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In merito a un documento contenente linee guida per la riapertura degli impianti sportivi, chiusi in questo periodo emergenziale per la diffusione del Covid-19, ASI Nazionale e Federazione Italiana Fitness sottolineano di non aver predisposto alcun documento ufficiale ma che, quanto uscito, è legato alle proposte di un settore, quello Wellness, che ha messo sul tavolo una serie di spunti per sollecitare la discussione.

ASI Nazionale e Federazione Italiana Fitness attenderanno un confronto tecnico e istituzionale con il CONI e l’Istituto Superiore di Sanità, prima di rendere noto, ufficialmente, il proprio indirizzo che sarà, ovviamente diffuso, sui nostri canali ufficiali.


La Federazione Italiana Fitness, in sincronia con ASI Nazionale, si sta battendo con l'invio di lettere e con contatti a tutte le istituzioni per sottolineare le esigenze del settore. Difficile parificare il centro da 5000 mq allo studio da Personal Trainer. È fondamentale che nei tavoli tecnici che stabiliscono le regole per le riaperture ci debbano essere anche esperti del settore; esperti che conoscano tutte le sfumature di un mondo così variegato. Un mondo che pur adempiendo alla sicurezza, ha voglia e bisogno di ripartire in modo realistico.

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Anche alla luce della conferenza stampa di ieri 26 Aprile dove non ci sono stati riscontri pratici del settore palestre, pubblichiamo qui il documento tecnico elaborato dall’Inail uscito in data 24 aprile. La pubblicazione, approvata dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) istituito presso la protezione Civile, al quale Inail partecipa con un suo rappresentante, è frutto di un lavoro tecnico di ricerca condotto dall’Istituto anche in qualità di organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario Nazionale.

Attenzione: come comprensibile ancora non si tratta di linee guida specifiche per la categoria palestre o attività fisiche ma certamente conferma tutta una serie di timori su come sia considerato il "rischio" contagio legato all'ambiente palestra.

Il documento è composto da due parti:

  • la prima riguarda la predisposizione di una metodologia innovativa di valutazione integrata del rischio che tiene in considerazione il rischio di venire a contatto con fonti di contagio in occasione di lavoro, di prossimità connessa ai processi lavorativi, nonché l’impatto connesso al rischio di aggregazione sociale anche verso “terzi”.
  • La seconda parte si è focalizzata sull’adozione di misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di lotta all’insorgenza di focolai epidemici, anche in considerazione di quanto già contenuto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. L'intento è di garantire adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori, nonché della popolazione.

Al di la delàle indicazioni generali contenute emerge, a nostro parere, che si sta ragionando per codice Ateco, scelta che a nostro avviso è poco rispettosa della reale conformazione del mondo palestre e personal trainer.

Nel codice Ateco contrassegnato dalla R vengono inquadrati anche gli sportivi professionisti, che risultano a rischio rosso, ma ovviamente a nostro avviso non ha senso parificare uno sport da contatto con un tennista.

Nelle ultime pagine riassuntive (pag 26) si specifica che il codice Ateco R gruppo 93 sono comprese "attività sportive di intrattenimento e di divertimento". Anche qui si evince un codice rosso (4) come classe di aggregazione sociale e una classe di rischio definita "medio basso".

Anche qui difficile classificare tutte le attività sportive di intrattenimento con la classe di aggregazione rossa.

Da notare come il codice Ateco S gruppo 96 (altre attività di servizio alla persona) sia classificato (pag 26) con classe di aggregazione 2 e valutazione classe di rischio basso. In questa categorie rientrano ad esempio barbieri ed estetiste. A nostro parere uno studio PT che segua le regole di distanziamento ed igenizzazione dovrebbe rientrare in questo gruppo.

Impossibile esporsi su cosa porterà concretamente questa classificazione, ma crediamo che molto difficilmente le palestre e gli studi PT saranno incluse nella attività che riapriranno fra la prima e la 2ª settimana di maggio.

Abbiamo già scritto a tutte le istituzioni e la FIF continuerà a battersi per cercare di interagire in modo realistico sulla differenziazione della varie attività, sull'importanza salutistica del settore e sulla necessità di determinare regole certe, sicure e realistiche. Sarà molto importante anche vedere come si comporteranno tutte le altre nazioni sulla riapertura (e sulle modalità con cui farlo) del nostro settore.

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Per i gestori di associazioni e società sportive, in una situazione di carenza di liquidità, oltre a fronteggiare il sostenimento di costi fissi si prospettano all’orizzonte nuovi fronti di preoccupazione tra cui la restituzione delle quote già versate dai loro utenti. Come comportarsi di fronte a tali pretese? Si è obbligati a restituire le quote o ci sono soluzioni alternative?

La parola all’avv. BIANCAMARIA STIVANELLO - Patrocinante in Cassazione


IL DIRITTO AL RIMBORSO DELLE QUOTE: TUTTI CONSUMATORI?

È sempre più diffusa e capillare l’azione promossa da diverse associazioni di consumatori per tutelare il diritto degli utenti alla restituzione di quanto pagato a palestre e centri sportivi per servizi non utilizzati a causa del blocco delle attività imposto dai provvedimenti emergenziali per il contrasto e la diffusione del Covid-19.

Non bastava la chiusura prolungata degli impianti e non bastavano l’incertezza sui tempi della riapertura né la consapevolezza che la ripresa sarà comunque condizionata al rispetto doveroso di misure anticontagio: per i gestori di associazioni e società sportive, che in una situazione di carenza di liquidità già devono sostenere costi fissi come affitti, mutui o termini di pagamento non prorogati, si prospettano all’orizzonte nuovi fronti di preoccupazione.


Come comportarsi di fronte a tali pretese? Si è obbligati a restituire le quote? Ci sono soluzioni alternative?

Per rispondere a questi interrogativi e cercare di chiarire i dubbi dei sodalizi sportivi è utile in primo luogo richiamare il concetto di associato e tesserato, valutare il contenuto e le modalità di erogazione della prestazione sportiva dilettantistica nonché il concetto di prestazione impossibile e le implicazioni sulla responsabilità contrattuale. Ma andiamo con ordine.

ASSOCIATI - TESSERATI - UTENTI
Lo status di associato o socio dell’associazione deriva dal perfezionamento del contratto associativo secondo le modalità stabilite dallo statuto; comporta l’acquisizione di una serie di diritti e di doveri previsti dallo statuto anche nel recepimento delle clausole contenute nell’art. 90 L.289/02 e nell’l’art.148 comma VIII Tuir (effettività del rapporto associativo, diritto di voto in assemblea per l’approvazione del bilancio, diritto di elettorato attivo e passivo per le cariche associative e così via).
Il rapporto associativo è fondato sul contratto di associazione che è un contratto con comunione di scopo e non un contratto di scambio; pertanto l’associato non può qualificarsi come consumatore nei confronti del sodalizio cui ha aderito e di cui condivide scopi e finalità.
I contributi versati dal socio non sono mai rimborsabili per definizione, in nessun caso, né al momento del recesso né allo scioglimento dell’associazione come previsto dagli articoli 24 e 37 del Codice Civile.
La regola vale innanzitutto per la quota di adesione annuale e per il rinnovo. Quanto all’importo versato a fronte della partecipazione alle attività - ad esempio per la partecipazione ad un corso - va innanzitutto verificato come lo statuto e/o il regolamento abbiano disciplinato tale emolumento: se la somma ancorché da versarsi a rate si qualifica come contributo associativo integrativo annuale o per l’intera attività, viene determinato in funzione dei costi anche fissi che l’associazione deve sostenere per realizzare le attività istituzionali e comunque quale contributo associativo finalizzato a sostenere l’associazione nel perseguimento delle finalità istituzionali condivise da tutti gli aderenti, si può affermare che anche tale versamento abbia la natura di contributo e pertanto non sia rimborsabile.

Diverso invece il caso di tesserati, nelle associazioni o nelle s.s.d., con i quali si instaura un rapporto di altra natura: sotto il profilo che ci occupa, possono essere considerati utenti in quanto destinatari dell’erogazione di servizi sportivi, seppure con qualche riserva. Essi infatti, pur non essendo soci del sodalizio, instaurano un rapporto atipico, non necessariamente e non sempre classificabile come accordo di scambio sul presupposto che richiedendo il tesseramento, hanno inteso svolgere l’attività sportiva in modo continuativo, secondo regole prefissate della disciplina praticata e sono quindi entrati a far parte dell’ordinamento sportivo in un contesto che esula dall’ambito dei servizi commerciali. Se ne trova conferma anche nei contenuti del Registro 2.0 che richiede l’inserimento dei partecipanti alle attività didattiche e sportive. Ma non è questa la sede per approfondimenti sulla natura del tesseramento.

