FACCIAMO UN PO’ DI ORDINE NELLA GRANDE CONFUSIONE DELL’ULTIMO DECENNIO DELL’ERA DEL FITNESS COREOGRAFICO

La coreografia ha da sempre fatto parte della mia vita, sotto ogni sua forma. Attribuibile al fitness è dall’anno sportivo 1988/89 che ho sposato il mio grande amore: l’aerobica (Hi-Lo Impact) e dai primi anni ’90 si è unito alla famiglia anche lo Step. Questa introduzione per dirvi che ho vissuto per trenta anni l’evoluzione di queste due discipline in prima persona. Questo articolo nasce nel tentativo di rendere partecipi tutti i praticanti (ed interessati a farlo) della storia della coreografia, concentrando il focus su un argomento che ritengo fondamentale: la gran confusione negli ultimi anni in merito al concetto di “Facile” e “Difficile”.

Fine anni ‘80, inizio anni ’90 noi istruttori eravamo tutti dei pionieri, nel mondo delle palestre la coreografia era una novità assoluta senza però basi solide a cui potersi affidare. Lo step era troppo lento (125/126 bpm) e pieno di “Tap”, mentre la ginnastica aerobica era troppo veloce (155/160 bpm) con movimenti ripetitivi ad altissimo impatto.
Alla fine degli anni ’90 finalmente la svolta. Studi su gruppi di lavoro monitorati hanno individuato gli errori (alcuni anche gravi) che venivano offerti al grande pubblico e sono stati studiati piani di allenamento più mirati e professionali. Lo step ha aumentato i suoi bmp per ottenere un risultato cardiorespiratorio più finalizzato, mentre l’aerobica li ha invece calati in quanto l’allenamento era troppo intenso andando a ripercuotersi in modo lesivo su articolazioni, legamenti e tessuti muscolari, oltre al non trascurabile dato del lavoro eseguito per la maggior parte in “anaerobiosi”. Una brillante intuizione tecnica vera illuminazione è arrivata grazie al passo base “Rock” che essendo di 3 tempi musicali ha spezzato la monotonia dei 4 beats ed i suoi multipli aprendo infinite possibilità di costruzione coreografica. La coreografia, dunque, era in continuo mutamento ma rimaneva comunque fattibile a tutti. L’altro fattore che ha assunto un ruolo fondamentale è stato il suo risonante effetto moda: tutti, ma proprio tutti, si avvicinavano con grande curiosità ed entusiasmo alla sala corsi musicali. Tutte queste strategie sono state vincenti fino alla fine del 2002. Tra gli anni 2003 e 2006 la situazione ha cominciato a sfuggirci di mano. La coreografia ha subito una metamorfosi per la maggior parte degli istruttori, ovvero ha iniziato ad essere proposta come fine a se stessa e non più come un metodo di allenamento. Da quel momento, dai palchi delle convention prima e dalle sale fitness poi, le lezioni sono diventate una gara a chi faceva le coreografie più complesse e i praticanti si sentivano sempre più stressati e scoraggiati di fronte alle proposte motorie, direzionandosi verso altre discipline magari meno allenanti e più ripetitive ma sicuramente più pratiche e semplici. Ad oggi ci troviamo in una situazione in cui esistono le coreografie semplici da una parte e le coreografie complesse dall’altra. Le coreografie semplici attirano certamente i nuovi istruttori, ma nelle sale corsi sono spesso poco allenanti e talvolta noiose. Le coreografie complesse attirano solo gli istruttori più esperti, senza considerare che con l’avanzare dell’età gli allievi veterani diventano sempre meno numerosi.

