Lunedì, 18 May 2020 10:46

Mutuo Light Liquidità ASD SSD

Da oggi lunedì 18 maggio saranno attivi i mutui liquidità del Credito Sportivo. Nel sito dell'ICS tutte le linee guida.

Beneficiari: Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche iscritte al registro CONI o alla Sezione parallela CIP, regolarmente affiliate da almeno 1 anno, alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate, agli Enti di Promozione Sportiva, alle Federazioni Sportive Paralimpiche e alle Sezioni Paralimpiche delle Federazioni Sportive Nazionali.

Per saperne di più, clicca sul link sottostante:

https://www.creditosportivo.it/covid19/mutuoliquidita/mutuolightliquiditaASDSSD.html

Pubblicato in Fitness news

L’Istituto per il Credito Sportivo ha elaborato i criteri e il relativo regolamento per rendere accessibili, ai soggetti interessati, i finanziamenti erogati in base al ‘Decreto Liquidità’. Nelle prossime ore saranno pubblicati sul sito di ICS. Come è noto, il Governo ha dato vita e finanziato il Comparto Liquidità del Fondo di Garanzia e del Fondo Contributi Interessi in gestione all’Istituto per il Credito Sportivo (articolo 14 del decreto Legge 8 aprile 2020, n.23), per consentire l’erogazione di mutui – senza garanzie e a tasso 0 – destinati alla base del mondo sportivo, che in questo drammatico momento sta vivendo, come anche il resto del Paese, un momento emergenziale.
Il mutuo ICS per Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche si chiamerà “Mutuo light liquidità”.

I CRITERI DI ACCESSO
Nelle prossime ore (????) le Ssd e la Asd, potranno accedere alla richiesta di finanziamento direttamente dall’homepage del sito www.creditosportivo.it nella sezione dedicata alle misure di sostegno collegate all’emergenza epidemiologica Covid-19, compilando il modulo online

Il form prevede il caricamento dei seguenti documenti:

  • Atto costitutivo.
  • Statuto. Requisiti: conformità dell’atto a quello presente sul registro CONI.
  • Verbale di delibera dell’organo che ha i poteri per autorizzate il presidente o legale rappresentante a contrarre il finanziamento.
  • Atto di certificazione, se presente, della personalità giuridica.
  • Documento del legale rappresentante con codice fiscale.
  • Attribuzione codice fiscale del sodalizio sportivo.
  • Estratto conto bancario dell’ultimo trimestre 2019.
  • Bilancio o rendiconto approvato anno 2018.
  • Bilancio o rendiconto provvisorio 2019.
  • Delibera di attribuzione poteri al Presidente a contrarre mutui.
  • Iscrizione al Registro CONI nel 2020.

Saranno presenti sul sito tre moduli:

  • La lettera di attestazione, da inviare all’Ente (NAZIONALE), che certifichi i dodici mesi di affiliazione.
  • Il modulo di richiesta di finanziamento.
  • Il modulo di accesso al fondo.

La società in questione dovrà essere anche in regola con i pagamenti degli impegni associativi.

NELLE PIEGHE DEL DECRETO
L’articolo 14 del Capo II del Decreto Legge n.23 dell’8 aprile 2020 – Misure urgenti per garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza Covid-19 e meglio noto proprio come “Decreto liquidità” – è dedicato ai finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo per le esigenze di liquidità delle Federazioni Sportive nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni e delle Società Sportive dilettantistiche, e concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti.
Tali strumenti, che vanno ad aggiungersi alle misure già previste con il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, consentiranno di garantire 100 milioni di euro di finanziamenti e consentiranno altresì di ridurre tempi e oneri per chi ha necessità immediate di liquidità, al fine di poter far ripartire le attività e valorizzare l’importante ruolo sociale dello sport.

Gli importi finanziabili saranno a tasso zero, della durata di 6 anni, si potrà cominciare a restituire il finanziamento a partire dal terzo anno. Il massimo importo erogabile è di 25 mila € e fino al massimo del 25% dei ricavi.