Sul piano pratico, focalizzando l’attenzione sulle singole prestazioni - come ad esempio l’acquisto di un pacchetto di lezioni o di ingressi in palestra, l’abbonamento mensile, l’iscrizione a un corso bimestrale di tennis o di nuoto - è inevitabile che le si debba qualificare come controprestazioni in relazione ad un rapporto contrattuale di scambio, ancorché defiscalizzato ai sensi dell’art. 148 comma 3 TUIR.
In tale contesto quindi i beneficiari di tali prestazioni - tesserati non soci ma potenzialmente anche i soci quando difetti la natura associativa del contributo - possono essere qualificati come utenti nel significato attribuito dal codice del consumo e vedersi riconosciuti i diritti loro spettanti.


Impossibilità della prestazione: definitiva o temporanea?

I vademecum e la modulistica messi a disposizione dalle associazioni di consumatori fondano la richiesta di rimborso sull’art.1463 del Codice Civile che disciplina gli effetti dell’impossibilità della prestazione sui contratti a prestazioni corrispettive stabilendo che la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta.
Nel nostro caso, per semplificare, se gli utenti non possono usufruire del corso/abbonamento durante il periodo di chiusura del centro sportivo potranno chiedere la restituzione dell’importo versato, salvo che siano state accettate e sottoscritte particolari clausole nel regolamento che dispongano diversamente per il caso di forza maggiore (prevedendo ad esempio la possibilità di sospendere e recuperare o di utilizzare buoni sostitutivi, in tutto o in parte). In tal caso, trattandosi di clausole vessatorie, si dovrà compiere una valutazione caso per caso per verificarne la validità nel rispetto dei principi stabiliti dal Codice del Consumo e in base al requisito della c.d. doppia firma prevista dall’art.1341 del Codice Civile.
In assenza di clausole o in presenza di clausole invalide, è quindi riconosciuto all’utente il diritto alla restituzione di quanto versato.

Bisognerebbe tuttavia valutare se la prestazione sia definitivamente o solo temporaneamente impossibile: infatti considerato che l’impossibilità di ricevere la prestazione non è definitiva ma limitata nel tempo e legata alla durata delle misure di contenimento, si può invocare il dettato dell’art.1256 comma secondo del Codice Civile che esclude la responsabilità per inadempimento quando il ritardo sia dovuto a causa non imputabile all’obbligato (e non vi possono essere dubbi che la chiusura dell’attività per factum principis renda oggettivamente, seppure temporaneamente, impossibile lo svolgimento delle attività per causa non imputabile ai sodalizi sportivi).

E’ quindi possibile in questi casi attuare una sospensione dell’abbonamento/corso che andranno poi recuperati con la ripresa delle attività, sempre che l’utente abbia interesse a usufruirne successivamente. Viene qui in risalto non solo la posizione del socio – nelle ipotesi in cui possa applicarsi il codice del consumo - ma anche quella del tesserato; entrambi, per definizione, svolgono attività organizzata non occasionale, e quindi ben potrebbero mantenere l’interesse a recuperare abbonamenti e lezioni in un momento successivo a seconda della tipologia di corso o di attività.


Quali soluzioni alternative al rimborso?

Oltre alla possibilità di sospensione dell’abbonamento, per evitare la restituzione delle somme, che inevitabilmente andrebbe ad aggravare la carenza di liquidità del sodalizio, si potrebbe utilizzare la soluzione dei c.d. voucher previsti dal Decreto Cura Italia (art.88 D.L. n.18/20) per i contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura: vanno emessi su richiesta dell’utente e utilizzati entro un anno.
Ancora: l’organizzazione di attività didattiche e sedute di allenamento a distanza - dove possibili - possono configurarsi come sostitutive delle attività non usufruite e quindi utili a contrastare la richiesta di rimborso; si ritengono idonee in particolare in presenza di clausole, validamente accettate e sottoscritte, che riservano all’a.s.d./s.s.d. la variazione dei programmi di attività e delle modalità di gestione delle stesse.


Quali responsabilità in caso di mancato rimborso?

L’associazione o società sportiva che riceve la richiesta di rimborso, valutate tutte le circostanze del caso concreto, dovrà possibilmente ricercare una soluzione condivisa con i propri associati e tesserati che possa garantire il contemperamento delle reciproche esigenze e proporre sospensioni, recuperi, voucher totali o parziali, compatibili con la sostenibilità finanziaria dell’ente, ma anche richiamare i frequentatori del centro ad un senso di solidarietà e appartenenza auspicando - quanto meno da parte dei soci - una piena collaborazione, sul presupposto che essi si sono impegnati a versare i contributi non in funzione di una specifica controprestazione ma per sostenere le attività dell’ente e la diffusione della promozione sportiva dilettantistica.
La soluzione bonaria è sempre raccomandata per evitare i costi e l’alea di un giudizio che, se promosso con azioni collettive supportate dall’assistenza delle associazioni di consumatori, può diventare particolarmente gravoso per il gestore del centro sportivo.
In mancanza di accordo, quando sussistono le condizioni per il diritto alla restituzione dell’importo, il gestore che non vi provveda risponde a titolo di responsabilità contrattuale per inadempimento con conseguente obbligo al risarcimento del danno. Tuttavia la situazione emergenziale, riconosciuta espressamente come causa di forza maggiore dall’art.3 comma 6bis del D.L. 23/2/2020, può essere valutata ai fini della liberazione del debitore purché, trattandosi di pagamento di somme di denaro, sia dimostrata l’impossibilità oggettiva di disporre con la dovuta diligenza di sufficienti risorse finanziarie.

L’analisi delle norme codicistiche non consente dunque di dare risposte univoche ma offre una base su cui costruire soluzioni adatte alle circostanze del caso soprattutto per le s.s.d. e più in generale per i rapporti con i tesserati. Quanto ai soci delle a.s.d., l’auspicio è che a fronte di tali argomentazioni possano ricordare di essere prima associati che consumatori.

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"CHIARIAMO LA SITUAZIONE LEGISLATIVA ATTUALE" - I COMMENTI E LE RISPOSTE ALLA DIRETTA FACEBOOK DEL 6 APRILE 2020

Il 6 aprile si è tenuto in diretta sulle pagine Facebook di IDA e FIF l'incontro tra Dott. Marco Neri - vice presidente FIF, membro del comitato scientifico, il Dott. Claudio Barbaro - senatore e presidente nazionale ASI, il Dott. Martinelli Guido - avvocato specializzato in tematiche sportive e la Dott.ssa Biancamaria Stivanello - avvocato specializzato in tematiche sportive per portare maggiori chiarimenti sull'attuale situazione di incertezza lavorativa per il settore delle palestre/scuole di danza, delle società e associazioni sportive.

Il video della diretta potete vederla a questo link:
Sport&Salute/ Decreto Cura Italia ne parliamo insieme ad ASI


Di seguito vi riportiamo le domande arrivate nel corso della diretta e le relatve risposte, certi che siano di interesse generale.


PA - Posso sapere come sia possibile che coloro che hanno dichiarato più' di 10000€ pagando la ritenuta d'acconto per quale motivi non hanno diritto al bonus forse le loro famiglie non meritano aiuti , perche' loro nn hanno avuto lo stipendio sospeso vista la chiusura delle ssd??

Purtroppo ci possiamo limitare solo ad analizzare quello che è stato previsto in questo decreto. Ovviamente si cercherà in tutti I modi di tutelare chi per vari motive non è rientrato in questa prima manovra


RC - Ho perso il lavoro per questo virus,il mio contratto trainer scade il 30/6/2020.cosa posso rivendicare?

Scadendo il 30/06 rientra in queli aventi diritto


SP - Ma possibile che vengano considerati solo i collaboratori e delle spese vive delle ASD come le bollette, non se ne fa mensione

Questo decreto si rivolge solo ai lavoratori; ovviamente ci sono e ci saranno altri strumenti per cercare di individuare quail le azioni per dare aiuto per quello che riguarda tutte le utenze. Questi tipi di problemi e domande sono comuni ad ogni genere di attività soggette a canoni di affitto e spese di utenze


DV - Ssd e associazioni private con partita iva non hanno nessuna agevolazioni. Le spese stanno uscendo tali e quali. Come possiamo riaprire?

