Lunedì, 29 July 2019 17:32

ORIZZONTI POSTURALI - La lingua e le sue influenze posturali: il gusto di saperne di più!

Scritto da Dott. Mattia Betti*
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*Osteopata DOMROI, Docente FIF settore Postura, Laurea in Scienze Motorie, Specializzato in Scienze e Tecnica dello Sport 


VALUTIAMO COME LA BASE ONTOGENETICA DELL'ANATOMIA UMANA POSSA AIUTARE SPECIFICI DISORDINI FUNZIONALI

L’Argomento di oggi è sempre stato per me di grande interesse nello studio in ambito posturale; il tutto è scaturito dalle problematiche occlusive di mio nipote che tendeva sempre ad irrigidirsi con frequenza sul tratto cervicale. L’approfondimento di tale problema, all’inizio dei miei studi osteopatici, mi portò ad approfondire l'embriologia e a valutare come la base ontogenetica dell’anatomia umana possa aiutare la lettura di tali disordini funzionali.

Premessa embriologica
La lingua caratterizzata dalla funzioni primarie del linguaggio, e non solo, si sviluppa embriologicamente con la presenza degli archi branchiali già alla 4° settimana.
Mentre l’embrione (circa di 7mm) si ripiega in avanti l’intestino cefalico si incurva, il tetto della cavità orale si assottiglia, il pavimento si ispessisce, dando vita alla prima forma epiteliale della lingua, mentre tutto il precursore della lingua si allunga longitudinalmente nella fase dell’accrescimento. Successivamente con la crescita della testa si avrà uno sviluppo anche trasversale della lingua, dando vita ad uno stiramento tridimensionale della lingua con la presenza di cellule dalla struttura reticolare, base dello sviluppo muscolare interno della lingua. Dobbiamo sottolineare come la muscolatura della lingua risulti particolarmente innervata già in fase molto precoce, collegandosi in maniera intima con il centro funzionale del nostro cervello. Il fatto che la lingua , nell’organizzazione complessa della sua muscolatura, coordini un quantitativo così diversificato di attività comandate dal cervello, rappresenta un punto fondamentale della cerebralizzazione umana.
Tale strutturalizzazione embriologica consta di un tessuto connettivale e vascolare derivante dalle creste neurali delle cellule mesenchimali, mentre la maggior parte dei muscoli che costituiscono e coordinano la lingua derivano dai somiti occipitali del mesoderma. Ad oggi possiamo comprendere come interagisca una stretta correlazione tra muscoli sub occipitali, lingua, e osso ioide.

Fasi di sviluppo ontogenetico

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Fase di sviluppo embrionale 3°-4° settimana

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CONSIDERAZIONI ANATOMICO FUNZIONALI

Muscoli estrinseci
Muscolo genioglosso è il più voluminoso degli estrinseci. Origina dalla spina mentale e si porta, distribuendosi a ventaglio, all’apice della lingua con i suoi fasci superiori, al dorso linguale con i suoi fasci medi, al margine superiore dell’osso ioide con i suoi fasci inferiori. Con i fasci anteriori abbassa e retrae l’apice linguale, con i fasci medi protrude l’intera lingua, con i fasci inferiori sposta in avanti l’osso ioide. Il muscolo ioglosso ha una forma quadrilatera e prende origine dal margine superiore del corpo dell’osso ioide. Ha un decorso ascendente e si porta al margine laterale della lingua, qui le sue fibre muscolari si dividono in anteriori, che si portano all’apice linguale, medie, che si dirigono in avanti e si portano al setto linguale, posteriori, che hanno una direzione trasversale e si portano al setto linguale. La sua contrazione porta la lingua in dietro e in basso.
Il muscolo stiloglosso origina dal processo stiloideo. Ha una forma fusiforme, si porta anteriormente e medialmente. In prossimità del muscolo ioglosso, si divide in due porzioni, una interna e una esterna. L’interna si inserisce al setto linguale, l’esterna si porta all’apice linguale e si inserisce anch’essa al setto linguale. La sua contrazione sposta la lingua superiormente e dorsalmente.
Il muscolo condroglosso origina dal piccolo corno dell’osso ioide, si porta in alto e anteriormente fino ad arrivare all’estremità posteriore del margine laterale della lingua. Qui i suoi fasci si inseriscono al muscolo longitudinale inferiore. La sua contrazione porta la lingua in basso e in dietro.
Il muscolo amigdaloglosso origina dall’aponeurosi faringea. È un muscolo sottile. Ha una direzione verticale fino alla base della lingua. Qui le sue fibre prendono una direzione trasversale incrociandosi con le fibre controlaterali. La sua azione appiattisce la base linguale sul velo palatino.
Il muscolo palatoglosso insieme al muscolo palato faringeo, restringe istmo delle fauci e solleva la lingua durante la deglutizione.