Per far fronte a questo caos didattico la FIF Academy, che è sempre stata al passo con tutti i cambiamenti del settore, ha adattato i suoi programmi del Choreography alle esigenze non solo degli operatori del settore, ma anche degli utenti finali. è stato un grande onore per me essere la mente delle modifiche tecniche apportate ai programmi didattici dell’aerobica e dello step, accettando la sfida di realizzare il nuovo Master di specializzazione Choreography Strategies. L’inizio dei lavori è partito da una specifica domanda: “Ma cosa ci ha insegnato l’esperienza di quest’ultimo decennio?”. Ci ha insegnato senza dubbio e in prima istanza che ciò che attira la clientela non è quanto strepitosa sia la routine proposta, ma è innanzitutto quanto divertimento si cela dietro le scelte coreografiche. In questo particolare momento storico le persone sono assiduamente sotto pressione in tutti gli ambiti: il lavoro che richiede sempre più ore ed uno stipendio che rimane uguale se non inferiore, le tasse che hanno raggiunto livelli insostenibili, la continua ricerca del“apparire” per non rischiare di essere tagliati fuori dalla società che richiede tutta una serie di determinati canoni comportamentali, etc etc… quindi le persone che vengono in palestra vogliono innanzitutto sentire un senso di leggerezza che arriva attraverso il divertimento e lo svuotamento della testa dai pensieri.
Ci ha insegnato anche che la gente vuole “ballare”. Oltre alla pulizia del movimento le persone sentono il desiderio primario di muovere liberamente il proprio corpo nello spazio. In merito a questo argomento ho letto il libro “l’arte del movimento” di Rudolf Von Laban che dimostra quanto “la nostra coscienza ordinaria, che chiamiamo razionale, è solo uno dei modi possibili di coscienza, mentre tutto intorno, divise dal più sottile dei veli, risiedono altre forme potenziali di coscienza, completamente differenti.”. Grazie a questi due concetti fondamentali ho cercato di capire come si potevano combinare ed integrare con tutto ciò che era di mia conoscenza sulle tecniche coreografiche a corpo libero o con l’ausilio di uno step. NO stress, NO testa piena di pensieri, NO troppa concentrazione, ma lasciarsi semplicemente andare dove ti portano le gambe, assaporando appieno il movimento corporeo nello spazio come massima espressione di se stessi. Ebbene i contenuti del nostro master di coreografia ci confermano che tutto questo: “si può fare!”. A tale scopo le strategie da me proposte sono state realizzate con un unico focus: rendere il facile mai banale e il difficile sempre fattibile. Il bravo istruttore è colui che porta con se l’allievo per mano e senza che se ne renda conto si ritrova ad eseguire sequenze complesse dal punto di vista tecnico/didattico con grande facilità. Per questo è sottinteso che per ogni istruttore si richiede una spiccata dedizione attraverso lo studio la pratica e la concentrazione. Le nuove strategie proposte nel master federale, nel rispetto delle capacità tecniche degli istruttori e dei clienti appassionati delle lezioni coreografiche, sono state strutturate in tre livelli: base, intermedio e avanzato, esattamente con lo scopo di prendere per mano i neo istruttori di Fitness Group e guidarli nel viaggio della conoscenza distintiva del concetto di facile e difficile. Un concetto che mi accompagna dagli albori della mia docenza nel settore musicale, che è stato fonte di ispirazione per la realizzazione della mia tesi di Top Trainer, discussa nel lontano 2004, e che ho scelto di tradurre con l’acronimo CDM (Controllo Del Movimento): partire dalle lezioni “base” per approdare progressivamente alle lezioni “surprise” o lezioni “challenge” con lo scopo di aumentare il grado di divertimento e il livello di autostima di istruttori e allievi. Il master Coreography Strategies non è che l’evoluzione di questo primordiale concetto di CDM; è un corso che porta a conoscere la vera essenza della “ginnastica aerobica” insegnando non solo i passi, ma come viene gestita una lezione e l’impatto che questa ha sul proprio corpo.

Non posso che concludere con questa che per me resta un’importante verità: “le coreografie sono semplici, la vera difficoltà sta nell’interpretarle con la propria espressione corporea dove il lasciarsi andare significa ricominciare una nuova scalata verso un’alta vetta!”.

Pubblicato in Performance n. 1 - 2019

Durante la IN CORPORE SANO convention, del 17 febbraio, Marco Della Primavera, insieme a Melissa Roda, hanno ideato una masterclass in cui venivano approfonditi i benefici dell’allenamento a circuito su soggetti diabetici. In questo piccolo estratto potete vedere un riscaldamento specifico per gli arti inferiori.