Per ora alle P IVA sono stati previsti I 600 euro che saranno rinnovati. Siamo in attesa di alter decisioni riguardanti ogni altra forma di intervento


MP - Se ho questo, come unico lavoro, com’è possibile che, in un anno, possa guadagnare meno di 10mila euro, se, dichiaro tutto?!?

La situazione dei 10.000 Euro è molto diffusa ed è logico che si evidenza una incongrunza del sistema. Sarà compito degli EPS e delle altre organizzzioni cercare di proporre soluzioni


GA - Le Ssd dovranno restituire le quote versate come seconda rata a febbraio dagli iscritti? Come tutelarsi per prossimo anno visto che associazioni tutelalo frequentanti dicendo che possono farsi restituire la quota se non frequentano?

Come evidenziato dall’avv Martinelli non è detto che le quote vadano restituite. E’ plausibile ci possa essere un prolungamento della frequenza. Ovviamente I regolamenti interni delle single associazioni vanno valutati caso per caso. Ricordiamoci che siamo di fronte ad un evento eccezzionale


DV - Domanda: sono previste proroghe per l'assemblea dei soci delle ASD? Noi avremmo come scadenza il 30 aprile, ma è impossibile convocare un'assemblea durante questa emergenza.

Per le ASD che non abbiano anche la qualifica di onlus o APS non sono previste proroghe per legge perchè il termine di approvazione del bilancio è previsto dallo statuto. E’ consentito organizzare assemblee in videoconferenza ma se non è possibile rispettare le procedure statutarie con la modalità a distanza, non rimane che rimandare l’adempimento fino a quando non saranno consentite nuovamente le riunioni.


DD - Scusate la mia ignoranza, ma stiamo parlando di chi non ha partita iva come personal trainer?

Nel decreto di oggi si; I PT con P IVA rientrano nel decreto precedebte per cui dal 1 Aprile possono richiedere I 600 Euro all’INPS


MA - Visto che non è obbligatorio nel nostro settore avere un contratto. Come si fa la richiesta se non c'è un contratto da allegare alla richiesta?

Il decreto prevede ci possa anche essere una prova di pagamento (bonifico bancario) relative al mese di febbraio 2020


LR - Come fare per gli affitti delle ASD con i privati? Il mio non mi vuole venire incontro minimamente

La normative non entra nella gestione dei rapport fra proprietari e affituari. Quello che stiamo vedendo è (in linea di massima) una grossa disponibilità da parte dei proprietari che ben conoscono la situazione ed hanno la consapevolezza che perdere ora un affittuario significa probabilmente non trovarne altri per lunghi periodi


OS - Per al Asd quindi nessun aiuto? Dato che siamo chiusi dal 5 marzo e forse riapriremo a settembre?

Questo decreto si rivolge agli operatori sportivi. Dobbiamo continuare a batterci per fare in modo di riuscire a gestire le spese vive che continuano ad incombere


EO - 24:08 Noi siamo chiusi dal 24 febbraio. Quali aiuti?

Vedi risposta precedente


SL - Ma questo bonus, è solo per marzo? O ci saranno anche per i successivi mesi, visto che saremo fermi almeno fino a giugno?

Probabilmente ci saranno rinnovi di questo aiuto così come è stato preannunciato per le P IVA


VC - Come si farà con gli abbonamenti già in essere con gli utenti?

E’ presumibile che la scelta più comune sara quella di prorogarli; poi ogni club potrà formulare delle offerte


RB - Mi scusi Senatore ma allora tutti gli Eps cosa ci stanno a fare????? Solo è la federazione calcio esiste?????

Gli Eps si battono da sempre per portare l'attenzione delle istituzioni verso lo sport di base. È purtroppo prevalente invece, l'attenzione di queste verso quello di vertice. Sbagliando


RC - Gli Eps “sarebbero” i nostri sindacati ma nn vedo e mai visto una voce sollevata per i diritti di chi come noi siamo LAVORATORI come tutti gli altri

Asi lo sta facendo e da settimane, attraverso campagne stampa e iniziative congiunte si è sollevata in difesa dei collaboratori. Forse siamo stati i primi a denunciare le poche risorse destinate al comparto


CZ - Ma se no profit non avrà aiuti allora chiudiamo! Come si fa a pagare affitti?

Vedere risposte precedenti


LA - Gli affitti con i privati, grosso problema, visto che si adotta la chiusura ordinata da parte dello stato è impossibile assolvere il contratto di affitto senza che si guadagna, devono annullarlo (e no rimandarlo non possiamo indebitarci) fino a nuova aperture

Vedere risposte precedenti oltre ad una azione diretta con il proprietario ci saranno forme di credito agevolato particolari


DV - E se gli aiuti non arrivano, e non arriveranno, almeno possiamo avere una data di riapertura con tutte le misure che dirà la sanità? Come possiamo creare strategie? Come si fa a far recuperare mesi di abbonamenti pagati senza incassare un euro e pagando tutte le spese?

Purtroppo le riaperture sono vincolate al superamento di tutte le necessarie sicurezze sanitarie: come evidenziato dal senatore Barbaro ora non sono concepibili spazi di deroga. Immaginiamo poi tutta la gestione del centro, comprese le distanze nelle classi o fra una macchina e l’altra o l’uso di mascherina molto poco compatibile con l’attività fisica


GA - Se non restituiamo quote perdiamo i clienti!!!!

Vedere risposte precedenti


MM - Le società che hanno un contratto d'affitto con un privato hanno diritto a una sospensione oppure no?

Attualmente non è prevista una differenza; la maggioranza hanno contratti con privati


JE - Si potrà valutare le facilitazioni previste per le nuove assunzioni? Sgravi fiscali e contributive

E’ un argomento troppo vasto per trovare una risposta ed una soluzione in questo contest. Ci saranno certamente approfondimenti con apposite articoli


LBC - Ma per gli studi privati di pilates e yoga, gestiti da liberi professionisti?

Questi hanno probabilmente P IVA e rientrano nei 600 euro da richiedere all’INPS


DV - Scusate, perchè si continua a dire Settembre? C'è scritto dove che riapriamo a Settembre? Potete risponderci?

Nessun documento riporta date di riapertura


MP - Se uno ha un pagamento trimestrale? e sono stato pagato a GENNAIO 2020?

Si deve allegare la copia del contratto, la quietanza di pagamento del mese di febbraio è richiesta in alternativa al contratto. Dipenderà anche se + specificato il pagamento anticipato o posticipato


PA - Ma la regola che chi prende più' di 10000€ e paga la ritenuta viene dopo chi nn dichiara la suddetta somma non e' un incentivo all'evasione?

Sarà compito di tutti coloro che agiscono in questo settore cercare di adeguare le norme ad una situazione più aderente alla realtà


VE - Avvocato io ho la scadenza della naspi il 5 di marzo?? Secondo lei È un problema per la richiesta??

Dalla lettura delle norme e dei documenti di prassi, sembra che la Naspi sia compatibile con il bonus ma non ci sono ancora chiarimenti ufficiali sul punto


NB - Se ho più contratti di collaborazione, quale scelgo? Cioe, si lavora in una palestra e una piscina ed esempio

Quello che vuole, probabilmente il più elevato ma IMPORTANTE che la somma dei contratti non superi i 10.000 euro


AG - La prima settimana di marzo, lavorata può essere pagata senza precludere il bonus?

Riteniamo di sì, perchè il bonus è un’indennità che prescinde dall’importo del compenso e quindi anche dall’effettiva erogazione. E’ incompatibile con altri redditi da lavoro ma non con il compenso sportive eventualmente percepito


SSC - Il tesserino è obbligatorio?

Questo decreto per usufruire dei 600 Euro non prevede obbligatorietà del tesserino tecnica che assume altri valori nel contesti di leggi regionali per lo svolgimento dell’attività soprattutto in caso di controlli


RA - Se sono il presidente dell’associazione con contratto di collaborazione posso usufruire?

Si, purchè ricorrano tutti gli altri requisiti


PA - Ma gli abbonamenti dei soci devono essere allungati o possiamo rifiutarci mi sa che se perdiamo noi gestori moltissimi euro possono anche i soci perdere qualke mese di abbonamento con una perdita di poche centinaia di euro nel caso più estremo

Questa può essere solo una scelta della singola struttura, dal punto di vista formale è stata pagata una quota per usufruire di un servizio. Il servizio per cause di forza maggiore non è stato erogabile ma nel momento in cui la situazione lo permette il rapporto in teoria riprende valore. Poi immaginiamo ci possa essere un margine di trattativa magari anche consultandosi con altri club della zona


KM - Chiedo scusa, forse mi sfugge qualcosa sul reddito extra...ma se io ho percepito la prima settimana di marzo posso o non posso richiedere il bonus?

vedi sopra


RG - Per essere tesserato si intende possedere un tesserino tecnico?