Queste le caratteristiche nel dettaglio:

  • IMPORTO. Da un minino di 3mila euro a un massimo di 25mila euro nella misura massima del 25% del fatturato dell’ultimo bilancio o delle entrate dell’ultimo rendiconto (in entrambe i casi, almeno 2018), regolarmente approvati dalla società o dalla associazione
  • DURATA. 6 anni dei quali 2 di preammortamento e 4 di ammortamento.
  • PAGAMENTO PRIMA RATA. Dopo 2 anni di preammortamento.
  • TASSO DI INTERESSE. Totale abbattimento degli interessi per l’intera durata del finanziamenti da parte del Fondo Contributo Interessi – Comparto Liquidità.
  • GARANZIA. 100% del finanziamento da parte del Fondo di Garanzia – Comparto Liquidità.

Qui il modulo da mandare compilato ad Asi Nazionale ; oggetto: Credito Sportivo

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L’Istituto per il Credito Sportivo ha elaborato i criteri e il relativo regolamento per rendere accessibili, ai soggetti interessati, i finanziamenti erogati in base al ‘Decreto Liquidità’. Nelle prossime ore saranno pubblicati sul sito di ICS. Come è noto, il Governo ha dato vita e finanziato il Comparto Liquidità del Fondo di Garanzia e del Fondo Contributi Interessi in gestione all’Istituto per il Credito Sportivo (articolo 14 del decreto Legge 8 aprile 2020, n.23), per consentire l’erogazione di mutui – senza garanzie e a tasso 0 - destinati alla base del mondo sportivo, che in questo drammatico momento sta vivendo, come anche il resto del Paese, un momento emergenziale.
Il mutuo ICS per Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche si chiamerà “Mutuo light liquidità”.

I CRITERI DI ACCESSO
Nelle prossime ore, le Ssd e la Asd, potranno accedere alla richiesta di finanziamento direttamente dall’homepage del sito www.creditosportivo.it nella sezione dedicata alle misure di sostegno collegate all'emergenza epidemiologica Covid-19, compilando il modulo online

Il form prevede il caricamento dei seguenti documenti:

  • Atto costitutivo.
  • Statuto. Requisiti: conformità dell’atto a quello presente sul registro CONI.
  • Verbale di delibera dell’organo che ha i poteri per autorizzate il presidente o legale rappresentante a contrarre il finanziamento.
  • Atto di certificazione, se presente, della personalità giuridica.
  • Documento del legale rappresentante con codice fiscale.
  • Attribuzione codice fiscale del sodalizio sportivo.
  • Estratto conto bancario dell’ultimo trimestre 2019.
  • Bilancio o rendiconto approvato anno 2018.
  • Bilancio o rendiconto provvisorio 2019.
  • Delibera di attribuzione poteri al Presidente a contrarre mutui.
  • Iscrizione al Registro CONI nel 2020.

Saranno presenti sul sito tre moduli:

  • La lettera di attestazione, da inviare all’Ente ASI via mail ad , che certifichi i dodici mesi di affiliazione.
  • Il modulo di richiesta di finanziamento.
  • Il modulo di accesso al fondo.

E’ altresì richiesta una lettera dell’Ente di promozione sportiva di riferimento che attesti l’affiliazione e l’iscrizione da almeno un anno al Registro CONI o alla sezione parallela CIP. La società in questione dovrà essere anche in regola con i pagamenti degli impegni associativi.

NELLE PIEGHE DEL DECRETO
L’articolo 14 del Capo II del Decreto Legge n.23 dell’8 aprile 2020 – Misure urgenti per garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza Covid-19 e meglio noto proprio come “Decreto liquidità” - è dedicato ai finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo per le esigenze di liquidità delle Federazioni Sportive nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni e delle Società Sportive dilettantistiche, e concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti.
Tali strumenti, che vanno ad aggiungersi alle misure già previste con il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, consentiranno di garantire 100 milioni di euro di finanziamenti e consentiranno altresì di ridurre tempi e oneri per chi ha necessità immediate di liquidità, al fine di poter far ripartire le attività e valorizzare l’importante ruolo sociale dello sport.
Gli importi finanziabili saranno a tasso zero, della durata di 6 anni, si potrà cominciare a restituire il finanziamento a partire dal terzo anno. Il massimo importo erogabile è di 25 mila € e fino al massimo del 25% dei ricavi.