 


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Pubblicato in Fitness news
Martedì, 12 February 2019 10:30

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Questo è un estratto di una delle lezioni della FIF ANNUAL convention 2018. Sul palco Fabio Amante in un allenamento misto cardio-tono ad alto impatto metabolico.
Fabio Amante è docente di fitness group e Personal Trainer

 


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Pubblicato in Fitness news
Martedì, 28 August 2018 09:42

L'evoluzione del Fitness Group Academy

LA NUOVA PARTNERSHIP FIF-EFA E STEEL PROGRAMS

Chi è Steel Programs?
L'impresa Steel Programs, viene ideata e creata nel 2013 da Fernando Gorini, presenter argentino con un'esperienza di circa 20 anni nelle arti marziali, dove vanta il grado di cintura nera di Taekwondo, e di oltre 15 anni nel mondo del fitness. I suoi programmi di allenamento “popolare” vengono lanciati dapprima in Europa, precisamente in Romania dove ha sede legale, e in brevissimo tempo si sviluppano in tutto il mondo. Oggi Steel Programs è presente in 16 paesi con circa 1300 Istruttori Steel (Steelers) distribuiti in 5 continenti.

Perchè FIF ed EFA hanno sposato Steel Programs?
Come tutti ben sappiamo, FIF ed EFA creano e formano istruttori in Italia e in Europa avvalendosi di un comitato tecnico e scientifico di alta specializzazione e fornendo loro le basi fisiologiche, anatomiche, biomeccaniche e tecniche delle diverse discipline del mondo del Fitness. La finalità di Steel Programs, al contempo, è di garantire una vasta gamma di strumenti e servizi agli operatori del Fitness per una forma di allenamento in progress che non alteri l'obiettivo delle lezioni e la loro qualità tecnica, ma che ne aumenti il grado di divertimento rendendola più dinamica e al contempo più sicura.

Come si articola il progetto Steel Programs?
Tra gli strumenti fondamentali di cui si avvalgono i nuovi programmi di Steel Programs, vi è la musica. Questa presenta una struttura appositamente studiata affinché la lezione conservi un ordine preciso, sia nell’esecuzione, sia nella quantità di ripetizioni di ogni esercizio e trasmetta forti emozioni ai clienti. In questo modo, suoni e movimento si fondono, dando come risultato un effetto di forte impatto, grazie al lavoro tecnico perfettamente realizzato sulla struttura dei brani musicali. Gli Istruttori dei nuovi programmi di Steel Programs potranno alimentare questi stimoli attraverso lezioni più intense, dinamiche e divertenti, “giocando” letteralmente con ciascuna sensazione, ciascun suono, ciascun effetto speciale, e garantendo, così, un importante valore aggiunto ad ogni lezione. Con tale sistema l’Istruttore potrà, inoltre, memorizzare la lezione con più facilità e, di conseguenza, prestare maggiore attenzione ai partecipanti ed interagire di più con gli stessi. La musica dei programmi Steel Combat e Steel Jump consente all’Istruttore non solo di lavorare in modo organico e fluido, ma anche di instaurare un rapporto più diretto con i partecipanti, grazie all’utilizzo della propria energia che viene usata come fonte di comunicazione, atta a correggere, senza pensare ai cambi o a sviluppare la lezione in improvvisazione. Steel Programs in collaborazione con FIF e EFA European Fitness Association presenta due sistemi di allenamento per una specializzazione efficace e divertente nel settore del fitness musicale, ciascuno con un obiettivo concreto e strategie differenziate: combat e jump. Ad ogni stimolo corrisponde un suono; ad ogni lavoro corrisponde un obiettivo!


Quali sono i loro benefici?
Un chiaro decalogo ci aiuterà a riassumere tutti i benefici dei due sistemi di allenamento:

1. Tonifica e definisce la muscolatura.
2. Aumenta la forza e la resistenza del corpo.
3. Rieduca la postura e contribuisce alla prevenzione dei dolori muscolari.
4. Aumenta la mobilità, l’agilità e, di conseguenza, il controllo del proprio corpo.
5. Accelera il metabolismo, favorendo lo smaltimento di una maggiore quantità di calorie.
6. Riduce lo stress, grazie alla grande quantità di endorfine che genera.
7. Ritarda gli effetti degenerativi dovuti all’età, come l’atrofia muscolare.
8. Stimola l’assorbimento di insulina, fattore vitale per le persone diabetiche.
9. Riduce significativamente il rischio di soffrire di osteoporosi o di altre patologie delle ossa.
10. Attenua la ritenzione dei liquidi e stimola la circolazione sanguigna.