Per lavorare in una ASD occorre avere la tessera di socio di quella ASD


NB - Come possono accertarsi su chi abbia avuto meno di 10.000 lo scorso anno?

L’importo risulta anche dalla CU se regolarmente trasmessa. In ogni caso la dichiarazione è resa a pena di falso con conseguenze penali per il dichiarante in caso di affermazioni mendaci


RA - Se percepisco la naspi posso usufrire?

vedi sopra


MA - Se uno prende la disoccupazione? Può fare richiesta?

L’argomento è discusso; in un primo tempo sembrava di si ma da ultime indicazioni sembra che si propenda per il NO


OS - Scusate ma ho bisogno di un chiarimento. Avete parlato di BORSA DI STUDIO, ma intesa come borsa di studio universitaria? Perché la borsa di studio serve per coprire le spese universitarie. Potete chiarire meglio? Grazie mille

I redditi assimilati a lavoro dipendente escludono il diritto al bonus sportive e questi comprendono borsa di studio o di assegno premio o sussidio per fini di studio o di addestrameto professionale (art 49 e 50 Tuir)


MM - La collaborazione amministrativo gestionale rapportata alle collaborazioni sportivo dilettantistiche è regolare senza l'iscrizione al centro del pubblico impiego?

In assenza della comunicazione preventive al centro per l’impiego la cococo è valida ma conseguono sanzioni amministrative per la violazione dell’obbigo di comunicazione previsto dall’interpello 22/2010.


MM - Se nel contratto o nella lettera di incarico in essere non e' indicato il compenso perche' dipende dalle lezioni effettivamente svolte mese per mese, come ci si comporta?

Dipende da come saranno predisposti I campi di compilazione della domanda


ES - Ma quindi il C.U. non va allegato ma solo autocertificato???

Si, esattamente


VDT - Scusate, non ho ben capito: il pagamento degli affitti di locazione, li hanno posticipati solo per gli impianti pubblici, o anche per i privati?

Al momento solo per i pubblici


GP - Avvocato una domanda. E se uno percepisce 300€ da altro lavoro dipendente? È fottuto in poche parole. Anche se vive come collaboratore sportivo.

Purtroppo il percepire altri redditi esclude dalla possibilità di richiedere questi 600 euro


RZ - Quindi io, insegnante di pilates, non ho diritto in quanto non è riconosciuto dal Coni

Se I suoi compensi sono come insegnate di pilates e non “genericamente” di ginnastica si, è escluso


Per maggiori approfondimenti sull'indennità per i collaboratori spostivi leggi anche qui:

- TESSERINO TECNICO E INDENNITA' PER COLLABORATORI SPORTIVI

- SCARICA IL PDF CON LE FAQ DI SPORTESALUTE.EU

- LEGGI LA GUIDA ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI INDENNITA' PER COLLABORATORI SPORTIVI

guida alla presentazione della domanda di indennita per collaboratori sportivi

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GLI EFFETTI NEGATIVI SULLA PSICOLOGIA COGNITIVA DELL’ESSERE UMANO E LE ULTIME FAKE NEWS ITALIANE DA SFATARE!

La paura in cui si vive questo momento storico ci fa credere a tutto. Così si diffonde l’epidemia di “Fake News” che mostrano più facce: messaggi inoltrati su WhatsApp, foto, articoli, affermazioni di politici o sedicenti esperti. Il flusso di notizie false diventa sempre più incontrollabile anche per i più attenti e ad alimentarlo c’è la condivisione, che scatta quasi inconsapevolmente e può colpire chiunque. Esperti di psicologia affermano che l’essere umano agisce in questo modo perché la natura delle fake news non è mai banale, anzi è rilevante, sensazionale, e chi la riceve ha la sensazione di essere entrato in contatto con qualcosa che in pochi sanno e quindi scatta il desiderio di condividerla con due tipologie di intenzione insite nella stessa condivisione: una positiva, se la notizia ha uno sfondo di aiuto sociale, oppure negativa, quando la condivisione avviene per imporre la propria leadership dimostrando che si sa più degli altri e che si ha accesso a fonti che gli altri non conoscono.

Secondo uno studio americano, è proprio la natura delle piattaforme dei social network e delle chat (terreno fertile delle Fake News) a deviare la nostra attenzione da fattori importanti quali la veridicità e l’accuratezza della notizia.

Il consiglio degli esperti sottolinea che bisogna assumere un atteggiamento critico e scettico nei confronti di un qualsiasi contenuto della comunicazione anche se questo modo di procedere richiede del tempo (ma in questo momento ne abbiamo certamente molto a disposizione), perché occorre fare delle ricerche e delle verifiche, ma soprattutto psicologico, perché bisogna mettersi in discussione nei confronti delle nostre credenze rispetto ad un tema specifico. In molte situazioni troviamo più semplice crederci e basta, perché risulta più economico da un punto di vista cognitivo.

Ecco le 10 bufale sfatate nella settimana dal 30 marzo al 4 aprile dal Ministero della Salute:


1. Ci si può infettare con il nuovo coronavirus bevendo l'acqua del rubinetto

FALSO!
Bere l'acqua del rubinetto è sicuro. Le pratiche di depurazione cui è sottoposta l'acqua del rubinetto sono efficaci nell'abbattimento dei virus, insieme a condizioni ambientali che compromettono la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati) e alla fase finale di disinfezione.


2. Il virus si trasmette per via alimentare

FALSO!
Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto tra alimenti crudi e cotti.


3. Gli essiccatori per mani ad aria calda uccidono il nuovo coronavirus

FALSO!
Non ci sono evidenze scientifiche che gli essiccatori per mani ad aria calda siano in grado di uccidere il nuovo coronavirus. Per proteggersi dall’infezione il metodo più sicuro è quello di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione a base di alcol. Dopo aver pulito le mani bisogna asciugarle accuratamente.


4. Le mascherine fatte in casa proteggono dal nuovo coronavirus

FALSO!
Anche la nostra redazione, pur riservandosi un dubbio di natura scientifica, in un primo momento è cascata nell’inganno pensando esclusivamente di apportare un servizio utile alla società in un momento in cui le mascherine scarseggiavano. L’uso di maschere fatte in casa o di stoffa (ad esempio sciarpe, bandane, maschere di garza o di cotone) non è consigliato: non sono dispositivi di protezione (DPI) e quindi non hanno i requisiti richiesti ai DPI e la loro capacità protettiva non è nota.


5. Se mi metto due o tre mascherine una sull’altra sono più protetto dal nuovo coronavirus

FALSO!
Indossare più mascherine sovrapposte non è utile. Le mascherine aiutano a limitare la diffusione del virus ma il loro utilizzo deve essere adottato in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Inoltre l'uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.


6. Non è vero che i fumatori rischiano più degli altri di ammalarsi di Covid-19

FALSO!
Secondo L’OMS è probabile che i fumatori siano più vulnerabili al virus SARS-CoV-2 in quanto l'atto del fumo fa sì che le dita (ed eventualmente le sigarette contaminate) siano a contatto con le labbra, il che aumenta la possibilità di trasmissione del virus dalla mano alla bocca. I fumatori, inoltre, possono anche avere già una malattia polmonare sottostante o una ridotta capacità polmonare che aumenterebbe notevolmente il rischio di sviluppare forme di malattia gravi, come la polmonite.


7. Le zampe dei cani possono essere veicolo di coronavirus e vanno sterilizzate con la candeggina

FALSO!
Non ci sono attualmente evidenze che i cani e gli animali d'affezione in generale possano trasmettere il coronavirus. La candeggina non va assolutamente usata per disinfettare le zampe dei cani al rientro da una passeggiata, nemmeno se molto diluita in acqua. Quando si rientra in casa è opportuno provvedere alla sua igiene pulendo prima le zampe con prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro) e poi asciugandole bene. Non vanno usati prodotti aggressivi né quelli a base alcolica perché possono indurre fenomeni irritativi, causando prurito. Il mantello va, invece, spazzolato e poi passato con un panno umido.


8. Fare un bagno caldo previene il COVID-19

FALSO!
Fare il bagno caldo non previene lo sviluppo di COVID-19. La normale temperatura corporea rimane tra 36,5° e 37° C, indipendentemente dalla temperatura del bagno o della doccia che facciamo. Fare un bagno con acqua estremamente calda può essere dannoso e provocare bruciature alla pelle. Il modo migliore per proteggersi da COVID-19 è lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o con soluzione a base di alcol. In questo modo si eliminano i virus eventualmente presenti sulle mani e non si corre il rischio di infezioni che potrebbero verificarsi toccando naso, bocca e occhi.


