Come strutturare un piano editoriale su Youtube

Scritto da Paolo Grisendi

SI INIZIA OTTIMIZZANDO LE DUE FONTI PRINCIPALI DI TRAFFICO: LE RICERCHE E I VIDEO SUGGERITI. COSA CONTA PER ESSERE BEN POSIZIONATI? IL TEMPO DI SESSIONE.


OGNI ISTRUTTORE E PERSONAL TRAINER DEVE INDIVIDUARE ANZITUTTO LA PROPRIA ‘REASON WHY’, OSSIA IL MOTIVO CHE LO RENDE SPECIALE PER UN CERTO TIPO DI PUBBLICO. POI È IMPORTANTE SAPER INTERAGIRE CON I PROPRI FOLLOWER.
YOUTUBE PUÒ SEMBRARE UNA PIATTAFORMA DIFFICILE E SULLA QUALE NON È FACILE CRESCERE MA, CON LA GIUSTA STRATEGIA, È QUELLA CHE PUÒ PORTARE I MAGGIORI RISULTATI NEL LUNGO PERIODO.


Che i video siano il tipo di contenuto che si sta diffondendo più rapidamente negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Piattaforme che fino a qualche anno fa non accettavano video ‘nativamente’, stanno iniziando a farlo vista la popolarità e l’efficacia di questa modalità di promozione. Tra queste non possiamo non menzionare Facebook e Instagram. La piattaforma più anziana e matura per quanto riguarda la pubblicazione dei video rimane però YouTube. A me piace definirlo un ibrido, nel senso che ha caratteristiche da motore di ricerca e allo stesso tempo da social network. Col suo fratello maggiore Google, infatti, condivide il fatto di dare l’opportunità agli utenti di cercare argomenti e video per parole chiave, e ha un suo algoritmo che ‘posiziona’ i video per parole chiave che segue delle specifiche regole. Col suo rivale Facebook condivide il fatto di poter creare una community, tramite le iscrizioni al canale, con la possibilità per chi pubblica video di raggiungere questi iscritti, comunicare e interagire con loro con funzioni come i commenti, i ‘Mi piace’ e la nuovissima sezione community nella homepage dei canali. L’errore che vedo fare più spesso da chi inizia a pubblicare video su YouTube consiste nel non avere una strategia ben definita e degli obiettivi. Un po’ il problema che hanno le persone che decidono di mettersi in forma e che non raggiungono risultati. Da dove partire quindi e come ‘strutturare’ un piano editoriale su YouYube? Per prima cosa dobbiamo capire quali sono le due fonti principali di traffico, ossia quelle che porteranno le visualizzazioni. La prima è quella data dalle ricerche. Gli utenti atterrano sulla homepage di YouTube, cercano un tutorial o delle informazioni riguardo a uno specifico argomento inserendo una parola chiave e YouTube propone tutti i video che potrebbero corrispondere a quella ricerca secondo un algoritmo specifico. La seconda fonte maggiore di traffico sono i video suggeriti. Ti sarà sicuramente capitato di notare mentre guardi i video su YouTube, i video che appaiono sulla destra. Nella maggior parte dei canali, un 30-40 per cento delle visualizzazioni arriva proprio dai video suggeriti. Ossia un utente clicca su un video di quel canale mentre sta guardando un altro video o al termine. La nostra strategia su YouTube si deve perciò basare sul cercare di ottimizzare queste due fonti di traffico. Ce ne sono anche altre, ma per iniziare lo scopo deve essere quello di massimizzare queste due fonti.

FONTI PRINCIPALI DI TRAFFICO: LE RICERCHE
Partiamo dalla prima. Come detto, vogliamo che quando un utente esegue una ricerca, il nostro video sia posizionato nella prima pagina, e magari anche nelle prime posizioni. La mia domanda per te dunque è: sei a conoscenza delle keyword, ossia delle parole chiave, che gli utenti utilizzano per cercare risposte alle loro domande che ruotano attorno al tuo settore? Prima ancora di accendere la videocamera per registrare, dovresti porti questa domanda e fare un’analisi accurata. Non solo, sarebbe meglio analizzare la competizione sulla piattaforma allo stato attuale per quella specifica keyword. Se c’è molta competizione, ossia molti video ben posizionati, potrebbe non essere facile sorpassarli e quindi posizionarsi meglio. Anche se non è impossibile. Trovate le giuste parole chiave, per volume di ricerca mensile e per competizione, siamo pronti a creare i nostri video. Ogni video creato attorno a una parola chiave dovrebbe essere ottimizzato per essa, sia nei contenuti che devono andare incontro al tema o alla domanda espressa nella parola chiave, sia nell’ottimizzazione del video una volta caricato. Quindi titolo, descrizione e i tag devono essere ottimizzati al fine di aumentare la probabilità di posizionare il video per quella keyword.