Queste le caratteristiche nel dettaglio:

  • IMPORTO. Da un minino di 3mila euro a un massimo di 25mila euro nella misura massima del 25% del fatturato dell’ultimo bilancio o delle entrate dell’ultimo rendiconto (in entrambe i casi, almeno 2018), regolarmente approvati dalla società o dalla associazione
  • DURATA. 6 anni dei quali 2 di preammortamento e 4 di ammortamento.
  • PAGAMENTO PRIMA RATA. Dopo 2 anni di preammortamento.
  • TASSO DI INTERESSE. Totale abbattimento degli interessi per l’intera durata del finanziamenti da parte del Fondo Contributo Interessi – Comparto Liquidità.
  • GARANZIA. 100% del finanziamento da parte del Fondo di Garanzia – Comparto Liquidità.
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Per i gestori di associazioni e società sportive, in una situazione di carenza di liquidità, oltre a fronteggiare il sostenimento di costi fissi si prospettano all’orizzonte nuovi fronti di preoccupazione tra cui la restituzione delle quote già versate dai loro utenti. Come comportarsi di fronte a tali pretese? Si è obbligati a restituire le quote o ci sono soluzioni alternative?

La parola all’avv. BIANCAMARIA STIVANELLO - Patrocinante in Cassazione


IL DIRITTO AL RIMBORSO DELLE QUOTE: TUTTI CONSUMATORI?

È sempre più diffusa e capillare l’azione promossa da diverse associazioni di consumatori per tutelare il diritto degli utenti alla restituzione di quanto pagato a palestre e centri sportivi per servizi non utilizzati a causa del blocco delle attività imposto dai provvedimenti emergenziali per il contrasto e la diffusione del Covid-19.

Non bastava la chiusura prolungata degli impianti e non bastavano l’incertezza sui tempi della riapertura né la consapevolezza che la ripresa sarà comunque condizionata al rispetto doveroso di misure anticontagio: per i gestori di associazioni e società sportive, che in una situazione di carenza di liquidità già devono sostenere costi fissi come affitti, mutui o termini di pagamento non prorogati, si prospettano all’orizzonte nuovi fronti di preoccupazione.


Come comportarsi di fronte a tali pretese? Si è obbligati a restituire le quote? Ci sono soluzioni alternative?

Per rispondere a questi interrogativi e cercare di chiarire i dubbi dei sodalizi sportivi è utile in primo luogo richiamare il concetto di associato e tesserato, valutare il contenuto e le modalità di erogazione della prestazione sportiva dilettantistica nonché il concetto di prestazione impossibile e le implicazioni sulla responsabilità contrattuale. Ma andiamo con ordine.

ASSOCIATI - TESSERATI - UTENTI
Lo status di associato o socio dell’associazione deriva dal perfezionamento del contratto associativo secondo le modalità stabilite dallo statuto; comporta l’acquisizione di una serie di diritti e di doveri previsti dallo statuto anche nel recepimento delle clausole contenute nell’art. 90 L.289/02 e nell’l’art.148 comma VIII Tuir (effettività del rapporto associativo, diritto di voto in assemblea per l’approvazione del bilancio, diritto di elettorato attivo e passivo per le cariche associative e così via).
Il rapporto associativo è fondato sul contratto di associazione che è un contratto con comunione di scopo e non un contratto di scambio; pertanto l’associato non può qualificarsi come consumatore nei confronti del sodalizio cui ha aderito e di cui condivide scopi e finalità.
I contributi versati dal socio non sono mai rimborsabili per definizione, in nessun caso, né al momento del recesso né allo scioglimento dell’associazione come previsto dagli articoli 24 e 37 del Codice Civile.
La regola vale innanzitutto per la quota di adesione annuale e per il rinnovo. Quanto all’importo versato a fronte della partecipazione alle attività - ad esempio per la partecipazione ad un corso - va innanzitutto verificato come lo statuto e/o il regolamento abbiano disciplinato tale emolumento: se la somma ancorché da versarsi a rate si qualifica come contributo associativo integrativo annuale o per l’intera attività, viene determinato in funzione dei costi anche fissi che l’associazione deve sostenere per realizzare le attività istituzionali e comunque quale contributo associativo finalizzato a sostenere l’associazione nel perseguimento delle finalità istituzionali condivise da tutti gli aderenti, si può affermare che anche tale versamento abbia la natura di contributo e pertanto non sia rimborsabile.