9. Chi abita in zone con clima caldo umido è più a rischio di infezione da nuovo coronavirus

FALSO!
Le evidenze attuali indicano che il nuovo coronavirus può essere trasmesso in tutte le aree, comprese quelle con clima caldo e umido.


10. Se si hanno avuto contatti con soggetti positivi al virus si possono prendere dei medicinali che prevengono l’infezione

FALSO!
Non esiste ancora nessuna terapia utilizzabile in via preventiva.


L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato diversi studi per la sperimentazione di medicinali per il trattamento di Covid-19 e l’Agenzia europea del Farmaco (EMA) ha comunicato che attualmente ci sono 40 medicinali e 12 vaccini in via di sviluppo e che su due vaccini sono stati avviati studi clinici di Fase I.

Sono ancora tutti studi sperimentali e nessun farmaco ha ancora dimostrato la sua efficacia nel trattamento di COVID-19.  

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AL VIA LE RICHIESTE PER L'INDENNITÀ DI 600 EURO PER I COLLABORATORI SPORTIVI

È giunto finalmente l'annuncio del ministro dello sport Vincenzo Spadafora che da martedì 7 aprile dalle ore 14, per tutti i collaboratori sportivi, sulla piattaforma www.sportesalute.eu sarà disponibile un numero di telefono a cui inviare un sms con il proprio codice fiscale e ricevere una risposta che indicherà il giorno e la fascia oraria durante la quale poter accedere alla piattaforma per richiedere il bonus dei 600 euro.

L’emanazione del decreto attuativo (che potete visionare a questo link) definisce così le modalità di presentazione delle domande per richiedere l’indennità di 600 euro (per il mese di marzo) prevista dal Decreto 'Cura Italia', a favore dei collaboratori sportivi che non abbiano altri redditi e che non rientrino nelle altre misure previste dal Decreto.

Già oggi sul sito saranno disponibili le informazioni utili per preparare la documentazione necessaria.
È prevista la priorità per i collaboratori sportivi che nel 2019 hanno percepito compensi inferiori ai 10mila euro. 


COME FARE? ECCO LA PROCEDURA IN 5 STEP 

1. PRENOTARSI via SMS

Sul sito www.sportesalute.eu verrà pubblicato, in base a quanto dichiarato, a partire dalla ore 14 di domani, un NUMERO DI TELEFONO al quale inviare via SMS il proprio codice fiscale (quello del collaboratore che intende presentare la domanda). Si riceverà un SMS di risposta automatica con le indicazioni per l’accesso alla piattaforma, il giorno e la fascia oraria per la presentazione della domanda.

2. ACCREDITARSI sulla piattaforma
Accedere al sito www.sportesalute.eu, nella fascia oraria indicata per la presentazione della domanda seguendo le indicazioni contenute nel SMS.

3. COMPILARE ON LINE
Saranno previsti i seguenti campi da compilare:

  • dati anagrafici del richiedente, nome e cognome, codice fiscale, recapito telefonico, recapito mail
  • dati relativi alla collaborazione sportiva (parti, decorrenza, durata, compenso e tipologia di prestazione);
  • IBAN del richiedente dove ricevere l’accredito della somma;
  • autocertificazione sul possesso dei requisiti:
    - si dichiara che il contratto è preesistente al 23/2/2020 e vigente al 17 marzo 2020
    - di non percepire altri redditi da lavoro per il mese di marzo
    - di non percepire il reddito di cittadinanza
    - di non percepire altre prestazioni e indennità previste dal decreto Cura Italia (artt.19,20,21,22,27,28,29,30,38,e,44 D.L. 18/2020)
    - di non avere percepito nell’anno 2019 compensi sportivi complessivamente superiori a 10.000 euro (ai fini della priorità)

4. ALLEGARE I DOCUMENTI
Alla domanda si allegano:

  • copia fronte–retro di documento di riconoscimento valido del richiedente;
  • copia del contratto di collaborazione o lettera di incarico

in alternativa, in assenza della copia del contratto

  • copia della quietanza di pagamento del compenso nel mese di febbraio 2020

5. INVIARE LA DOMANDA
La notifica dell’accettazione della domanda farà fede per attestare l’ordine di presentazione. Verranno istruite con priorità le domande di chi ha percepito compensi sportivi inferiori a euro 10.000 nell’anno 2019.

Possono accedere anche i collaboratori che hanno percepito compensi superiore a 10 mila euro?
Il decreto specifica che le risorse stabilite dal Decreto Cura Italia – 50 milioni – sono destinate prioritariamente ai collaboratori che hanno percepito compensi inferiori a 10mila euro nell’anno 2019. Quindi i collaboratori che hanno percepito compensi superiori potranno presentare la domanda ma tali richieste verranno evase nei limiti delle risorse residue.

Si ricorda inoltre che:

  • l’associazione o società sportiva dilettantistica deve risultare iscritta al registro Coni alla data del 17 marzo 2020.
  • la tipologia dei compensi deve rientrare nel campo di applicazione dell’art.67 comma I lett.m) TUIR e quindi riferirsi esclusivamente a prestazioni sportive che rientrano nelle discipline riconosciute dal registro Coni (atleti, istruttori, tecnici, accompagnatori in possesso dei requisiti) o a prestazioni amministrativo gestionali (titolari di cococo amministrativo gestionale).

Infine si ricorda che le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione (quindi meglio procedere il prima possibile)

• CONSULTA QUI IL PDF CON LE FAQ
• CONSULTA QUI IL PDF CON LA GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

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Venerdì, 03 April 2020 12:00

FIF Fights Corona

L’AGGIORNAMENTO TECNICO DELLA FIF ACADEMY AL SERVIZIO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

FIF FIGHTS CORONA è la nuova pagina Facebook che nasce dall’intenzione di dare un aiuto concreto, in questo momento di forte emergenza, per il nostro Paese e per l’intero pianeta, e per mantenere un contatto diretto con i nostri allievi della Federazione Italiana Fitness offrendo loro lezioni in diretta streaming sulla pagina, dai contenuti formativi eccellenti in favore di una donazione alla Croce Rossa Italiana. Ogni partecipante per conto proprio può fare la sua piccola parte con una donazione libera, ma unendo le forze tutti insieme si può fare molto di più!

Partecipa all’iniziativa, iscriviti alla nostra pagina FIF FIGHTS CORONA, segui i nostri aggiornamenti LIVE e fai la tua donazione diretta senza alcuna intermediazione cliccando sul link posto in alto alla pagina.

ECCO IL PROGRAMMA COMPLETO STILATO SINO AD ORA.
POTREBBERO ESSERCI NOVITÀ DI CUI VI AGGIORNEREMO IN TEMPO REALE
AL SEGUENTE LINK https://www.facebook.com/Fif-Fights-Corona-112274670420417/


SABATO 4 APRILE

ore 11:00 Monica Scurti
BMFIT (Body Move Functional Training)
Allenamento funzionale a corpo libero
Occorrente: tappeto che non scivoli e una parete

ore 17:30 Davide Impallomeni
BODY FIT HOME
Condizionamento muscolare a corpo libero
Occorrente: materassino e sedia (opzionale)


LUNEDÌ 6 APRILE

ore 17:00 Melissa Roda
FIT FUNCTIONAL KOMBAT
Allenamento funzionale combat su base musicale
Occorrente: tutto corpo libero


MARTEDì 7 APRILE

ore 18:00 Fabio Amante
METCON
Allenamento di condizionamento muscolare metabolico a set di lavoro misti (cardio e tono)
Occorrente: corpo libero e piccolo attrezzo/oggetto da poter utilizzare a una e due mani (es. manubrio o bottiglia)


MERCOLEDÌ 8 APRILE

ore 17:00 Massimo Alampi
PILATES WITH TOWEL
Lezione di Pilates con l'utilizzo di un semplice asciugamano
Occorrente: tappetino e asciugamano


GIOVEDÌ 9 APRILE

ore 17:00 Patrizia Vincenzi feat. Marco Della Primavera
STEPANTHER Step Coreografico
Occorrente: step o tappetino antiscivolo o strisce di scotch a terra per disegnare/simulare lo step


VENERDÌ 10 APRILE

ore 17.30 Francesco Fiocchi
SPARTAN SYSTEM WORKOUT
Allenamento Spartan - corpo libero
Occorrente: tappetino


