Lunedì, 05 November 2018 12:09

Boomerang: esercizio di pilates advanced

In questo nuovo video dedicato al pilates, Donato De Bartolomeo ci mostra un esercizio in grado di aiutarci a migliorare la coordinazione di movimento, l’equilibrio, a rafforzare l’intera parete addominale e ad aumentare la flessibilità di schiena, gambe e braccia. Si chiama boomerang e fa parte degli esercizi del nostro percorso di pilates advanced.


Il prossimo appuntamento è quello di Bologna ed inizia l'1-2 dicembre, poi saremo anche a Milano, Roma e Salerno, vai qui per vedere tutte le date:
https://www.fif.it/index.php/pilates-advanced-training?type=16-PIL-00-000137


DONATO DE BARTOLOMEO è docente FIF per i corsi di pilates e yoga. Specializzato nel fitness olistico è insegnante di pilates e di yoga che ha studiato rispettivamente in USA, in India e in Italia. Possiede un solido background anche nel fitness musicale. Esperto di yoga e dei suoi derivati, è il creatore dei programmi piloga , total body yoga e pilates per la schiena.
Qui trovi il suo curriculum completo: https://www.fif.it/index.php/chi-siamo/pilates-olistico/245-donato-de-bartolomeo


Sul nostro canale Youtube puoi vedere un video alla settimana, ogni lunedì! Iscriviti per non perderlo:
https://www.youtube.com/user/FIFapplication

Pubblicato in Fitness news

IL PRIMO CORSO FIF CON L'USO DELLE AMACHE HA ESORDITO NELL SESSIONE DI AGOSTO. RIPORTIAMO LE OPINIONI DI ALCUNI PARTECIPANTI CHE HANNO SEGUITO LE LEZIONI DI GIANPIERO MARONGIU E STEFANIA GIULIANI.

Sara Bevilacqua (Montegrotto Terme, PD)
Come insegnante di pilates mat ed educatore posturale, ho iniziato il corso con la voglia di capire e testare su me stessa l’applicazione dei principi posturali con l’amaca: dopo il corso, ho la consapevolezza di poter organizzare delle classi dove tali principi vengono amplificati e messi più in gioco, la sfida personale aumenta, certe variazioni sono molto impegnative anche per un praticante esperto, dato il nuovo approccio motorio e l’assenza del suolo come punto di riferimento. Da non dimenticare, però, il pizzico di dolcezza dato dal dondolamento.

Elisa Zumbo (Reggio Calabria)
Il corso di Pilates Aereo appena concluso è la mia quinta formazione in FIF, e ogni volta è sempre un passo avanti. Spesso si ritiene che corsi di formazione di pochi fine settimana non possano offrire grandi opportunità di crescita che permettano di fare la differenza. Ci si sbaglia. La professionalità, insieme alla peculiarità, dei docenti relatori F.I.F. è la capacità di sviscerare dai fondamenti del corso ulteriori preziosi input, suggerimenti, spunti, che inducono, terminato il corso, all’approfondimento, all’avanzamento degli studi, e soprattutto alla maggiore consapevolezza di se stessi. E questo sì, tra le tante scuole formative, fa la differenza. La qualità e l’etica del lavoro di chi ci opera. Io ringrazio l’ineccepibile maestro Gianpiero Marongiu e la sua collega Stefania Giuliani, che con le loro importanti competenze e lo straordinario carisma ci hanno guidato in un percorso meraviglioso con meticolosa attenzione. Siete una forza per il bene di chi non vuole fermarsi mai e ha voglia di rimanere sempre allievo. Spesso viviamo radicati nelle nostre convinzioni soggetto di retaggi formativi che ci portiamo sulle spalle come zainetti. La mia ricchezza è stata rientrare a casa con un bagaglio di preparazione con ancora più valore. E non è mai abbastanza. Grazie FIF!

Floriana Mura (Sassari)
Il corso, nonostante fosse alla primissima edizione ha avuto una buonissima organizzazione, sia dal punto di vista dei tempi di svolgimento che dal punto di vista dei contenuti e insegnamenti trasmessici dai docenti.... Per me, che insegno prevalentemente danza classica, ma anche funzionale e Posturale, è stato utilissimo per avere nuovi spunti che possono essere applicati a tutte e tre le discipline, che nonostante le diversità hanno molti punti di lavoro in comune. Sicuramente la decisione di fare di seguito i due corsi di training aereo mi ha dato modo di approfondire maggiormente l’uso dell’amaca in modi diversi ma decisamente interessanti e intriganti.

Antonella De Pasquale (Lamezia Terme)
È scontato confermare la grande professionalità, serietà, preparazione di Gianpiero e Stefania. Ho avuto la possibilità di riconoscere e cercare di superare qualche mio limite. Jim Morrison ha scritto: “Non accontentarti dell’orizzonte… cerca l’infinito!” e questo corso mi ha fatto fare un passo avanti verso questo infinito. Grazie

Daniela Gattarossa (Porto Corsini, RA)
Innanzitutto complimenti per la grande professionalità del docente Gianpiero Marongiu!! In questi 2 giorni ho avuto la possibilità di sperimentare il lavoro in sospensione su amaca e nonostante il primo approccio, dove si deve trovare il proprio allineamento, ho trovato il lavoro molto faticoso in determinati esercizi, ma molto stimolante sia dal punto di vista tecnico ma anche dalle varie sfaccettature di come si può costruire una lezione tipo. Penso che il corso di pilates aereo possa essere frequentato da tutti, sia da chi è super allenato e sente il bisogno di variare un allenamento, ma anche da chi, al contrario, fa fatica a iscriversi in palestra e, quindi, può trovare un modo per allenarsi anche divertendosi. Mi è piaciuto molto ed è stato interessante anche perché lavorando sull’amaca ho riscontrato che ti mette di fronte alle tue debolezze fisiche dove capisci su cosa devi lavorare maggiormente. Grazie di cuore e alla prossima.

