risultati importanti che vanno dall'incrementi della forza alla resistenza, dalla flessibilità alla perdita di massa grassa, fino ad un risveglio ed incremento del metabolismo basale.  

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Oggi la docente FIF Melissa Roda, ci mostra qualche esercizio da fare con i vostri piccoli allievi. Si tratta di un allenamento a circuito, HTC (Human Timing Circuit) ed è consigliato per bambini dai 5 ai 10 anni.

- Durata di ogni round stabilita dalla velocità dei 2 bambini nella stazione "TARGET " Scivolamento su flow tonic da seduto (equilibrio) e trascinamento (capacità coordinativa speciale DIFFERENZIAZIONE, dosare velocità e forza per il trascinamento, massimo controllo di un gesto complesso per un bambino) per il compagno da spot a spot per poi invertire i ruoli. Da un minimo di 2 round a un massimo di 6 round.
- STAZIONE 1: con ELASTIC BAND (Floor slam) ● Imput correttivo un gesto forte e preciso verso il pavimento fra i due piedi.
- STAZIONE 2: ACROBATICA Ruota+Rollata corpo esteso ● Imput Correttivo: Braccia lunghe e forti.
- STAZIONE 3: TARGET
- STAZIONE 4: L'ARRAMPICATA (schema motorio di base locomotore) Ricercare la simultaneità dei 2 bambini nel gesto, ascolto il ritmo del mio compagno.
- STAZIONE 5: IL DONDOLO (programma Baby Fitness 5/7 anni) Mantengo mezzo roll sopra la testa posizione braccia a V estese.(core) ● Imput correttivo: schiena lunga e ogni volta che torno posiziono piedi a terra e controllo la posizione del mezzo roll.

 


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Il 26 aprile i ragazzi della classe IV A del liceo Scientifico Sportivo “Almerici” di Cesena hanno conseguito il diploma di “Istruttore di Fitness, Body Building e preparatore atletico di primo livello” della Federazione Italiana Fitness, riconosciuto dall’Ente di promozione sportiva ASI/CONI.

Si tratta di un traguardo importante, raggiunto nell’ambito di un progetto formativo pensato e promosso dalla Federazione Italiana Fitness con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni allo sport, al benessere e alla salute, formando le future figure tecniche nelle varie discipline del fitness.

Proposto per la prima volta durante l’anno scolastico 2015/16, il progetto FIF vede per la seconda volta una classe di studenti raggiungere l’agognato Diploma, dopo un triennio di formazione composto da moduli annuali di 12 ore, tra lezioni teoriche e pratiche.

Durante il percorso gli studenti sono stati seguiti dal tecnico ed esaminatore federale Mattia Ravagli, mentre a livello scolastico il coordinamento è stato coadiuvato dalla professoressa Manuela Amaducci, responsabile per le Scienze Motorie, e dal professor Maurizio Camaeti, docente di discipline sportive.

A tutti i ragazzi vanno le più sentite congratulazioni da parte della FIF oltre a uno speciale ringraziamento all’Istituto “Almerici” che ha creduto al progetto.  

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Mercoledì, 17 April 2019 16:53

Il caffè e l'attività sportiva

Principali effetti positivi della caffeina sulle prestazioni sportive

Caffè e sport è un connubio perfetto per chi desidera migliorare la propria performance sportiva. La parola chiave è “moderatezza”! Infatti il giusto utilizzo della caffeina tende ad aumentare le prestazioni sportive. E' risaputo che la caffeina stimola in principal modo i processi del sistema nervoso centrale, riducendo la percezione della fatica e stimolando una migliore attivazione dei motoneuroni attraverso la quale garantisce una maggiore resistenza durante la performance sportiva.

E' interessante scoprire quali altri importanti benefici derivano dal consumo di caffè prima e dopo la propria seduta di allenamento. A livello cerebrale le caratteristiche della caffeina agiscono su un miglioramento della capacità mentale. Una ricerca del Journal of Strength & Conditioning Research ha spiegato che bere caffè prima di un intenso esercizio fisico può migliorare la concentrazione, in particolar modo se il soggetto non ha dormito abbastanza durante la notte precedente. Bere caffè prima di allenarsi ha un effetto di rilievo sulla micro-circolazione apportando un aumento del 30% del flusso sanguigno nell'arco di tempo di 75 minuti (studio dei ricercatori dell'Università giapponese di Ryukyus). Questo beneficio si traduce a sua volta in un più efficiente trasporto di ossigeno ai muscoli che dunque ritarda la percezione del senso di fatica e aumenta la resistenza.