SABATO 11 APRILE

ore 11:00 Viviana Fabozzi
G.A.G. REVENGE
Lezione ad alta intensità cardiovascolare e muscolare per un vero e proprio riscatto dei nostri glutei, cosce e addominali costretti ad un lungo periodo di stop forzato
Occorrente: tutto corpo libero

ore 16:00 Michele Manca
PILATES
Movimenti fluidi per liberare da tensioni muscolari e articolari
Occorrente: tappetino

ore 18:00 Donato De Bartolomeo
PILATES
Lezione di Pilates Matwork
Occorrente: un tappetino

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IMPORTANTI PRECISAZIONI RIGUARDO L’INDENNITÀ DI 600 EURO PREVISTA PER I COLLABORATORI SPORTIVI ai sensi dell’art. 96 del D.L. n.18/2020 “Cura Italia”

A tutti i collaboratori sportivi delle asd, istruttori e personal trainer in attesa del decreto MEC, che uscirà il 1° aprile con le indicazioni inerenti le procedure/modalità di richiesta rimborso, comunichiamo che pur non essendo esplicitamente espresso dalla norma, è fondato sapere che il collaboratore debba essere iscritto quale tesserato nella rispettiva FSN/EPS d’appartenenza in data antecedente il 23/02/2020 e che quindi debba essere in possesso del Tesserino Tecnico.


AI POSSESSORI DI PARTITA IVA

Il Decreto Cura Italia –D.L. 17 marzo 2020 n.18 – prevede un’indennità di 600 euro una tantum per il mese di marzo per i titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, che comprende anche i liberi professionisti sportivi come ad esempio i personal trainer.

Ottieni subito il Tesserino Tecnico in formato elettronico richiedere l'affiliazione alla Federazione Italiana Fitness per il 2020 come Socio Silver (€40) oppure come Socio Gold Istruttore (€140).

Maggiori informazioni a questa pagina

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Credo che mai come in questo periodo di “coronavirus” ci sia stato un interesse così forte verso l’integrazione; questo in positivo ed in negativo. Personalmente mi sono ormai “rassegnato”; ci saranno sempre quelli fermamente contrari convinti dell’inutilità e quelli altamente favorevoli certi sul loro utilizzo. Difficile anche stabilire una verità assoluta. Ovvio che una integrazione è proporzionalmente più efficace alla carenza della stessa, ma questo è banale. Altra ovvietà è che la funzionalità di un sistema immunitario è proporzionale a tanti fattori dove la “salubrietà” dello stile di vita è fondamentale , fra questi stili di vita figurano in prima fila l’alimentazione (priva di cibi spazzatura); a questo proposito è bene ricordare come i virus vengano abbondantemente nutriti da alimentazioni ricche di zuccheri in quanto usano tale substrato viene da loro usato per produrre energia. Del resto alimentazioni come il digiuno intermittente (ed a mio avviso lo avrebbe ancora di più con bassi livelli di CHO) abbia dato positivi riscontri sull’abbassare i livelli di IL-6, CRP e omocisteina.

Gli altri fattori che intervengono sono sullo stile di vita abbiamo, il riposo, la gestione dello stress (e la paura e l’ansia agendo su cortisolo e adrenalina sono demolitori del sistema immunitario) e, non certo ultima l’attività fisica. Vorrei evitare polemiche sulle indicazioni governative che vanno rispettate, ma vorrei anche segnalarvi come il direttore generale della Word Healt Organization, nella comunicazione del 20 marzo e di cui ringrazio Luca Pisani per avermela girata, abbia sottolineato l’importanza della attività fisica come basilare fattore di stimolo per il sistema immunitario aumentando i livelli di globuli bianchi e di anticorpi che combattono le infezioni. Questa necessità è sottolineata anche dal prof. Garattini. Più diventiamo sedentari più le difese si abbassano (se poi ci aggiungiamo anche alcol, fumo e cibi spazzatura il gioco è fatto). Ma torniamo agli integratori. Certo che sui motori di ricerca scientifici si trova tutto ed il contrario di tutto, ma, anche se ci fossero solo pochi studi che depongono a favore, io sono per perseguire quella strada, questo perché ci sono poi le esperienza di migliaia di professionisti dell’alimentazione e di milioni di utenti (potremmo fare uno studio osservazionale) che depongono a favore. Questo bisogno aumenta esponenzialmente più si è sotto stress psico-fisico, ma anche su sedentari sono certi abbia una efficacia.

Sono ben consapevole che a volte i dosaggi usati sono ben più alti di quelli normalmente indicati dal ministero per gli integratori, ma qualsiasi nutrizionista o medico può darvi indicazioni al riguardo; inoltre anche se alcuni studi sono fatti su assunzioni endovenose, ce ne sono molte che si riferiscono all’uso orale. Importante segnalare come, nella maggioranza dei casi il rapporto rischio beneficio sia nettamente a favore di quest’ultimo parametro.


VOGLIO QUI RIPORTARVI SOLO ALCUNI STUDI

Vitamina C: per brevità riporto i punti salienti positivi (ben sapendo che uno studio va analizzato nel dettaglio); come già detto segnalo che spesso i dosaggi usati sono molto più alti di quelli normalmente usati e che non tutti i dubbi sono risolti ma in ogni ricerca le prospettive positive superano i dubbi (anche per la mancanza di rischi)

Vitamin C and Infections by Harri HemiläOrcID
Department of Public Health, University of Helsinki, Helsinki FI-00014, Finland
Nutrients 2017, 9(4), 339;
https://doi.org/10.3390/nu9040339
Numerose ricerche hanno studiato gli effetti della vitamina C su diverse infezioni. Un totale di 148 studi su animali hanno indicato che la vitamina C può alleviare o prevenire le infezioni causate da batteri, virus e protozoi. Tre studi controllati hanno scoperto che la vitamina C ha prevenuto la polmonite. Due studi controllati hanno riscontrato un beneficio terapeutico della vitamina C per i pazienti con polmonite.

Vitamin C may reduce the duration of mechanical ventilation in critically ill patients: a meta-regression analysis
Harri Hemilä & Elizabeth Chalker
Journal of Intensive Care volume 8, Article number: 15 (2020) Cite this article

La vitamina C accorci in media la durata della ventilazione meccanica del 14%. In studi controllati, la vitamina C ha migliorato la funzione endoteliale, abbassato la pressione sanguigna, aumento della frazione di eiezione ventricolare sinistra, riduzione dell'incidenza della fibrillazione atriale, riduzione della broncocostrizione, prevenzione del dolore, riduzione della durata dei raffreddori e riduzione dell'incidenza dei raffreddori nelle persone fisicamente stressate e può anche avere effetti benefici contro la polmonite.

Vitamin C Can Shorten the Length of Stay in the ICU: A Meta-Analysis by Harri Hemilä 1,*OrcID andElizabeth Chalker 2
Nutrients 2019, 11(4), 708;
https://doi.org/10.3390/nu11040708
Numerosi studi controllati hanno precedentemente scoperto che in alcuni contesti, la vitamina C può avere effetti benefici su pressione sanguigna, infezioni, broncocostrizione, fibrillazione atriale e danno renale acuto. In sei studi, la vitamina C somministrata per via orale in dosi di 1-3 g / die ha ridotto la durata della terapia intensiva dell'8,6%. In tre studi in cui i pazienti avevano bisogno di ventilazione meccanica per oltre 24 ore, la vitamina C ha ridotto la durata della ventilazione meccanica del 18,2%.

Wintergerst es, Maggini S, Hornig DH. Il ruolo di vitamina C e zinco ed effetto sulle condizioni cliniche. Ann Nutr Metab. 2006;50:85-94.
Le concentrazioni di vitamina C nel plasma e nei leucociti diminuiscono rapidamente durante le infezioni e lo stress. È stato scoperto che l'integrazione di vitamina C migliora i componenti del sistema immunitario umano come attività antimicrobiche e naturali delle cellule killer, proliferazione dei linfociti. La vitamina C contribuisce a mantenere l'integrità redox delle cellule e quindi le protegge dalle specie reattive dell'ossigeno generate durante l'esplosione respiratoria e nella risposta infiammatoria. Allo stesso modo, la denutrizione o la carenza di zinco hanno dimostrato di alterare i mediatori cellulari dell'immunità innata come la fagocitosi, l'attività naturale delle cellule killer e la generazione di scoppio ossidativo. Pertanto, entrambi i nutrienti svolgono un ruolo importante nella funzione immunitaria e nella modulazione della resistenza dell'ospite agli agenti infettivi, riducendo il rischio, la gravità e la durata delle malattie infettive.