Giada Tessari (Onara di Tombolo, PD)
Da 2 anni insegno yoga e fitness in volo. Attendevo con ansia che la Federazione Italiana Fitness proponesse un corso con le amache e il fatto che abbia scelto di proporre Pilates Aereo ha subito incontrato il mio interesse. Sono rimasta affascinata da come un metodo come il pilates, fondato sul controllo e sulla precisione, possa sposarsi perfettamente con qualcosa di dolce avvolgente accogliente come una amaca, riuscendo a seguire perfettamente il metodo puro del Pilates. Gli esercizi del Matwork base, e anche alcuni esercizi del intermediate, possono essere svolti sia aiutando l’allievo che intensificando il suo lavoro. Direi quindi che il Pilates aereo è un ottimo modo per migliorare le capacità dei nostri allievi di seguire un metodo che può aiutarli a mantenere una corretta postura e ad essere più forti oltre che più mobili. Oltretutto il lavoro con l’amaca è più funzionale rispetto al metodo base, o ad alcuni altri attrezzi di pilates, alla vita quotidiana perché si svolge quasi prevalentemente in piedi e permette di spaziare su tutti i piani di lavoro. Direi quindi corso ottimo, manuale ottimo, docente superlativo.

Samantha Monterumici (Ozzano dell'Emilia, BO)
Il mio primo approccio sull’amaca è stato a dir poco stupefacente!!! Una bellissima ed interessante alternativa al Pilates Matwork, un grande attrezzo per aumentare il rinforzo muscolare pur mantenendosi coerentemente allineato ai concetti di Pilates. Un attrezzo che inserirò sicuramente all’interno del mio studio come valore aggiunto e di questo ringrazio Gianpiero Marongiu per aver reso il corso come sempre di grande spessore.

Giovanna Manfredini (Casalecchio di Reno, BO)
L’instabilità diventa piacevole allenandosi con l’amaca. Un corso ben strutturato, a partire dal manuale, con un docente attento alle difficoltà degli allievi. Piacevole connubio tra il Pilates e uno strumento divertente (l’amaca).

Pubblicato in Performance n. 2 - 2018
Lunedì, 27 August 2018 17:14

A tu per tu con Anula Maiberg

ANULA MAIBERG È UNA APPASSIONATA MASTER TRAINER DEL METODO PILATES CHE IN POCO MENO DI UN DECENNIO HA CONSOLIDATO LA SUA IMMAGINE PROFESSIONALE IN TUTTO IL MONDO. OGGI È CO-PROPRIETARIA, INSIEME A JEREMY LAVERDURE, DEI CENTRI SIXTH STREET PILATES DOVE LA SUA BRILLANTE CARRIERA HA AVUTO INIZIO.

La sua storia
Anula Maiberg è nata in Israele e si è trasferita a New York nel 2001 per perseguire una carriera nel campo della fotografia. Mentre lavorava sui contenuti della sua laurea presso la School of Visual Arts si innamorò del metodo Pilates frequentando le lezioni e le sedute private tenute alla Sixth Street Pilates. Nel 2017 Anula ha iniziato un tour mondiale partendo dagli Stati Uniti e Canada, per poi proseguire in Europa, Regno Unito e Australia. In questo lungo viaggio è stata ospitata dai centri Polestar, Breathe Education e Stott. La sua carriera nell’anno 2018 la vede protagonista come presenter di importanti eventi dedicati al Pilates come la conferenza PMA 2018 nel Regno Unito questo ottobre in cui presenterà il suo protocollo di Body Control.

La sua passione
La sua essenza di Formatrice Mondiale nel Pilates si esprime attraverso il rispetto e la divulgazione delle tradizioni e dei principi del metodo focalizzando la sua attenzione sulle strategie con le quali si può diventare abili istruttori nell’aggiornare e personalizzare gli stessi principi secondo le esigenze dei propri clienti. Anula dedica parte del suo tempo come volontaria nella comunità LGBTQ affermando che Pilates è un movimento meraviglioso e uno strumento per la guarigione come supporto del benessere dell’umanità. Il suo sapere, la sua veridicità, legata alle tradizioni classiche e ai saldi principi del metodo, sono elementi da sempre ricercati da FIF. Nasce così la scelta della Federazione di invitare Anula Maiberg alla prossima edizione della International Pilates nella primavera del 2019.


L'INTERVISTA

Anula Maiberg, cosa rappresenta il Pilates per te?
La parola Pilates rappresenta “l’uomo” , ovvero Mr. Pilates! Il termine Contrology associato al metodo significa a sua volta la capacità di essere presenti e concentrati durante la pratica del movimento. Questo si traduce in controllo sul respiro, sulla mente, sul corpo. I movimenti sono così adattabili ad ogni singolo essere umano. Quindi non penso che abbia una grande importanza ciò che le cose sembrano, è esclusivamente lo stato mentale che conta!

Quali sono stati i tuoi primi passi nella formazione Pilates?
Dopo aver conseguito il Master in Belle Arti dal Royal College e dopo aver lavorato dietro una scrivania, ho compreso che la mia vera felicità non sarebbe stata esprimendomi davanti allo schermo di un computer; così ho deciso di frequentare la Kane School for Core Integration per diventare un insegnante certificata a tutto tondo nel metodo Pilates . Dopo diversi anni di insegnamento sono stata poi accettata nel Kathy Grant Heritage Training Masters laureandomi a pieni voti nel 2014.

Le scuole con cui collabori sono diverse. Possiamo dunque definirti una “Freelancer” del Pilates?
Si confermo di aver scelto di collaborare con tutte le scuole del metodo Pilates che esprimono qualità e passione, e mi piace essere considerata in assoluto una freelancer perché tra i tanti vantaggi mi permette di lavorare per più appassionati del settore restando l’unica artefice del mio destino senza il rischio di perdere la mia grande motivazione.

Per Anula Maiberg che cos’è il movimento?
Per me il movimento riguarda essenzialmente la sfida, la sorpresa! Il movimento avviene nel momento in cui fai ciò che pensavi fosse impossibile, senza sforzo e con il minore dispendio di energie.