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Muscoli intrinseci
Il muscolo longitudinale superiore è rappresentato da una lamina impari composta da differenti fasci a direzione sagittale. Tali fasci hanno origine ed inserzione alla lamina propria della mucosa linguale. La loro contrazione provoca un accorciamento della lingua.
Il muscolo longitudinale inferiore origina dalla lamina propria della base linguale. Esso è un muscolo pari che si porta alla faccia inferiore del corpo della lingua. La sua contrazione provoca l’accorciamento della lingua con trazione dell’apice linguale verso il basso e il dietro.
Il muscolo trasverso è interposto tra il longitudinale superiore ed il longitudinale inferiore. I suoi fasci hanno un decorso trasversale e origina dalle due facce del setto linguale e terminano fissandosi alla muscosa dei margini laterali della lingua stessa. La sua contrazione provoca un accorciamento trasversale della lingua accentuandone la convessità dorsale.
Il muscolo verticale origina dalla faccia profonda della lamina propria del dorso della lingua e si inserisce alla sottomucosa della faccia linguale inferiore. La sua contrazione appiattisce la lingua.
Il muscolo palatoglosso partecipa alla costituzione dell’arco glossopalatino. Origina dall’aponeurosi palatina, raggiunge l’estremità posteriore del margine laterale della lingua. Qui i suoi fasci divergono trasversalmente per inserirsi al setto linguale. Esso è il costrittore degli archi glossopalatini.

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CONSIDERAZIONI GENERALI
Molto spesso tendiamo a sottovalutare l’importanza sul nostro STP (sistema tonico posturale) della lingua che gioca un ruolo fondamentale in diverse funzioni del corpo come la deglutizione, la respirazione, la fonazione e masticazione. Alla deglutizione è attribuita particolare importanza perché il suo manifestarsi avviene in maniera istintiva ed involontaria, mentre la fonazione, la masticazione e la posizione di riposo mandibolare sono attività neuromuscolari consapevolizzate secondariamente in relazione alla postura mandibolare, labiale, faringea. La sua azione non è limitata alla cavità orale, ma colpisce l'arto inferiore, la forza muscolare e globalmente la postura. La lingua è un organo che ha un meccanismo autocrino e paracrino, meccanismo d'azione per sintetizzare sostanze diverse per interagire con tutto il corpo; secondo una linea di pensiero è anche un'estensione del sistema enterico. Gli studi hanno dimostrato la rappresentazione altamente organizzata ed estesa della lingua a livelli multipli nel cervello (corteccia, mesencefalo, midollo allungato e sistema limbico), con la massima specificità e integrazione raggiunta a livello corticale, con una chiara organizzazione somatotopica . I cambiamenti neuroplastici nella corteccia dimostrano come il cervello ed il controllo dell'attività della lingua può essere modificato da stimoli ambientali: un miglioramento in funzioni si verifica in caso di stimoli fisiologici; invece, si verificano disordini funzionali con stimoli patologici. Questi stimoli sono dati dalla posizione della lingua all'interno della bocca. Le fibre nervose afferenti del sistema nervoso periferico inviano informazioni al sistema nervoso centrale e l'informazione è in grado di oscillare tra un emisfero e un altro, per garantire l'efficienza ottimale del movimento della lingua, la lingua stessa influenza il controllo neuromotorio dell'arto inferiore. Uno studio pilota ha mostrato un miglioramento significativo nelle prestazioni del ginocchio nell’estensione isocinetica con la lingua posizionata fino alla zona palatina, aumentando le prestazioni dei muscoli della coscia (attraverso l’uso di una macchina isocinetica), per circa + 30% rispetto alla posizione di riposo (durante entrambe le contrazioni di resistenza ed esercizio muscolare ad alta forza ).