Quali sono le caratteristiche dei due Steel programs?
STEEL COMBAT: si tratta di un rivoluzionario sistema di allenamento combat + fitness che, in 60 minuti, consente al partecipante di sperimentare sensazioni uniche, imparando tecniche ricavate dagli sport di contatto ed allenandosi con queste. Le parti migliori della boxe e delle arti marziali si incontrano per dare luogo ad un tipo di allenamento in cui si controbilanciano semplicità, dinamismo e intensità, che assicurano un alto dispendio calorico, ma anche divertimento, efficacia e sicurezza, con la garanzia di risultati reali, in tempi rapidi.

STEEL JUMP: è un sistema di allenamento a basso impatto e ad alta intensità che genera un significativo consumo di calorie durante la lezione della durata di 60 minuti in cu il corpo si mantiene in costante movimento. Il programma utilizzerà un mini trampolino con una tela elastica che assorbe la maggior parte dell’impatto, rendendo l’allenamento sicuro. La struttura della classe è sviluppata in modo tale che il partecipante non debba mai scendere dal trampolino, ma usarlo come uno strumento di allenamento continuo e versatile. Diverse sono le strategie di allenamento che possono essere adottate utilizzando il trampolino (aerobica, anaerobica, resistenza muscolare) e che insieme a una struttura intelligente della lezione, inducono i partecipanti a “saltare” attraverso vari stadi di intensità senza mai raggiungere l’esaurimento fisico. Un format di allenamento reso accattivante da una selezione di brani musicali che insieme ai movimenti base del trampolino, diventano elementi chiave del succeso del programma Steel Jump.

Come sono strutturati i due corsi?
Viene svolto un vero e proprio “ciclo di addestramento” che si pone come obiettivo primario un training continuo a tutti gli Istruttori che abbiano scelto di abilitarsi nei 2 nuovi sistemi di allenamento Tale ciclo si divide in 3 tappe.

1° TAPPA: LA CERTIFICAZIONE
Il primo passo è la certificazione. Il futuro Combat Instructor o Jump Instructor riceverà “l’addestramento” completo relativo al sistema di allenamento che vorrà apprendere. La certificazione consiste in un corso di formazione della durata di 2 giorni, rivolto a tutti gli operatori del fitness e a tutti gli istruttori di fitness group su base musicale, nel quale saranno presentati specifici moduli/workshop pratici e teorici sulla struttura musicale, sui movimenti base abbinati alla musica e su tutte le componenti del sistema di allenamento.

2° TAPPA: AGGIORNAMENTI (UP DATES)
Gli Up Dates sono aggiornamenti Virtuali (Virtual Up Date) in cui il Combat Instructor o il Jump Instructor ricevono nuovo materiale didattico per le proprie lezioni, ma sono anche informati circa le modifiche o le aggiunte al sistema, nel passaggio da un aggiornamento all’altro. Gli aggiornamenti hanno cadenza trimestrale e il materiale didattico potrà essere acquisito attraverso internet acquistandolo sul web. Il costo sarà variabile da 35 a 60 euro in base al numero di aggiornamenti richiesti.

3° TAPPA: EVENTI SPECIALI DI ALLENAMENTO CONTINUO
Offrono a tutti i Fitness Group instructor e ai nuovi Combat e Jump instructor la possibilità di migliorare il proprio livello professionale, attraverso la partecipazione a giornate speciali durante gli eventi ufficiali FIF in cui vengono presentati diversi temi attinenti al lavoro specifico degli istruttori. Tali eventi risultano, pertanto, fondamentali per lo sviluppo professionale e personale di ogni Istruttore, che potrà, così, garantire un lavoro di qualità superiore alla propria palestra. Questo sistema di addestramento continuo, permette di restare costantemente in contatto con i propri Istruttori e, così facendo, di offrire a tutti i centri sportivi un numero di professionisti di alta qualità.

Qual è la versatilità dei programmi di allenamento Steel Combat e Steel Jump?
Un ulteriore vantaggio garantito dai nuovi programmi di allenamento è la loro struttura flessibile. In sostanza, benché ciascuna lezione consti di un backbone (fondamenta) si deve comunque tenere presente che la lezione in sé ha come scopo il raggiungimento di un obiettivo, soprattutto dal punto di vista fisiologico. Ciò significa che è essenziale rispettare i vari momenti che la definiscono, vale a dire, la preparazione fisica e psicologica (riscaldamento), l’allenamento vero e proprio e, infine, il defaticamento. Le componenti elencate devono essere in perfetto equilibrio perchè la lezione sia sicura. Benché linee guida di base risultino sempre raccomandabili per il conseguimento dell’obiettivo, si deve, altresì, prendere atto delle differenze esistenti in ogni gruppo di partecipanti ad un allenamento. Tali differenze possono riguardare l’età, l’orario dell’allenamento, e altro ancora. Questo è il motivo per cui ci si troverà di fronte a tre diverse opzioni:

• Opzione 1 Utilizzare la lezione così come viene proposta (sic et simpliciter): secondo questa opzione, l’Istruttore apprenderà la lezione unitamente alla coreografia che viene selezionata per ciascun mix. Successivamente dovrà soltanto realizzare il medesimo lavoro nell’ambito della propria Lezione. Ciò consentirà al neo istruttore di avere un primo approccio con le proposte musicali dell’impresa, per poi crearne di nuove o adattarle a favore delle proprie personali lezioni.
• Opzione 2 Adattare la lezione al proprio gruppo: utilizzando come base la coreografia del mix, si potranno modificare alcuni passi e movimenti per accrescere o diminuire l’intensità, adattando così, il livello del mix a seconda del gruppo.
• Opzione 3 Sviluppare una lezione in toto: in ogni certificazione, l’Istruttore non solo assimila gli strumenti per poter insegnare in presenza di un gruppo di partecipanti, ma impara anche a crearne una ex novo, usando come unico punto di riferimento la musica. Così facendo, l’istruttore non perderà la propria creatività e potrà trasferire nelle proprie lezioni un tocco unico e personale.

Pubblicato in Performance n. 2 - 2018

La fase centrale cardio nel Total Body Workout, programma di allenamento del Fitness Group, ha l'obiettivo di sviluppare un lavoro a intensità e frequenza cardiaca adatte ed efficaci per l'ossidazione dei grassi.
Esistono due tipologie di lavoro cardio:
1. Metodo continuo-progressivo (senza pausa)
2. Metodo intermittente

Analizziamo il metodo continuo-progressivo che viene approfondito nel corso di Fitness Group Academy della FIF. Si tratta di un lavoro cardiovascolare per la durata di 25-30 minuti a intensità (Fc) crescente in cui, negli ultimi cinque minuti, viene simulato e innescato il sistema anaerobico.Tutto ciò produce effetti metabolici sull'ossidazione dei grassi che, uniti a un lavoro di condizionamento muscolare, garantiscono un corretto e valido miglioramento del metabolismo basale. Come poter applicare il metodo continuo-progressivo nel Fitness Group? Proponiamo qualche strategia efficace.


GLI ESERCIZI
Le variazioni di intensità devono essere adattate al gruppo. È consigliato sviluppare 2 - 3 variazioni a intensità crescenti (bassa - media - alta). Gli esercizi qui proposti sono a intensità media - alta, dove prevale l’elemento atletico per mantenere un lavoro progressivo e crescente in intensità.


esercizi cardio

1. SALTO: con spostamenti laterali mantenendo il “core” attivo e consigliando una fase eccentrica completa o semi-completa.
2. FALSO CANE: transizione da uno squat a un “falso cane”, cioè un proteso con gambe piegate, braccia distese davanti alle spalle, “core” attivo in stabilizzazione e ginocchia leggermente sollevate dal suolo.
3. PUSH UP: in caduta - fase eccentrica veloce, controllata e sostenuta dalla stabilizzazione attiva ed efficace del CORE e co-contrazione delle catene cinematiche principali anteriore e posteriore.
4. SALTO SQUAT: da uno squat in accosciata completa, salto verticalmente in estensione esplosiva e controllata della catena cinematica posteriore.
5. JUMPING JACK: apro e chiudo le gambe con pliometria con le mani che battono sopra la testa mantenendo un ritmo costante.
6. SHAKER JUMP: salto monopodalico a destra e a sinistra, con leggera flessione del busto in avanti e piegamento in rom controllato del ginocchio alternando e coordinando gli arti superiori.


STRATEGIA A
Sviluppiamo gradualmente la struttura base variando l'intensità ogni 8 tempi e mantenendo la stessa intensità per uno o due minuti, per poi incrementare con i successivi passi base. Per ogni passo base si prevedono e sviluppano due o tre variazioni di intensità crescenti che saranno adattate alla classe.

STRATEGIA B
Applichiamo la stessa strategia A, ma incrementando la struttura di 32 tempi.

Pubblicato in Performance n. 3 - 2017