Qual è la tua visione del Pilates nei prossimi anni?
Il futuro in generale sembra che stia andando verso il regno del digitale. Resto spettatrice nel vedere se questa evoluzione del Pilates in digitale si traduca in un successo o in un vero “flop”. Certamente nutro sentimenti positivi riguardo all’idealizzazione di una comunità globale, ma al contempo desidero che non si perda il tocco umano che è fonte essenziale dell’imparare e dell’insegnare.

Pubblicato in Performance n. 2 - 2018
Mercoledì, 30 May 2018 12:39

Ellie Herman pilates

DA OLTRE VENT'ANNI, LA MASTER INSTRUCTOR STATUNITENSE È CONSIDERATA UN'INNOVATRICE DEL PILATES CONTEMPORANEO. HA TRE STUDI A NEW YORK, MA INSEGNA IN TUTTO IL MONDO. HA SCRITTO UNA DECINA DI LIBRI E INVENTATO LO SPRINGBOARD PILATES.

Ellie Herman è una vera e propria autorità nel Pilates, grazie a una lunga e consolidata esperienza che pochi possono vantare nel settore. È, a tutti gli effetti, una innovatrice del Pilates contemporaneo, avendo anche inventato un attrezzo – lo Springboard – che consente di allenarsi ovunque in poco spazio. Ha tre studi Ellie Herman Pilates a New York, città in cui si è trasferita dopo anni passati in California, ha scritto una decina di libri, e insegna in tutto il mondo dal 1991. Di recente si è fatta conoscere anche in Italia, grazie alla sua partecipazione – in qualità di guest star – all’International Pilates Convention, organizzata dalla Federazione Italiana Fitness il 14 e 15 aprile al Centro Studi “La Torre” di Ravenna. Per l’occasione, ha tenuto lezioni sul tema pre & post parto, ma anche due workshop di approfondimento sul ginocchio e sul Pilates Reformer con rilascio di attestato specifico.

Ellie Herman, come è iniziata la sua grande passione per il Pilates?
«Nel 1989 quando era una ballerina professionista e una coreografa a San Francisco. All’apice di quell’esperienza, ho deciso di mettermi alla prova come wrestler professionista (ndr, lottatrice). La mia carriera come ‘Ruth Less’ è stata però presto interrotta da un grave infortunio al ginocchio, che si è verificato durante un incontro. Mentre giacevo sul pavimento con il ginocchio gonfio, mi sono maledetta per essere stata così stupida. Ma incredibilmente al dipartimento di Medicina della danza del St Francis Hospital di San Francisco sono riuscita a guarire con quella cosa misteriosa chiamata Pilates. Sono stata affidata nelle esperte mani di Elisabeth Larkham e, dopo mesi di riabilitazione Pilates e senza alcun intervento – normalmente consigliabile dopo una rottura del legamento crociato anteriore – sono tornata a danzare solo per il piacere di rendermi conto che potevo essere una ballerina migliore di quella che ero prima dell’infortunio. Il Pilates non mi ha permesso solo di tornare a saltare e a roteare, ma ha migliorato la mia tecnica, il controllo, l’equilibrio e la forza».

Una volta scoccata la scintilla, quali sono state le tappe principali della sua carriera?
«Nel 1991 ho frequentato il programma Masters Dance Alla New York University, dove la mia lezione preferita era quella di Mat Pilates con Kathy Grant, discepola di Joe Pilates. Kathy mi ha insegnato non solo che profondità e creatività potevano essere applicate al metodo Pilates, ma anche aiutato ad alleviare il crescente dolore all’anca che stavo provando a causa delle lezioni giornaliere di danza classica. Le sue lezioni mi hanno a tal punto ispirato che ho lasciato la New York University per seguire corsi di formazione per Pilates con Steve Giordano e con la maestra Romana Kyranowska, un’altra decana del Pilates. Nel 1992 ho aperto il mio primo studio a San Francisco, per poi aprirne un secondo a Oakland, in California, nel 2001. Ho anche conseguito un Master of Science in Agopuntura e Medicina erboristica cinese. Nel 2005 mi sono trasferita a Brooklyn, a New York, e ho aperto il mio Union Street Studio, poi il Class Annex nel 2008 e lo studio di Court Street nel 2012».

Lei è considerata un’innovatrice nel settore del Pilates contemporaneo. Secondo lei, cos’è il Pilates contemporaneo?
«È un Pilates influenzato dalla moderna ricerca sulla riabilitazione. Quando mi sono formata nei primi anni Ottanta, ancora non se ne sapeva nulla…».

Che c’è il Pilates Springboard che ha inventato?
«Nel 2003, ho inventato un pezzo di equipaggiamento per l’appunto chiamato Pilates Springboard. Si tratta di una variante economica e poco ingombrante del Pilates Cadillac. Come nel Cadillac, lo Springboard viene fornito con molle per le braccia e le gambe e un roll-bar. Realizzato in California da Balanced Body dal 2015, il mio Springboard è un modo perfetto per ottenere un allenamento per la resistenza dell’intero corpo negli studi Pilates di tutto il mondo o nel comfort della propria casa».

Come definirebbe il suo metodo Barre?
«Il mio Brooklyn Barre è un nuovo programma di fitness, un mix intelligente di esercizi funzionali pensati per persone di tutte le età e di tutti i livelli. Dopo 25 anni di insegnamento Pilates, ho individuato quelli che ritengo siano gli esercizi più importanti per mantenere il corpo in salute, senza lesioni e con un bell’aspetto. Come detto, ho mescolato esercizi funzionali che combinano sequenze di Pilates Matwork e Springboard, squat, affondi, planks e movimenti base di danza, utili per tonificare e rafforzare il corpo anche dal punto di vista cardio, proteggendo al contempo le preziose ginocchia e la colonna vertebrale! Il mio metodo viene praticato con l’ausilio di yoga block, yoga blanket, Gertie Ball e Theraband. Il mio intento è quello di creare un regime di fitness che potrebbe essere praticato anche nella cella di una prigione. Pur avendo accesso a uno studio Pilates dotato di tutti gli accessori, è l’ideale a dimostrazione di come la completa forma fisica possa essere raggiunta anche con un po’ di spazio sul pavimento. La cosa più importante, quando si fa qualsiasi tipo di allenamento, è che la forma sia corretta».