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La posizione della lingua influenza tutto il corpo. Se la lingua è posizionata contro il palato, il sistema parasimpatico ridurrà la sua attività sistemica (ad esempio, battiti del cuore e ritmo respiratorio aumentare), ma se è posizionato contro il palato molle, il sistema simpatico ridurrà il suo attività. La posizione della lingua e la sua forza volontaria (o non volontaria) potrebbero variare il volume polmonare. Cambiamenti nella trazione tracheale a diversi volumi polmonari possono alterare il meccanica dei muscoli della lingua e la loro capacità di produrre forza di protrusione, e questi i cambiamenti nel volume polmonare alterano la tensione trasferita attraverso la trachea all'arco ioide.
Lo stiramento polmonare attiva i recettori pleurici che agiscono inibendo il motoneuroni ipoglosso / frenico. Si presume che quando una patologia cronica prende oltre, limitando l'espansione dei polmoni e diminuendo il volume dei polmoni, l'ipoglosso / frenico i motoneuroni sono meno inibiti, con conseguente riduzione del controllo della lingua. Movimenti della lingua, generalmente postero-laterale, attiva la corteccia cingolata anteriore (ACC), che svolge un ruolo importante ruolo nell'elaborazione sensoriale, motoria, cognitiva ed emotiva e nell'elaborazione del dolore; alcuni gli studi che utilizzano la magneto-encefalografia hanno mostrato che l'ACC spesso si occupa di viscerale sensazione. Il comportamento linguale ha un legame con l'amigdala, specialmente per l'apprendimento del gusto, rompere gli schemi motori durante la masticazione. L'amigdala ha molteplici funzioni regolazione dell'umore e delle emozioni. Secondo alcuni autori, la lingua rappresenta il porta d'accesso al sistema enterico, per la presenza di gangli specializzati sulla zona anteriore e area posteriore della lingua; agirebbe come una "spia" chimica, allertando il sistema enterico attraverso l'analisi chimica del cibo durante la masticazione. In questo modo, il sistema digestivo sarebbe già pronto, prima che il cibo arrivi nello stomaco e nell'intestino; la lingua modulerebbe le funzioni digestive.

AUTO ANALISI E VALUTAZIONE POSIZIONE LINGUALE
Cerchiamo di comprendere meglio il nostro funzionamento posizionale della lingua.

• Partiamo nel chiudere gli occhi per fare questo semplice test, ti risulterà più semplice portare l’attenzione sul punto in cui appoggia la lingua. Portiamo ora l’attenzione sulla lingua e ascoltiamo dove appoggia la punta della tua lingua all’interno della bocca. La senti che appoggia in alto, sul palato? Oppure la senti in basso, sul pavimento della bocca? Oppure la senti sospesa, senza alcun appoggio, tra il palato e il pavimento. Eseguilo ora questo test, è importante per comprendere quanto andrai a leggere in seguito. Fatto? Bene. A questo punto, dovete sapere che la lingua dovrebbe rimanere posizionata in un punto preciso all’interno della bocca. Porta ora la lingua sul palato. Avanza fino a sentire i denti incisivi superiori, ora da qui spostati un centimetro indietro: questo è esattamente il punto in cui dovrebbe appoggiarsi la lingua e si definisce SPOT LINGUALE. La lingua, su questo punto, non dovrebbe premere eccessivamente ma semplicemente appoggiarsi molto delicatamente, con una leggera pressione. Quando la lingua si posiziona correttamente in questo punto, avvengono tutta una serie di connessioni con il cervello. Non è casuale infatti che i bambini piccoli quando si succhiano il pollice, vanno a stimolare precisamente questo punto. Devi sapere, però, che la lingua non ha un comportamento costante, perché interagisce con varie aree di funzionalità che sinergicamente collaborano e si integrano. Questo sta a evidenziare che appena può sfugge da questo punto. Pensa ad esempio cosa succede in caso di mancanza anche di un solo dente (edentulazione parziale) esattamente, la lingua continuerebbe ad infilarsi nello spazio creatosi dal fatto che manca il dente. Questo continuo movimento anomalo della lingua, crea tutta una serie di tensioni muscolari che si ripercuotono sul collo, sulle spalle, sulla schiena fino ad arrivare addirittura ai piedi. Ogni ipo o iper funzionalità della lingua porta a compensazioni che coinvolgono il nostro allineamento posturale su tutti i livelli, considerando che deglutiamo:
• circa 150 volte durante i pasti nel corso delle 24 ore;
• spontaneamente una volta ogni 45 secondi durante la veglia;
• circa ogni 20 minuti durante il sonno. Un totale di più di 1000 volte durante le 24 ore