Secondo uno studio del prof. R. Moti dell'Università dell'Illinois, bere caffè prima dell'allenamento abbassa il livello di dolore muscolare percepito, teorizzando che il dolore durante esercizio non mostra effetti di tolleranza alla caffeina.

Un altro grande vantaggio del bere caffè, in questo caso dopo l'allenamento, consiste nella conservazione dell'ATP, il nostro carburante muscolare. Uno studio condotto dal Journal of Applied Physiology ha infatti rilevato che gli atleti che si allenano quotidianamente e consumano una combinazione di caffeina / carboidrati post-allenamento, possono riscontrare un aumento del 66% in più di glicogeno muscolare quattro ore dopo un intenso esercizio rispetto a quelli che mangiano carboidrati puri. Alla conservazione del carburante si aggiunge poi una dimostrata capacità del caffè di nutrire i muscoli contrastando gli effetti dell'invecchiamento cellulare; i risultati più significativi sono stati riscontrati nel diaframma, il muscolo centrale utilizzato per la respirazione e quindi per l’assunzione di ossigeno.

Concludendo possiamo affermare che nel rispetto della conditio sine qua non “moderatezza”, bere caffè apporta importanti benefici sia mentali che fisici che possono a loro volta migliorare il nostro allenamento e aiutarci a raggiungere con più successo i nostri obiettivi. 

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L'auricologia rappresenta una delle metodiche di trattamento più efficaci. Si tratta di un metodo per ristabilire una condizione di benessere più ampio rispetto ad un classico metodo di cura; di fatto serve ad aumentare l'energia e ristabilire l'equilibrio psico-fisico dell'essere umano. L'attuazione di semplici massaggi, pressioni, stimolazioni di vario tipo su alcuni punti del padiglione auricolare si possono regolare le differenti funzioni bioenergetiche e funzionali dell'organismo.

Oltre ai dolori e alle contratture muscolari i campi di intervento dell'auricologia per i quali risultano le maggiori evidenze cliniche di successo sono: condizioni emotive (ansia e tensione), insonnia dipendenze da farmaci, droghe o sostanze nocive, quali fumo e alcool e non ultimi per importanza i disturbi del comportamento alimentare.

La grande efficacia della metodica sta nella vicinanza dei nervi auricolari incaricati di trasmettere lo stimolo al cervello che garantisce una risposta immediata e senza interferenze. Un concetto interessante ed innovativo è quello del “orecchio parlante” attraverso il quale si intende che l'orecchio ci parla del nostro stato di salute con un linguaggio ricco di segni che sono classificabili sia secondo parametri della medicina tradizionale , sia secondo fondamenti della medicina cinese. Di particolare interesse risulta la classificazione dell'orecchio, se di tipo Legno, Fuoco, Terra, Metallo o Acqua in base alla sua forma, consistenza, colore e direzione in riferimento alla teoria dei 5 elementi. Questa classificazione assume un ruolo importante per l'operatore permettendogli di individuare la frequenza e la modalità di stimolazione più adeguata. Quindi non più solo stimolazione con l'agopuntura o con il posizionamento di semi di vaccaria, ma da oggi largo spazio all'utilizzo di oli essenziali, fiori di Bach, penne cromatiche, impulsi enerhetici e semi e legumi che in base alla qualità energetica sono in grado di interagire con l'organismo, inviando stimoli energetici che ristabiliscono l'equilibrio.

L'orecchio, dunque, ci parla e ci racconta la storia di una persona: è possibile leggere dove nasce il dolore e quali strumenti adoperare per portare sollievo. Questa è la visione dell' Auricoloterapia moderna secondo la quale un'azione energetica portata in un punto o in una zona specifica, vada a risuonare a livello di tutto il sistema organico. Una meravigliosa immagine che rappresenta questa intuitiva visione fu realizzata nel 1952 dal medico francese Paul Nogier, padre della moderna Auricologia, sovrapponendo alla forma dell'orecchio un feto capovolto: la sua testa nel lobo, i visceri nella parte centrale della conca e i piedi nella parte alta della fossa scafoide. Una immagine primordiale da cui origina l'attuale mappatura auricolare. 

orecchio

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Oggi la docente FIF Melissa Roda, ci mostra qualche esercizio da fare con i vostri piccoli allievi. Questo allenamento è consigliato per bambini dagli 8 ai 10 anni e prevedono l'uso del cerchio. Entrando un po' più nello specifico si esegue:

• O.H.SQUAT Importante controllo del cerchio sopra la testa, braccia tese a V e presa mani forte. Scendo mantenendo colonna eretta e braccia tese, raggiunta l'accosciata lascio il cerchio e uso andatura Monkey (Programma 5/7anni fase funzionale dinamica) per uscire e rientrare all'interno del cerchio.
• FRONT LUNGE Rollo il cerchio con un solo arto fino all'estensione completa del braccio, secondo passaggio aggancio cerchio con 2 mani mantenendo colonna eretta e braccia tese inserisco lunge con gamba opposta al primo sfiorando con ginocchio posteriore il cerchio (controllo del gesto lavoro sul piano frontale e le diagonali), ritorno nella posizione di partenza piedi paralleli e ruoto cerchio intorno alla testa (gesto fluido e naturale).
• STACCO Piedi paralleli gambe tese aggancio cerchio con due mani mantenendo controllo della colonna accompagno cerchio a terra e lo riporto nella posizione di partenza agganciando con le due mani il lato più vicino alle punte dei piedi (controllo + coordinazione).

 


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Sono ancora aperte le iscrizioni per partecipare ai Corsi organizzati dal Centro Studi La Torre / Federazione Italiana Fitness riconosciuti dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) nell'ambito delle iniziative formative 2018/2019 e pertanto acquistabili con la “Carta docente” (direttiva ministeriale n. 170/2016).

Se sei un docente scolastico di ruolo puoi dunque utilizzare fino a 500 euro per il tuo aggiornamento professionale con FIF!

Ad oggi sono in partenza nella sede di Bologna i corsi di:
Personal Trainer un totale di 48 ore spalmate su 4 weekend (23-24 marzo; 30-31 marzo; 6-7 aprile; 13-14 aprile);
Yoga Dinamic School di 36 ore totali (23-24 marzo; 30-31 marzo; 06-07 aprile; 13-14 aprile);
Preparatore Atletico (23-24 febbraio; 16-17 marzo; 30-31 marzo).

Tutte le iniziative FIF / Centro Studi La Torre sono presenti nel catalogo del Miur Emilia-Romagna: www.istruzioneer.gov.it

Per maggiori info, contatta la segreteria organizzativa: / 0544 34124  

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Mercoledì, 27 February 2019 11:57

Corporate Wellness e Corporate Trainer

UN NUOVO MERCATO NEL MONDO DEL FITNESS E UNA NUOVA FIGURA DI PERSONAL TRAINER!

Sempre più spesso i trainer trovano notevoli difficoltà a proporsi nel mercato a loro conosciuto ovvero quello del Fitness Club o Wellness Club. I problemi sono molteplici e non esiste una sola causa purtroppo, le capacità professionali non sempre fanno la differenza. Lo sviluppo di piccoli centri ad alta professionalità e la proposta di Personal Trainer è certamente una valvola di sfogo per chi è intraprendente, ma esiste un mercato del tutto inesplorato e potenzialmente in sviluppo esponenziale. Questo mercato è rappresentato dal Corporate Wellness ovvero la possibilità per le aziende dei settori più disparati di erogare servizi inerenti all’attività fisica e alla salute a dipendenti e collaboratori. Ovvio che il nostro Paese non è certo ai primi posti nel ranking per numero di aziende che stanno focalizzandosi su questo benefit, ma il numero delle stesse sta aumentando con quote di crescita ben più grandi di altri mercati complementari ai Club Fitness.

Se da un lato quindi le aziende produttrici di attrezzature hanno percepito il trend, dall’altra parte è assolutamente carente il bacino di potenziali trainer a disposizione per consentire il vero decollo di questo settore. Il trainer è centrale e strategico, ma ha la necessità di formare la propria capacità professionale ovviamente non tanto dal lato tecnico, ma principalmente su altre skill quali: approccio e relazione, conoscenza delle specifiche esigenze, coaching e non ultimo flessibilità nelle proposte.

Nasce così il corso di CORPORATE TRAINER: un nuovo progetto della FIF ACADEMY in partnership con MATRIX FITNESS per erogare servizi Fitness e Wellness direttamente ai dipendenti e collaboratori delle aziende di tutti i settori.

Il corso di specializzazione  ha l’obiettivo di creare una figura professionale che sia in grado di inserirsi all’interno di questo mercato, con solide conoscenze e competenze sull’analisi di un contesto aziendale, sulla pianificazione, realizzazione e gestione di un progetto di benessere aziendale, attraverso specifici interventi necessari per viver meglio sul luogo di lavoro da personalizzare in base alle diverse esigenze della popolazione aziendale e che siano in grado di insegnare a fare sport e movimento anche in un’ottica di medicina preventiva e non solo come attività agonistica.

Il corso si sviluppa in un due giorni di formazione in aula e di parte pratica, in cui si trasmetteranno le conoscenze e gli strumenti operativi per conoscere come creare un programma di benessere aziendale e cosa includere all’interno del programma, per un totale di 12 ore di formazione.