A suo avviso, quanto è importante il Pilates per il benessere delle persone?
«Il Pilates può guarire le persone dalle malattie croniche e consentire la riabilitazione a seguito di infortuni. Mantiene il corpo in equilibrio e fa sì che le articolazioni mantengano un corretto allineamento, dando longevità. Il Pilates consente di invecchiare con grazia, perché come diceva il suo inventore Joseph Pilates: “Sei solo vecchio come la tua colonna vertebrale” ».

Quali sono le principali caratteristiche del suo metodo di insegnamento che conduce annualmente nel suo studio?
«La principale differenza rispetto alle altre scuole americane di Pilates è che io insegno personalmente il repertorio completo agli allievi. Il che significa che i miei allievi possono studiare dall’inizio alla fine con lo stesso maestro».

Cosa fa di lei un Master Instructor?
«Ho oltre 25 anni di esperienza nell’insegnamento del Pilates e oltre 20 nell’insegnamento di istruttori. Ho scritto dieci libri di Pilates, tra cui “Pilates for Dummies” e ho inventato il Pilates Springboard, un attrezzo che da undici anni vendo a livello internazionale. Ho girato il mondo per insegnare e tenere conferenze in scuole e studi privati. Ogni anno la mia formazione per insegnanti di Pilates migliora un po’, perché continuo a imparare ed evolvere. I miei allievi traggono vantaggio da tutto ciò e si diplomano con una conoscenza più profonda non solo del Pilates classico ma anche di nuovi esercizi, variazioni e modifiche. Nei corsi di formazione per insegnanti tengo conto di particolari problematiche, in modo che i miei istruttori possano lavorare agevolmente anche con donne in gravidanza o post-parto, anziani e clienti con qualsiasi tipo di lesione cronica o acuta. I miei istruttori sono di livello mondiale non solo perché si allenano con un Master ma anche perché sono circondati da brillanti trainer di diverse generazioni in tutti i miei studi. Sono inoltre sempre calorosi e sempre contenti di prendere nuovi allievi sotto la loro ala. Chi è interessato a diventare specialista della riabilitazione può osservare i nostri istruttori Master di riabilitazione, come Denise Small, che offre anche una riabilitazione annuale intensiva. Altre scuole di formazione per insegnanti, invece, usano spesso istruttori inesperti per insegnare la loro formazione o per insegnare a più persone diverse. Ho incontrato molti istruttori di Pilates da tutto il mondo e in molti casi sono rimasta sconvolta dal loro scarso livello di allenamento. Non c’è nulla che valga anni di esperienza!».

Può raccontare un aneddoto o un episodio interessante che le è capitato nel corso della sua carriera?
«Mi sono capitate molte belle storie nel corso del mio lungo percorso. Una memorabile riguarda una donna che ho aiutato in Grecia: da anni zoppicava vistosamente e provava molto imbarazzo a camminare fuori casa. Ho passato un’ora a insegnarle come camminare bene, a fare piccoli passi, usando il suo gluteo medio per stabilizzare il bacino, e lei si è immediatamente trasformata. Il giorno dopo volevo ‘utilizzarla’ come esempio di debole gluteo medio per la mia classe, ma lei stava camminando normalmente!».

Com’è considerato attualmente il Pilates negli Stati Uniti? È praticato più nelle palestre o negli Studi?
«Negli Usa, il miglior Pilates viene insegnati in studi privati completamente attrezzati. Le palestre offrono normalmente le classi Matwork».

Pubblicato in Performance n. 1 - 2018

UN AGGIORNAMENTO A RIGUARDO DEL PILATES E DELLE ALTRE FORME DI GINNASTICA ATTUALMENTE NON INSERITE NELL’ELENCO CONI TRA LE DISCIPLINE SVOLGIBILI ALL’INTERNO DELLE ASD.

Fermo restando i “limiti” interpretativi dettati dalla circolare CONI sulle discipline che le ASD possono svolgere, si prospettano delle possibili vie dove le metodiche non inserite possano essere contemplate come attività propedeutiche e/o complementari ad altre discipline già inserite nell’elenco CONI.

Questo viene avvalorato dalla delibera del Consiglio Federale FIPE del 21 maggio 2017. In tale delibera si spiega che “la Cultura Fisica ricomprende tutte quelle attività che usano una qualsiasi forma di carico (o resistenza) per il raggiungimento dell’obiettivo sia in termini sportivi (agonistici e non agonistici), sia di condizionamento (fitness) anche finalizzato alla performance agonistica che di benessere (wellness) e di recupero dell’efficienza fisica”.

In modo specifico viene sottolineato fra le attività in ambito oggettivo della Cultura Fisica anche:

  • Attività a corpo libero (sia seguendo i principi del calistenico, dello yoga, del Pilates, dello Stretching e dell’Allenamento in Sospensione), considerato un sovraccarico in funzione della angolazione che il corpo ha rispetto alla base di appoggio utilizzata durante l’esercizio o allo stato di tensione muscolare.

Si sottolinea anche che la FIPE gestisce organizza e regolamenta tutta una serie di attività/discipline fra cui:

  • Strength Yoga: abbinamento degli aspetti coordinativi e respiratori nella corretta esecuzione degli esercizi.
  • Kettlebell: capacità di esecuzione degli esercizi della pesistica con uno strumento da usare anche ad una mano.
  • AinS (allenamento in sospensione): dove il corpo, a seconda delle sue angolazioni, diventa un peso più o meno grande da spostare.
  • Riequilibrio Posturale e Funzionale: percorso formativo composto da valutazione posturale attraverso l’utilizzo di strumentazioni specifiche, approccio osteopatico con l’intervento di un osteopata, utilizzo del foam roll, approccio yoga per il recupero degli equilibri posturali.
  • Strumenti per il defaticamento dopo un allenamento intenso: dallo stretching, alle squadre di Mezieres, all’uso di tecniche di auto massaggio (foam roller)
  • Valutazione funzionale: analisi delle capacità di movimento e di deficit di bilanciamento muscolare e di mobilità articolare. Stesura di protocollo di lavoro con sovraccarichi per il riequilibrio del soggetto.