Tali movimenti della lingua si dividono in:
1) volontari (che tutti conosciamo);
2) ritmici; in cui sono volontari l’inizio e la fine del movimento. Quando decidiamo di mangiare, è volontaria la scelta del cibo, la sequenza dell’introduzione di cibo solido o di acqua. Sarebbe troppa fatica pensare a tutti i movimenti necessari alla masticazione (automatica).
3) involontari come i riflessi.

Dopo la masticazione la lingua spinge il bolo verso la parte posteriore del palato e contro la faringe. Questa cosa stimola i meccanocettori a livello del sistema nervoso centrale (SNC) in una zona denominata bulbo e da qui prendono il via una serie di neuroni che compongono una rete complessa che fa passare il bolo dall’esofago alla faringe. La deglutizione non dovrebbe coinvolgere i muscoli mimici della bocca, quando questi sono coinvolti si parla di deglutizione atipica.

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Esempio di deglutizione atipica con coinvolgimento muscoli facciali

Nella deglutizione atipica, la punta della lingua invece che appoggiarsi al palato nel cosiddetto “spot palatino” si posiziona dietro ai denti superiori od inferiori, altre volte addirittura tra le arcate dentali. i denti sono messi in una posizione determinata dal bilanciamento della spinta verso l’esterno della lingua e una verso l’interno dei muscoli buccinatori della guancia. se la lingua non si muove in maniera coordinata è spesso presente “palato stretto“, altre volte se la punta della lingua si pone dietro i denti superiori questi “si sventagliano anteriormente” (denti sventagliati) condizione detta di seconda classe dentale. quando la lingua spinge in maniera anomala i denti inferiori spesso c’è una situazione di terza classe solo dentale, ma spesso associata a crescita eccessiva della mandibola terza classe ossea.

Pensate che la spinta della lingua contro i denti può arrivare fino a 20 N e non tutti i soggetti con deglutizione atipica presentano malocclusione dentale, spesso è associata a disturbi cognitivi e/o alterazioni genetiche come la sindrome di Down.
L’analisi della lingua, all’interno del pavimento buccale porta constatazioni articolate in ambito posturale integrato al Movimento, questi sono alcuni spunti di partenza.
Oggi l’interesse ci porta a studi ed elaborazioni di funzionalità ben più complesse che si inseriscono in molti campi come l’apnea notturna ostruttiva che ha correlazioni con altre patologie metaboliche quali il diabete, oppure scompenso cardiaco, ipertensione, malattie polmonari e la più importante causa è la disfunzione della lingua e della sua attività elettrica alterata, cambiamento di forma, e alterazione attività muscolare.

Ricordiamoci come Tecnici ed Appassionati del Movimento che le sopradette considerazioni vanno sempre inglobate in una attenta valutazione di tutti gli altri “diaframmi” del nostro corpo, nella percezione e nella ricerca di un equilibrio che è in costante rielaborazione dall’interno verso l’esterno e dall’esterno verso l’interno, l’equilibrio delle parti nel tutto, l’equilibrio di tutto nelle parti. Vi aspetto con argomenti posturalmente appetibili, magari più piacevolmente accomodati sotto il cielo della vostra meritata Vacanza! Buon relax a tutti!!


BIBLIOGRAFIA
1. Valdés C, Astaburuaga F, Falace D, Ramirez V, Manns A. Effect of tongue position on masseter and temporalis electromyographic activity during swallowing and maximal voluntary clenching: a cross-sectional study. J Oral Rehabil. 2014; 41(12):881-9.
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4. Niethamer L, Myers R. Manual Therapy and Exercise for a Patient With Neck-Tongue Syndrome: A Case Report. J Orthop Sports Phys Ther2016;46(3):217-  

 


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