FONTI PRINCIPALI DI TRAFFICO: I VIDEO SUGGERITI
Passando alla seconda fonte di traffico, quella da video suggeriti, il discorso delle parole chiave perde un po’ d’importanza. Quello che intendo è che, per questo tipo di video, non ci dobbiamo focalizzare esclusivamente sulle parole chiave. In questo caso il titolo può essere scritto utilizzando uno stile più intrigante e meno legato alle parole chiave. Per fare un esempio: se vogliamo posizionare un video per la parola chiave ‘esercizi per dimagrire’, sarà fondamentale inserire questa keyword nel titolo del video. Se invece vogliamo attirare una visualizzazione da video suggeriti (usando quindi un altro video) sarà meglio usare un titolo che attiri di più l’attenzione, come ad esempio ‘I 3 errori di chi vuole allenarsi per dimagrire’ oppure ‘I 3 miti sull’allenamento aerobico sfatati’. Come vedi questi ultimi due titoli stimolano la curiosità, e se la miniatura personalizzata è creata bene, è facile attirare il clic da parte dell’utente.

IL TEMPO DI SESSIONE
Tutto ciò che ho detto finora non ha alcun valore se i video che produciamo e carichiamo non sono di buona qualità e non forniscono valore sotto forma di informazioni o intrattenimento per l’utente. Il modo principale, infatti, che YouTube utilizza per decidere chi posizionare per primo nei risultati di ricerca e chi far comparire nei video suggeriti è il tempo di sessione. Questa metrica rappresenta quanto tempo gli utenti passano sulla piattaforma per guardare video. Facendo un esempio ipotetico: il video A che dura 5 minuti produce un tempo di sessione di 20 minuti perché gli utenti dopo di esso guardano magari altri 5 video, e il video B che dura 10 minuti produce un tempo di sessione di 15 minuti perché dopo di esso gli utenti passano su YouTube solo altri 5 minuti. In questa situazione YouTube premierebbe il video A, anche se è più corto. Questo perché come detto produce un tempo di sessione di 20 minuti contro i 15 del video B. Pertanto, quando crei i tuoi video, considera che YouTube li premierà principalmente per quanto aiuteranno le persone a rimanere sulla piattaforma. Inutile ottimizzare ogni altro aspetto, come il titolo, i tag, etc., se poi dopo alcuni secondi le persone chiudono il video perché noioso o non in tema. Abbiamo visto come farsi trovare su YouTube. Questo è sicuramente il primo passo.

LA ‘REASON WHY’, IL MOTIVO CHE RENDE SPECIALI
Come fare poi per far sì che le persone rimangano con noi nella nostra community iscrivendosi? Come per l’esempio precedente, tutta la strategia deve partire prima di iniziare a creare i video. La prima cosa che dobbiamo capire è la ‘reason why’, ossia il motivo che ci rende diversi, speciali, o semplicemente più adatti per un certo tipo di pubblico. Piacere a tutti è impossibile, cercare di piacere a tanti non è facile, ma trovare un pubblico relativamente piccolo che ci apprezzi è molto più fattibile. Quando le persone capiscono che i tuoi contenuti danno qualità, sotto forma di informazioni o intrattenimento (o entrambi contemporaneamente, perché no!) e sentono che i tuoi contenuti sono adatti a loro, che in un certo senso sembra che tu stia parlando proprio a loro, allora sarà più facile che decidano di iscriversi e di seguirti. Facendo un esempio: se ti occupi solo di allenamento per donne dopo la gravidanza, nei tuoi video è probabile che tu descriva problemi e sfide che queste donne stanno affrontando, utilizzerai dei termini che loro conoscono e fornirai loro consigli specifici sulla loro situazione, sarà così più facile che ti seguano rispetto a un canale di fitness generico che parla e si rivolge a tutti.

INTERAGIRE CON I PROPRI FOLLOWER
Non dimenticare di interagire con i tuoi follower il più possibile. Sia attraverso i commenti sotto i video, sia chiedendo loro cosa ne pensano del video e di suggerirti temi per i prossimi video, sia facendo delle live nelle quali hai la maggior possibilità di avere una conversazione virtuale con essi. Vedere che per te la loro opinione è importante aiuterà a creare un senso di community e i nuovi potenziali iscritti lo noteranno e verrà loro voglia di iscriversi a loro volta. Una cosa da ricordare è di fare pieno uso di tutti gli strumenti che YouTube ci mette a disposizione per aumentare da un lato il tempo di sessione (e quindi la performance dei video in termini di visualizzazioni) dall’altro le iscrizioni. Quindi, impara a utilizzare le schede e la schermata finale e non dimenticare di inserirle in ogni video.

Per concludere, posso dirti che YouTube può sembrare una piattaforma difficile e sulla quale non è facile crescere ma, se studi e implementi la giusta strategia, sicuramente sarà quella che ti può portare i maggiori risultati nel lungo periodo. Se sei un personal trainer o un istruttore di fitness, sai quanto sia importante avere un giusto obiettivo e la giusta strategia per ottenere degli obiettivi degni di questo nome!

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