Analogamente la Federazione Ginnastica (FGI) ha in essere protocolli di lavoro che mirano a ”…. una rieducazione posturale utilizzando programmi di realizzazione di nuovi schemi specifici di postura e movimento derivanti da varie discipline quali il Pilates, lo Yoga, Tecniche di allungamento, la Ginnastica Educativa e Rieducativa, Feldenkrais, Mezieres, Tecniche di respirazione e rilassamento…”. “Il concetto della ginnastica funzionale si fonda sul principio della trasferibilità, in altre parole, la capacità di apprendere un gesto motorio da poter utilizzare nel quotidiano. Essere funzionali significa essere forti, coordinati, flessibili e agili. Attraverso l’utilizzo del proprio corpo, ma anche di attrezzi come kettlebells, palle mediche, funi, elastici, clubbels, sacche ripiene di sabbia, anelli, Fit Ball, tavolette propriocettive, bilancieri, manubri, sbarra, ecc. Questo tipo di allenamento, riattiva e potenzia i muscoli, col fine ultimo di sviluppare tutte le principali capacità motorie, ossia le capacità condizionali (forza, resistenza, potenza), le capacità coordinative (equilibrio, controllo motorio e posturale, agilità, adattamento motorio…) e la mobilità articolare, partendo dalla sollecitazione degli schemi posturali primitivi, ovvero i gesti che l'uomo ha perfezionato nella sua evoluzione, necessari per le sue attività e fondamentali per il fine salutistico e globale....”

COSA SIGNIFICA?
Esiste una possibilità di “difesa” in caso di controllo da autorità competenti per le ASD che svolgono queste attività.
In pratica l’ASD potrebbe parlare nelle attività da lei proposte di: Ginnastica finalizzata alla salute e al fitness svolta con metodo Pilates.
In questa ipotetica logica si avrebbe che potenzialmente anche l’istruttore potrebbe essere pagato nell’ambito dei 10.000 Euro annui come rimborso spese, questo con la dicitura non “Pilates” ma “Ginnastica finalizzata alla salute e al fitness”.

ATTENZIONE
Quella di cui sopra è una possibile interpretazione e una difesa in fase di accertamento, infatti le norme di cui sopra sono delibere interne a Federazioni del CONI ma NON DEL CONI che invece si è limitato al famoso elenco delle delibera 1568 del 14 febbraio 2017.
Quindi nulla garantisce che in fase di controllo l’organismo accertate non ritenga comunque di aprire un contenzioso, contenzioso che andrà poi risolto in fase di dibattito riportando le giustificazioni di cui sopra.

Questa rimane comunque una possibilità che le ASD potrebbero decidere di percorrere per mantenere al loro interno una attività in qualche modo legata al Pilates.  

Pubblicato in Fitness news

Chi l’ha detto che gli amici a quattro zampe possono solo fare compagnia e aiutare a divertirsi? In realtà, possono anche essere uno stimolo per dedicarsi al proprio benessere fisico e bruciare i grassi. Combinando il suo amore per gli animali e la passione per il fitness, la statunitense Alexis Miller propone con grande successo il “Puppy Pilates’, ossia lezioni svolte con simpatici cagnolini allo studio Cisco di Ashville in North Carolina. Dietro c’è anche uno scopo benefico, in quanto una parte del ricavato va alla Ashville Humane Society che si occupa di animali. In più, chi non ha un cane e vuole partecipare, può adottare – senza alcun costo aggiuntivo – un cagnolino messo a disposizione dallo studio. Un modo nuovo di allenarsi che si basa sui risultati di studi che hanno scientificamente dimostrato gli effetti benefici degli animali domestici e, soprattutto, dei cani sulla vita dell’uomo. Secondo una ricerca pubblicata nel 2011 dal “Journal of Physical Activity & Health”, i proprietari di cani hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi fitness rispetto a chi non li ha. E ancora, secondo i ricercatori della Michigan State University hanno anche il 34 per cento in più di probabilità di effettuare 150 minuti di camminata alla settimana.

 
Pubblicato in Fitness news
Mercoledì, 24 January 2018 10:29

I fantastici 4 del pilates funzionale

QUATTRO ESERCIZI A CONFRONTO, DUE TECNICHE DI ESECUZIONE, UN UNICO OBIETTIVO.

Non gli unici, ma sicuramente i più immediati e riconoscibili. Così ho definito “I fantastici 4”, cioè i quattro esercizi portanti sia del programma Pilates che del functional training. Le due tecniche si differenziano in alcune essenzialità di esecuzione, dal timing di lavoro, dal numero di ripetizioni, dall’inserimento nella ruotine, dal tipo di allenamento impostato, ma unico rimane l'obiettivo, cioè lo stimolo neuromuscolare insito nella natura stessa dell’esercizio: l’attivazione della catena agonista, accompagnata sinergicamente dall’azione di stabilizzazione eccentrica dell’antagonista, laddove la forza del core riveste sempre il ruolo di ‘leader’ in ogni momento del workout, in entrambe le tecniche. Considerando i principi fondamentali che sempre devono essere tenuti presenti quando si esegue una routine Pilates, e cioè la concentrazione, il controllo, la respirazione, la centralizzazione, la precisione, la fluidità, l'economia del movimento, confrontandoli con le caratteristiche sulle quali si basa l’allenamento funzionale e cioè la mobilità articolare, la flessibilità muscolare, la coordinazione motoria, l'alta sinergia muscolare, la multi-planarietà dei movimenti, la ricerca dell'instabilità per il potenziamento del core, è possibile osservare come le peculiarità di ciascuna delle due tecniche interagiscano e si sovrappongano tanto da convergere verso un unico e solo obiettivo: il focus dell’allenamento, ossia la finalità che mi porta a utilizzare quell’esercizio specifico in quella determinata routine, utilizzando una modalità o l'altra.