Il corso sarà svolto dallo stesso team di docenti su due diverse città:
- Ascoli Piceno il 2 e 3 marzo 2019
- Milano il 26 e 27 aprile 2019

Il corso “Corporate Trainer” è riconosciuto da ASI, ente di promozione sportiva aderente al Sistema SNaQ del Coni (Sistema Nazionale delle Qualifiche dei Tecnici Sportivi).

Per iscriversi cliccare qui

Per informazioni scrivere a oppure telefonare allo 054434124

Corporate Trainer Matrix FIF

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Gli scienziati della Brunel University di Londra hanno testato gli effetti della musica con uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Psychophysiology.
Il gruppo di ricercatori ha verificato che l’ascolto della canzone di Marvin Gaye "I Heard It Through The Grapevine" durante l'allenamento, ha provocato nei partecipanti allo studio stimoli in una regione del cervello associata ad una diminuzione della fatica. I partecipanti hanno anche riferito di aver avuto la sensazione che gli allenamenti fossero più brevi e più stimolanti mentre ascoltavano la canzone della durata di 11 minuti con un ritmo di 120 battiti per minuto (l'unica usata nello studio).

Già altri studi avevano dimostrato che la musica può avere un ruolo-chiave quando si fa attività fisica. Il merito di quest’ultima ricerca è quello di aver definito in maniera chiara e precisa il tempo di esecuzione della musica. I ricercatori, infatti, hanno cercato di capire come la specifica scelta di un solo brano a quella velocità, influenzi la prestazione dell’allenamento. Misurando la modificazione del livello di ossigenazione del sangue nel cervello, i ricercatori hanno appurato che la musica attiva il lobo frontale inferiore, un’area del cervello deputata all’integrazione delle informazioni sensoriali esterne, come quelle che arrivano dai muscoli tra cui anche le informazioni sull’affaticamento”.


LA MUSICA PUÒ ESSERE UN ANTIDOTO ANTI-STANCHEZZA
Il ruolo stimolante della musica potrebbe essere fondamentale nei periodi più critici dell’allenamento, come quando si è un po’ annoiati e la motivazione diminuisce per cui è più facile mollare oppure in soggetti per i quali l’esercizio fisico è più faticoso perché ci sono problemi di salute come nel caso di persone obese o con diabete.


LA SCELTA MUSICALE GIUSTA PUÒ STIMOLARE LA PERFORMANCE IN PALESTRA?
Quando si fa attività fisica va bene qualsiasi genere musicale oppure va scelta con cura? In realtà, come spiegato nel libro “Inside sport psycology” scritto dai ricercatori Costas I. Karageorghis and Peter C. Terry, qualche differenza c’è!
Gli autori sostengono che il pop e il rock, con determinati ritmi, aumentano la resistenza fisica nella pratica sportiva e danno una carica maggiore anche durante allenamenti intensi, combattendo la fatica”. La prova è stata fatta su un campione di trenta volontari che dovevano correre su un tapis roulant a ritmo di musica, con brani scelti dai ricercatori. I Queen, i Red Hot Chilli Peppers, Madonna e altri artisti. Grazie all’ascolto, gli sportivi hanno acquistato una resistenza superiore del 15%, in alcuni casi anche del 20%, e hanno corso di più, sopportando meglio la fatica e con una migliore sensazione di benessere. La musica in effetti può avere un effetto ergogenico, cioè stimolante, e le canzoni ideali per l’allenamento da moderato ad intenso sono quelle che presentano una velocità da 120 a 140 battute al minuto, mentre ritmi più lenti sono naturalmente più adatti alle fasi di stretching e defaticamento. Perciò, per darci dentro in palestra vanno bene brani classici come “Don’t stop me now” dei Queen o “Dancing Queen” degli Abba,o ancora “Eye of the tiger” dei Survivor, la colonna sonora di Rocky IV.


PENSARE ”MAI PIÙ SENZA MUSICA IN PALESTRA” È CORRETTO?
C’è un possibile effetto collaterale negativo in tutto ciò? Secondo i ricercatori, sì ed è il rischio di sviluppare una sorta di dipendenza dallo stimolo musicale. Negli ultimi vent’anni ci si è documentati tanto sugli effetti psicofisici, psicologici e psicofisiologici della musica, la risultante è che le persone stanno quasi sviluppando una forma particolare di dipendenza dallo stimolo musicale. Perciò, se continuiamo a promuovere, anche quando non è strettamente necessario, l'uso della stimolazione uditiva e visiva, la prossima generazione potrebbe non essere più in grado di tollerare l'affaticamento dell'esercizio fisico in assenza di musica.  

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