Sulla vitamina D le considerazioni sono analoghe e gli studi sono centinaia. Anche qui sono cosciente della “superficialità” di queste mie esposizioni, ma la presenza di studi e di alto interesse credo non possano e non debbano essere sottovalutate. Anche perché se per la vit C ci può essere l’osservazione che in molti casi i livelli di assunzione sono alti, ci sono molti studi che evidenziano come una grande fetta della popolazione dimostri una carenza di Vit D.

How important is vitamin D in preventing infections?
P. O. Lang, N. Samaras, D. Samaras & R. Aspinall
Osteoporosis International volume 24, pages1537–1553(2013)
L'interazione con il sistema immunitario è uno degli effetti non classici più recenti della vitamina D. Recenti rapporti hanno supportato un ruolo per 1,25 (OH) 2D3 nel promuovere la normale funzione del sistema immunitario innato e adattivo. La capacità di questa vitamina di influenzare la risposta immunitaria umana sembra essere fortemente dipendente dallo stato 25 (OH) D3 degli individui e può portare a una risposta aberrante alle infezioni o addirittura all'autoimmunità in coloro che mancano di VitD. lo stato della VitD possa modulare la capacità di risposta del sistema immunitario umano. Inoltre la vit D potrebbe avere un ruolo nella resistenza dell'ospite ai patogeni comuni e possa essere efficace la sua integrazione per il trattamento o la prevenzione delle malattie infettive nell'uomo.

The role of vitamin D in pulmonary disease: COPD, asthma, infection, and cancer Christian Herr, Timm Greulich, Rembert A Koczulla, Silke Meyer, Tetyana Zakharkina, Meret Branscheidt, Rebecca Eschmann & Robert Bals
Respiratory Research volume 12, Article number: 31 (2011)

La Vitamina D ha una serie di attività fra cui l’influenza su processi come la regolazione immunitaria, la difesa dell'ospite, l'infiammazione o la proliferazione cellulare. La carenza di VitD è potenzialmente coinvolta in una serie di malattie polmonari. Numerosi ostacoli devono essere superati per convalidare il beneficio delle terapie basate sulla VitD. Tuttavia, i dati disponibili indicano che la VitD potrebbe essere utile per la prevenzione o la terapia di importanti malattie polmonari.

Journal of Autoimmunity
Volume 85, December 2017, Pages 78-97
Modulation of inflammatory and immune responses by vitamin D
Author links open overlay panelFrancescoColottaaBirgerJanssonaFabrizioBonellib

La somministrazione di VitD ha effetti benefici in numerosi modelli sperimentali di malattia autoimmune. Studi epidemiologici hanno indicato che l'insufficienza di VitD è frequentemente associata a disordini immunitari e malattie infettive. Sebbene la nostra conoscenza del calcitriolo come modulatore delle reazioni immunitarie e infiammatorie sia notevolmente aumentata negli ultimi decenni, sono necessari ulteriori studi in vivo e clinici per confermare i potenziali benefici della VitD nel controllo delle condizioni immunitarie e infiammatorie.

Journal of Clinical Virology
Volume 50, Issue 3, March 2011, Pages 194-200
Vitamin D and the anti-viral state
Author links open overlay panelJeremy A.BeardbAllisonBeardenabRobStriker

Prove più recenti suggeriscono che la vit D svolge anche un ruolo importante nella regolazione del sistema immunitario, includendo forse le risposte immunitarie all'infezione virale. Studi epidemiologici interventistici e osservazionali forniscono prove del fatto che la carenza di vitamina D può conferire un aumentato rischio di infezione da influenza e vie respiratorie. La carenza di vitamina D è anche prevalente tra i pazienti con infezione da HIV. Esperimenti di colture cellulari supportano la tesi secondo cui la vitamina D ha effetti antivirali diretti, in particolare contro i virus avvolti.

Molecolar Nutrition 07 September 2010
A review of the critical role of vitamin D in the functioning of the immune system and the clinical implications of vitamin D deficiency
Gerry K. Schwalfenberg

La vitamina D può svolgere un ruolo nella prevenzione delle infezioni o dove può essere utilizzata come trattamento primario o adiuvante per le infezioni virali, batteriche e fungine.


Anche sulla glutammina ci sono diversi studi che ne confermano l’utilizzo sul sistema immunitario e tantissimi sulla sua utilità nel recupero negli sportivi.

Cellular Physiology 28 March 2005
Molecular mechanisms of glutamine action
R. Curi C.J. Lagranha S.Q. Doi D.F. Sellitti J. Procopio T.C. Pithon‐Curi M. Corless
Modulazione della funzione immunitaria e Produzione di citochine
La glutammina è nota per modulare la funzione delle cellule immunitarie e la produzione di citochine sia in vitro che in vivo. È stato anche osservato un requisito per la glutammina per l'espressione di marcatori chiave della superficie delle cellule dei linfociti e per la produzione di interferone γ e fattore di necrosi tumorale α

Nutrition Volume 18, Issue 3, March 2002, Pages 217-221
Regulative potential of glutamine—relation to glutathione metabolism☆ panelErichRothPhDaRudolfOehlerPhDaNicoleManhartPhDaRuthExnerMDaBarbaraWessnerBScaEvaStrasseraAndreasSpittlerMDa

Studi sperimentali su animali hanno dimostrato che la somministrazione di GLN aumenta le concentrazioni tissutali di glutatione ridotto. C’è relazione fra basse dosi di GLN e ridotto metabolismo del glutatione. E’ conosciuta la relazione fra ridotto metabolismo del glutatione in una varietà di condizioni cliniche come lesioni da riperfusione, infarto del miocardio, insufficienza respiratoria, cancro, diabete, malattie del fegato e catabolismo delle proteine cliniche.

Glutamine and the immune system P. C. Calder & P. Yaqoob Amino Acids volume 17, pages227–241(1999)
La glutammina viene utilizzata ad alta velocità dalle cellule del sistema immunitario in coltura ed è richiesta per supportare la proliferazione e la produzione ottimale dei linfociti da parte dei linfociti e dei macrofagi. La fagocitosi mediata dai macrofagi è influenzata dalla disponibilità di glutammina. È stato suggerito che la riduzione della concentrazione plasmatica di glutammina contribuisce, almeno in parte, all'immunosoppressione. La glutammina o i suoi precursori sono stati forniti, di solito per via parenterale, a pazienti in seguito a intervento chirurgico, radioterapia o trapianto di midollo osseo o affetti da lesioni. il mantenimento delle concentrazioni plasmatiche di glutammina in un tale gruppo di pazienti molto a rischio di immunosoppressione ha l'ulteriore vantaggio di mantenere la funzione immunitaria. In effetti, la fornitura di glutammina ai pazienti in seguito a trapianto di midollo osseo ha comportato un livello inferiore di infezione e una degenza più breve in ospedale rispetto ai pazienti che hanno ricevuto una nutrizione parenterale senza glutammina.


A queste 3 molecole occorre poi aggiungere l’importanza dei probiotici; sottolineandole non solo l’uso come singoli pool, ma anche come la presenza di questi in multivitaminici o in preparati proteici, ne possa ampliare enormemente l’efficacia sul sistema immunitario. Gli studi sull’efficacia dei probiotici sono tantissimi e ne cito solo alcuni:

Critical Reviews in Food Science and Nutrition
Volume 54, 2014 - Issue 7Immune System Stimulation by Probiotic Microorganisms
Rabia Ashraf &Nagendra P. Shah

Nutrients 2011, 3(12), 1042-1070
Effect of Probiotic Bacteria on Microbial Host Defense, Growth, and Immune Function in Human Immunodeficiency Virus Type-1 Infection

Curr Opin Gastroenterol. 2011 Oct; 27(6): 496–501.
Probiotics and immune health
Fang Yana and D.B. Polkb,c,d

Concludo sottolineando che non c’è MAI una immunità totale e garantita ma, non ci sono dubbi che al di la dei farmaci e dei vaccini, sia il nostro sistema immunitario a rappresentare la nostra prima grande risorsa per affrontare queste aggressioni . Ci sarebbe poi da esplorare tutto il mondo dei fitoterapici ma questo richiede uno spazio a parte.

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STRESS E ANSIE PER COLPA DEL CORONAVIRUS? ECCO COME AFFRONTARLE

Ci troviamo in un momento storico di emergenza globale che ha sollevato l’attenzione mondiale; un periodo caratterizzato da scenari surreali, repentini e drastici cambiamenti di abitudini di vita: decisioni inderogabili che hanno lo scopo di limitare i contagi. Una crescita dei casi che richiedono cure ospedaliere senza controllo potrebbe infatti portare al collasso del sistema sanitario, nonostante il lavoro indefesso di medici e infermieri.