Ecco gli esercizi nella loro esecuzione specifica. Dopo averli confrontati, offrirò una valutazione del comune obiettivo, il “focus”.

1. PUSH UP
• PILATES: partendo dalla standing position, eseguire un roll down fino a terra, compiere tre passi in avanti appoggiandosi sulle mani fino a raggiungere la plank position, tenendo le gambe completamente estese e stabilizzando il tronco per tenere le curve fisiologiche dell’intero rachide. Inspirare e contemporaneamente piegare le braccia cercando di avere i gomiti vicini al busto, avvicinando il petto al pavimento senza ‘spezzare’ la linea del core. Espirare estendendo le braccia, eseguendo un press up. Dopo aver ripetuto tre volte, dalla plank position compiere tre passi camminando verso i piedi e spingendo il bacino verso l’alto, mantenendo estese le gambe. Espirando risalire alla standing position eseguendo un roll up.
• FUNCTIONAL: partenza dalla plank position in appoggio sulle mani e sugli avampiedi, con il corpo proteso in allineamento neutro della colonna vertebrale, mediante una forte attivazione degli obliqui e del trasverso che creano una co-contrazione dei muscoli antero-posteriori della cintura addominale. Eseguire un piegamento sulle braccia inspirando in fase eccentrica, stendere poi le braccia espirando in fase concentrica attivando una spinta delle mani in extrarotazione per potenziare l’azione dorsale (come se volessi ‘avvitare’ le mani nel pavimento!). Il push up come esercizio basilare dell’allenamento funzionale prevede molteplici variazioni (monopodalico, spider push up, side to side push up, one arm push up, etc.) e un’alta dose di ripetizioni, ovviamente sempre in rapporto al tipo di workout impostato.
• OBIETTIVO: allenare e rinforzare sia la catena anteriore che quella posteriore, stimolando sinergicamente le muscolature di entrambe e coinvolgendole in ugual percentuale. È sicuramente un potente lavoro di stabilizzazione del cingolo scapolo-omerale e del bacino attraverso un richiamo isometrico di tutta la muscolatura del core.

2. ROLL UP - SIT UP
• PILATES ROLL UP: dalla posizione supina, sollevare le braccia verso l’alto perpendicolari al corpo mentre si inspira, mantenere stabilizzate scapole. Espirando iniziare la flessione del busto, cercando il contatto a terra della zona lombare e il distacco lento e controllato delle vertebre una dopo l’altra, le braccia saranno in posizione parallela al pavimento, raggiungendo così la posizione seduta. Da qui inspirare allungando l’intero rachide verso l’ alto e iniziare espirando la fase di ridiscesa al pavimento “Roll down”, necessariamente verrà attivata una forte contrazione del pavimento pelvico e del trasverso, portando quindi il tronco in “C curve”, spingendo le anche in avanti, sganciando le vertebre lentamente e portandole una dopo l’altra di nuovo in appoggio al pavimento, ritrovando la posizione supina di partenza. I livelli di esecuzione e difficoltà varieranno a seconda della posizione tenuta dagli arti inferiori: con le gambe piegate, oppure una gamba tesa e una piegata, oppure tutte due tese. Consigliato ripetere 5/6 volte.
• FUNCTIONAL SIT UP: la differenza principale con la precedente versione sta nella dinamica di esecuzione sicuramente più veloce e nella tecnica respiratoria più breve: si espira nella fase concentrica di salita e si inspira in quella eccentrica di discesa. Partenza sempre dal decubito supino, gambe piegate con i talloni saldamente fissati al pavimento, salire in posizione seduta, braccia in naturale accompagnamento al movimento normalmente 90° rispetto al busto. Medio-alto il numero di ripetizioni, variabile sempre in funzione del workout.
OBIETTIVO: miglioramento della forza della cintura addominale, della mobilità del rachide vertebrale e della flessibilità della muscolatura del dorso. Importante il ruolo dei flessori dell'anca che lavorano concentricamente nella fase di salita ed eccentricamente nella fase di discesa, mentre contemporaneamente gli estensori dell’anca agiscono concentricamente.

3. ROLLING LIKE A BALL - ROCK UP
• PILATES ROLLING LIKE A BALL: partenza da seduti in equilibrio controllato sugli ischi, con le gambe flesse raccolte al petto e mani in presa alle gambe, sotto alle ginocchia o abbracciandole saldamente da sopra. Inspirando rotolare sulla schiena fermandosi non più in alto delle scapole, cercando di mantenere le spalle abbassate e una uguale distanza tra petto e cosce, collo in allungamento e allineato alla “C curve” del rachide. Espirando rotolare in avanti fermandosi in equilibrio controllato seduti sugli ischi, cercando di ritrovare e mantenere la posizione iniziale.
• FUNCTIONAL ROCK UP: si parte dalla standing position, scendendo in massima accosciata fino a percepire l’appoggio dei glutei al pavimento per iniziare a rullare sulla colonna vertebrale, fermandosi all’area scapolare (mai quella cervicale!). Le braccia seguono il movimento fermandosi verso l’alto o proseguendo in overhead. Iniziare la risalita rotolando sulla schiena per ritornare in massima accosciata ed estendere poi gli arti inferiori con grande azione di forza ed equilibrio, riconquistando la standing position iniziale. L’allenamento funzionale prevede anche la variante sia in discesa che in risalita con una gamba tesa e una piegata (propedeutica allo Squat pistol).
• OBIETTIVO: è un esercizio dinamico con passaggio di posizione (da seduta a sdraiata a seduta, o da standing a sdraiata a standing) che richiede notevoli doti di stabilità e di equilibrio, nonché una cospicua dose di concentrazione durante l’esecuzione. Permette di operare un grande lavoro di contrazione dei fasci addominali e un contrapposto allungamento dei fasci dorsali, sia in fase di roll che in fase di risalita, ed è fondamentale l’azione di stabilizzazione attraverso le muscolature più profonde in ogni istante di esecuzione del movimento.

4. SIDE BEND - SIDE PLANK
• PILATES SIDE BEND: definito anche “Advanced Mermaid” in quanto la ‘sirenetta’ prepara la corretta esecuzione di questo esercizio che richiede un forte intervento di sostegno a carico di un solo degli arti superiori e un grandioso allungamento ad arco dell’emicorpo opposto, unito a un’eccezionale azione di tono e rinforzo delle catene muscolari laterali. Partenza dalla posizione laterale distesa con appoggio su gomito e avambraccio nella fase più ‘facile’, in appoggio sulla mano col braccio teso nella fase ‘intermedia e avanzata’, bacino in seduta laterale su un’anca con le gambe piegate in posizione a triangolo. Espirando, attivare la contrazione della muscolatura del core sollevando il bacino verso l’alto, contemporaneamente estendere entrambe le gambe e spingere il braccio opposto a quello di appoggio sopra la testa, formando un arco con tutto il corpo. Inspirare e ritornare alla posizione di partenza.
• FUNCTIONAL SIDE PLANK: partendo dalla posizione di Plank, o con appoggio sui gomiti o con le braccia tese, ruotare l’intero corpo lateralmente in appoggio unilaterale – sull’avambraccio o sulla mano a seconda della base di partenza – sostenendo fortemente l’intero peso corporeo. L’appoggio degli arti inferiori è bi podalico, articolandosi sull’interno di un piede e sull’esterno dell’altro e attivando le muscolature abduttrici e adduttrici di gambe e cosce, nonché i fasci di tutto il core, che agiscono sinergicamente per mantenere il bacino in allineamento al corpo intero. Dal side plank o cosiddetta “T position”, ritorno alla centralità del Plank per passare al lato opposto. Va considerato che, nell’ambito della tecnica funzionale, la modalità di partenza in appoggio su gomiti/avambracci o sulle mani/braccia tese non viene intesa come livello di difficoltà, ma come variazione di intervento sulle muscolature che devono sostenere la fase di contrazione isometrica per un determinato tempo. Infatti, più il corpo è vicino a terra (plank/side plank sui gomiti), più la forza di attrazione gravitazionale agisce stimolando intensamente la catena muscolare vicina al suolo. Contemporaneamente l'appoggio distribuito sull'avambraccio costituisce una base più ampia e stabile, capace di alleggerire il carico sulla spalla. Viceversa l’appoggio sulla mano a braccio teso risulta più instabile e quindi sicuramente più intenso e impegnativo per tutto il cingolo scapolo-omerale, mentre tronco e arti inferiori subiranno una minore incidenza gravitazionale rimanendo più distanti da terra. I tempi di esecuzione e il numero delle ripetizioni variano sempre in relazione al tipo di workout.
• OBIETTIVO: stimolare potentemente le catene muscolari laterali, migliorando la forza e la stabilità, partendo dal cingolo scapolo-omerale per arrivare agli arti inferiori passando attraverso dorsali (soprattutto muscolo dentato) e core (particolarmente gli obliqui). È un esercizio di grandiosa sinergia muscolare.


Come evidenziato nell’introduzione, questi non sono gli unici esercizi che la tecnica Pilates e il functional training hanno in comune. È anzi auspicabile un maggiore utilizzo e interazione degli stessi, in modo da attivare tutti i nove schemi motori umani fondamentali cioè sollevare, spingere, tirare, ruotare, lanciare, deambulare/correre/saltare, trasportare/trascinare, rotolare, squat/accosciata, e utilizzandoli anche come elementi di transizione tra un decubito e l’altro, tra una posizione “standing” e una “sitting”. Ottimizzando così le routine, favoriremo lo scambio tra le due tecniche, rendendo il Pilates sempre più funzionale.

Clicca qui per vedere l'articolo completo con le immagini di ogni singolo esercizio consigliato.

 

 

Pubblicato in Performance n. 1 - 2017
Lunedì, 08 January 2018 11:44

Il pilates per senior

NUMEROSI I BENEFICI PER GLI OVER 65, IN RAPPORTO ALLE DIVERSE PROBLEMATICHE CHE IL TRASCORRERE DEL TEMPO INEVITABILMENTE COMPORTA.

Con terza età o senilità, termine proprio della sfera medica, ci si riferisce all’ultima parte del ciclo vitale umano. La definizione di ‘anziano’ deriva dagli altri, prima ancora che da noi stessi, che al contrario tendiamo ad opporci alle effettive modificazioni. Gli italiani di 65 anni non vogliono proprio sentir parlare di terza età: secondo un’indagine presentata alla London School of Economics, condotta intervistando oltre 12mila over 65 in diversi Paesi, due ultrasessantacinquenni italiani su tre dichiarano di non sentirsi affatto ‘anziani’. Quattro su dieci pensano che la vecchiaia inizi davvero solo dopo gli ottant’anni. Peraltro, una ricerca dell’Università svedese di Goteborg ha dimostrato che i 70enni di oggi sono più ‘svegli’ dei loro coetanei di 30 anni fa: ai test cognitivi e di intelligenza ottengono risultati migliori, probabilmente perché sono più colti, più attivi e meglio curati rispetto al passato. In Italia, poi, l’aspettativa di vita è una delle più alte (vita media intorno ai 76 anni per gli uomini e agli 81 anni per le donne): significa che viviamo bene, e che da noi è ancora più probabile che altrove arrivare a 75 anni in buona salute e che dovremmo considerare veramente anziano solo chi ha superato i 75 anni di età. Sarebbe dunque molto meglio intendere la terza età come ‘età matura’, in quanto il termine ‘anziano’ ha da sempre una connotazione negativa, che per le donne comincia indicativamente verso i 60 anni e per gli uomini 65 anni, e si protrae fino ai 75 anni. Poi inizia la cosiddetta quarta età, o senescenza, che è la vera vecchiaia. Con il procedere dell’età, il sistema nervoso centrale può presentare modesti segni di deterioramento, per cui i movimenti automatici risultano meno efficienti. Inoltre, in questo periodo della vita, possono esserci delle patologie specifiche (ipoacusie, deficit visivi e propriocettivo, etc.), che possono incidere, anche, sulla capacità di reazione dell’anziano. Se a tutto questo si aggiunge una fisiologica rigidità muscolare e osteoarticolare a carico degli arti inferiori e, in misura minore, degli arti superiori, si capisce come, anche, una delle capacità motorie di base come il camminare sia meno ‘sciolta’. La deambulazione, rispetto a tutte le altre funzioni motorie rappresenta il principale elemento che ci consente di valutare la qualità dell’autonomia di una persona. Per ovviare a questo inconveniente il senior è costretto, inconsciamente, a utilizzare i muscoli in maniera maggiore con un relativo aumento del dispendio energetico, e una più rapida affaticabilità.