Mentre ci si adopera per fermare il contagio fisico, c’è però un altro importante ‘virus’ da bloccare, altrettanto subdolo: il panico. Ma Attenzione! Il panico del singolo passa in un tempo abbastanza limitato, la psicosi di massa invece si auto alimenta ed è difficile fermarla.

In situazioni di incertezza, può capitare di sentirsi persi e ansiosi senza che ci sia un pericolo reale immediato. Anche chi non ha contratto il Coronavirus, e sta seguendo, almeno ce lo auguriamo, tutte le corrette indicazioni fornite limitando al massimo i contatti con altre persone, può essere preda di stati ansiogeni. Chi poi dovesse trovarsi a essere costretto a stare in casa, per isolamento o per altre problematiche legate alla salute, potrebbe arrivare a sentirsi così costretto da provare sensazioni simili al panico.

È dunque assolutamente consigliabile combattere lo stress perché anche quando l’emergenza sarà rientrata e tutto potrebbe tornare alla normalità, vi è la possibilità, speriamo solo in qualche caso, che la sensazione ansiogena potrebbe protrarsi; oppure potrebbe emergere in futuro qualora non sia stata per tempo affrontata. Le conseguenze psicologiche di tale condizione possono essere rilevate silenti dopo mesi o addirittura anni. Fra i soggetti che sono maggiormente a rischio in questa situazione ci sono al primo posto coloro che hanno precedenti di disturbi psichiatrici, che in una nuova situazione ansiogena potrebbero sviluppare o peggiorare lo stato di stress. Da non sottovalutare anche tutti gli operatori sanitari che sono enormemente a rischio, essendo fra coloro che subiscono i maggiori impatti psicologici derivanti dalla situazione di emergenza, pur essendo spesso esentati dalla quarantena totale per il loro lavoro, sono fra coloro che convivono maggiormente col rischio di contrarre il virus e portare il contagio ai loro famigliari. Spesso per questo motivo la loro quarantena rischia di essere lontana dalla famiglia, quindi psicologicamente ancora più dura. Meritano inoltre un’attenzione davvero speciale i bambini: anche loro sono colpiti dallo stress, sono più agitati, inquieti ed insistenti nelle loro richieste. È nostro dovere aiutarli, come suggerisce l’OMS. Anche loro hanno bisogno di essere rassicurati, di avere spiegazioni ed essere ascoltati.

Lo stress e l'ansia in generale possono comportare dei meccanismi controproducenti, di conseguenza è opportuno arginare l'insorgere di questo tipo di emozioni negative.

Per tutto questo gli esperti sottolineano l’importanza che assume la pianificazione della quarantena imposta a individui, ancora i più quando si tratta di intere popolazioni. E le istituzioni dovrebbero fare attenzione a mettere in atto misure per minimizzare questi impatti psicologici.

Ecco quindi una serie di consigli per combattere lo stress di questo periodo


LEGGERE SOLO DATI UFFICIALI DA FONTI CERTE

È necessario fare attenzione sempre alla fonte da cui arriva la notizie, affidandosi solo alle testate giornalistiche ufficiali e autorevoli; le informazioni false o errate corrono veloci. Trova una fonte scientifica attendibile per restare aggiornato sulla situazione coronavirus, come il sito web dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) o una istituzione governativa del tuo paese: diffida dalle notizie che circolano sui social media e le cui fonti non sono verificabili.

Cautela anche coi numeri: le news si rincorrono e i dati vengono aggiornati continuamente. Cercare di capire a cosa si riferiscono e leggerli nel modo più corretto. Spegnere la televisione o la radio per un po’, o ridurre il tempo dedicato ad ascoltare i media che si ritengono più sconvolgenti, rifugiandosi quindi in altri hobby (dalla lettura alla musica) non può che fare bene.


CAPIRE CON PRECISIONE COSA È PERMESSO FARE

Questa è una situazione che crea altro stress: non capire come e se è possibile compiere un’azione necessaria, avere il timore di incorrere in sanzioni genera uno stato di confusione. Non è una buona idea però chiedere informazioni vaghe o cercare da oli risposte. Meglio chiamare una persona di fiducia, e fare domande precise. Piuttosto, rivolgersi alle autorità competenti per avere le corrette informazioni per il proprio caso personale. Parlare con persone di cui ti fidi, gli amici o i familiari, può inoltre aiutarti a combattere la tristezza, la solitudine e le paure. Se ci si sente comunque sopraffatti dall’angoscia relativamente alla possibilità di contagio, parlare con un operatore sanitario o con un consulente permette di raccogliere le informazioni che possono aiutarci a determinare con precisione il rischio in modo da poter prendere precauzioni ragionevoli.


DARE STRUTTURA ALLE PROPRIE GIORNATE

Il primo consiglio da seguire è quello di rispettare il più possibile gli orari abituali. Evitare di fare le ore piccole per alzarsi tardi al mattino. Se si lavora da casa, meglio tenere la sveglia alla stessa ora e prepararsi come di consueto. Se a metà mattina si è soliti fare una pausa, continuare a casa, magari chiamando un collega. Individuate momenti di relax da dedicare al vostro io profondo. Rispettare gli orari del pranzo. Faciliterà la produttività professionale e personale. E’ doveroso mantenere anche delle ottime abitudini per bambini e ragazzi, che senza la scuola e le attività extrascolastiche hanno perso importanti punti di riferimento. Devono essere aiutati a creare la propria giornata fin dal mattino, o con un piano suddiviso i più giorni: alcune ore da dedicare allo studio, altre alle faccende di casa, altre allo svago li aiuterà a ridurre le ore di vuoto perse certamente sul loro telefono cellulare.


MANTENERE UNA VIVIDA ATTENZIONE ALLA TUA SALUTE E AL TUO STATO DI FORMA

È fondamentale mantenere uno stile di vita sano: dieta corretta, sonno e soprattutto esercizio fisico. Soprattutto prediligere allenamenti che siano in sintonia con i vostri conflitti emozionali. Se siete maggiormente sopraffatti da uno stato di ansia è opportuno seguire lezioni live sui social (in questi giorni c’è solo l’imbarazzo della scelta) che vi riportino ad uno stato di calma profonda: lo Yoga, Il metodo Pilates e lo stretching sono certamente un toccasana. Invece se siete smaniosi di riattivare il vostro corpo in modo dinamico gli allenamenti funzionali, in primis a corpo libero, e poi con sovraccarichi diversi (manubri, elastici, fitball, flow tonic, kettlebell tc.), per i pochi fortunati che ne possiedono in casa, al fine di stimolare sia un condizionamento muscolare, sia cardiovascolare. Affidatevi anche in questo caso ai tutor più esperti del settore Fitness, Wellness e Body & Mind ed il risultato sarà assicurato!


PREFERIRE LE TELEFONATE A DISCAPITO DEI MESSAGGI

Il messaggio nell’era di Whatsapp ha il vantaggio di poter essere inviato in qualsiasi momento, e poi attendere una risposta quando l’altra persona troverà il momento opportuno. Ma in questo momento storico mette ancor più distanza fra le persone. La chiamata telefonica invece è una comunicazione sincronica, ovvero si svolge nello stesso istante per entrambe le parti e questo obbliga a tenere viva la concentrazione sull’interlocutore: è un modo per interessarsi dell’altro in maniera più diretta e stargli più vicino, perché permette di sentire la voce dell’altro e le diverse inflessioni trasmettendo più facilmente le sensazioni rispetto a un messaggio scritto. Dato che si ha più tempo da passare in casa e valutando che potremmo anche essere noi ad aver bisogno di una parola di conforto, dedicare almeno una mezz’ora a chiamare una persona che sappiamo essere sola è un’azione che farà bene a entrambi!

Il ministero della salute ha riassunto 6 consigli essenziali per ritrovare la propria normalità in questo periodo critico. Li potete trovare scritti sul retro del cartellino che il ministero stesso invita ad appendere sulla porta di casa: stampalo, piegalo, incollalo, ritaglialo e appendilo!

Questo è il link http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_446_allegato.pdf

Per concludere un consiglio che racchiude il senso di tutti gli altri è quello di ricordare come in passato abbiamo affrontato le avversità della nostra vita. Questa nostra capacità si rivelerà un ottimo alleato per gestire le nostre emozioni durante i momenti più difficili di questa emergenza mondiale.  

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