ECCO NELLO SPECIFICO LE PRINCIPALI DISFUNZIONI DEI SENIOR E QUALI BENEFICI SI POSSONO TRARRE DAL PILATES:
Mal di schiena Gli esercizi del metodo Pilates sono, di certo, di grande ausilio per proteggere la schiena da tensioni e sofferenze; gli esercizi sono dolci e consentono un miglioramento graduale, ma costante.
Periartrite scapolo-omerale Il Pilates consente di ridare equilibrio all’articolazione della spalla, in quanto tutti gli esercizi partono, tra le altre cose, da un corretto posizionamento della stessa, andando a ricercare il cosiddetto ‘neutro’ della spalla. È auspicabile inserire degli esercizi specifici di extrarotazione, favorendo, in questo modo, un riequilibrio della cuffia dei rotatori. Altro elemento importantissimo è la ricerca del rilassamento: anche in questo caso sarà possibile imparare a utilizzare un’articolazione solitamente dolente, e quindi limitata nel range di movimento, utilizzando esclusivamente i muscoli necessari (economizzazione del gesto motorio).
Menopausa Comporta una serie di disturbi che cominciano a manifestarsi già prima della scomparsa delle mestruazioni, mentre altri possono comparire a distanza di anni dalla menopausa. Nella maggior parte delle donne la ridotta produzione di estrogeni è accompagnata da reazioni vasomotorie, insonnia, sbalzi d’umore, cambiamenti nella composizione delle mucose, modificazioni corporee. Con il passare degli anni, si osserva una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari, la comparsa di osteoporosi, un indebolimento delle capacità cognitive, ridotta elasticità e secchezza della pelle. Anche se nel descrivere i disturbi si pone, ovviamente, l’accento sugli aspetti ‘patologici’ della menopausa, è bene ricordare che, non tutte le donne presentano i sintomi descritti e che molti di questi disturbi compaiono in maniera sfumata e sono ben tollerati. Molto può dipendere dall’approccio psicologico con cui si affronta questo evento della vita. Il Pilates è un grande aiuto per le donne in questa fase della vita, perché è in grado di portare numerosi benefici non solo a livello fisico, ma anche psicologico.
Osteoporosi I benefici del Pilates si riscontrano soprattutto a livello della colonna vertebrale, dove l’aumento della mobilità rachidea in estensione associata a un rinforzo del corsetto addominale consentirà di svolgere in maniera più fluida tutti i movimenti della comune vita di relazione, intervenendo indirettamente anche sulla diminuzione dei rischi di spiacevoli cadute, causa, di solito, del rischio di fratture anche al femore e al radio, che assieme ai corpi vertebrali sono le sedi più frequenti di frattura nell’anziano.
Artrosi Esistono vari tipi di artrosi che, nei soggetti anziani, generalmente, si evolvono in artrosi dell’anca e artrosi del ginocchio. In presenza di un’artrosi importante un’articolazione artificiale può ridurre il dolore e ripristinare la mobilità e la stabilità. Tuttavia, una protesi parziale o totale dell’articolazione dell’anca o del ginocchio richiede una rieducazione motoria molto accurata. Il Pilates, a questo proposito, si presta in maniera particolare, giacché migliora l’elasticità dei muscoli, rendendoli più forti e resistenti e pone, inoltre, l’attenzione sulla correttezza dei movimenti, ricostruendo degli schemi motori modificati nel tempo.
Malattie metaboliche (dislipidemie, ipertensione, diabete mellito) All’origine di questi disturbi c’è essenzialmente uno stile di vita scorretto, che significa alimentazione sregolata, ma anche scarso esercizio fisico. Queste persone, spesso in sovrappeso, trovano nel Pilates una forma di movimento in cui non si sentono fuori luogo e, oltre ai benefici diretti che l’attività consente di raggiungere, si può evidenziare, di certo, un aspetto secondario, decisamente importante, legato a una migliorata autostima.
Incontinenza A questo proposito va evidenziata l’importanza che il Pilates dà al pavimento pelvico.
Ipotensione ortostatica Nei senior è fondamentale passare da una posizione all’altra, o ancora in maniera più semplice da un esercizio a un altro, con delle transizioni guidate e sicure, onde evitare degli scompensi dati da un abbassamento di pressione arteriosa.
Stimolazione mnesica e concentrazione La concentrazione è uno dei principi fondamentali del Pilates, ma nel nostro caso specifico è prioritario far in modo che gli allievi siano sempre ‘sfidati’ con degli esercizi di coordinazione, per allenare anche la memoria e i riflessi.
Ritorno venoso I processi d’invecchiamento a carico del piede dell’anziano si traducono in un aumento dello spessore della cute, con relativa riduzione dell’elasticità della pelle, del contenuto osseo e della vascolarizzazione, nonché con l’abbassamento degli archi plantari. Per questo motivo è fondamentale dare al piede degli stimoli continui, che andranno dalla semplice mobilizzazione della caviglia, delle dita, alle pressioni sulla pianta del piede con delle palline in gommaspugna, a degli esercizi propriocettivi in stazione eretta.

Pubblicato in Performance n. 3 - 2017