Diverso invece il caso di tesserati, nelle associazioni o nelle s.s.d., con i quali si instaura un rapporto di altra natura: sotto il profilo che ci occupa, possono essere considerati utenti in quanto destinatari dell’erogazione di servizi sportivi, seppure con qualche riserva. Essi infatti, pur non essendo soci del sodalizio, instaurano un rapporto atipico, non necessariamente e non sempre classificabile come accordo di scambio sul presupposto che richiedendo il tesseramento, hanno inteso svolgere l’attività sportiva in modo continuativo, secondo regole prefissate della disciplina praticata e sono quindi entrati a far parte dell’ordinamento sportivo in un contesto che esula dall’ambito dei servizi commerciali. Se ne trova conferma anche nei contenuti del Registro 2.0 che richiede l’inserimento dei partecipanti alle attività didattiche e sportive. Ma non è questa la sede per approfondimenti sulla natura del tesseramento.

Sul piano pratico, focalizzando l’attenzione sulle singole prestazioni - come ad esempio l’acquisto di un pacchetto di lezioni o di ingressi in palestra, l’abbonamento mensile, l’iscrizione a un corso bimestrale di tennis o di nuoto - è inevitabile che le si debba qualificare come controprestazioni in relazione ad un rapporto contrattuale di scambio, ancorché defiscalizzato ai sensi dell’art. 148 comma 3 TUIR.
In tale contesto quindi i beneficiari di tali prestazioni - tesserati non soci ma potenzialmente anche i soci quando difetti la natura associativa del contributo - possono essere qualificati come utenti nel significato attribuito dal codice del consumo e vedersi riconosciuti i diritti loro spettanti.


Impossibilità della prestazione: definitiva o temporanea?

I vademecum e la modulistica messi a disposizione dalle associazioni di consumatori fondano la richiesta di rimborso sull’art.1463 del Codice Civile che disciplina gli effetti dell’impossibilità della prestazione sui contratti a prestazioni corrispettive stabilendo che la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta.
Nel nostro caso, per semplificare, se gli utenti non possono usufruire del corso/abbonamento durante il periodo di chiusura del centro sportivo potranno chiedere la restituzione dell’importo versato, salvo che siano state accettate e sottoscritte particolari clausole nel regolamento che dispongano diversamente per il caso di forza maggiore (prevedendo ad esempio la possibilità di sospendere e recuperare o di utilizzare buoni sostitutivi, in tutto o in parte). In tal caso, trattandosi di clausole vessatorie, si dovrà compiere una valutazione caso per caso per verificarne la validità nel rispetto dei principi stabiliti dal Codice del Consumo e in base al requisito della c.d. doppia firma prevista dall’art.1341 del Codice Civile.
In assenza di clausole o in presenza di clausole invalide, è quindi riconosciuto all’utente il diritto alla restituzione di quanto versato.

Bisognerebbe tuttavia valutare se la prestazione sia definitivamente o solo temporaneamente impossibile: infatti considerato che l’impossibilità di ricevere la prestazione non è definitiva ma limitata nel tempo e legata alla durata delle misure di contenimento, si può invocare il dettato dell’art.1256 comma secondo del Codice Civile che esclude la responsabilità per inadempimento quando il ritardo sia dovuto a causa non imputabile all’obbligato (e non vi possono essere dubbi che la chiusura dell’attività per factum principis renda oggettivamente, seppure temporaneamente, impossibile lo svolgimento delle attività per causa non imputabile ai sodalizi sportivi).

E’ quindi possibile in questi casi attuare una sospensione dell’abbonamento/corso che andranno poi recuperati con la ripresa delle attività, sempre che l’utente abbia interesse a usufruirne successivamente. Viene qui in risalto non solo la posizione del socio – nelle ipotesi in cui possa applicarsi il codice del consumo - ma anche quella del tesserato; entrambi, per definizione, svolgono attività organizzata non occasionale, e quindi ben potrebbero mantenere l’interesse a recuperare abbonamenti e lezioni in un momento successivo a seconda della tipologia di corso o di attività.


Quali soluzioni alternative al rimborso?

Oltre alla possibilità di sospensione dell’abbonamento, per evitare la restituzione delle somme, che inevitabilmente andrebbe ad aggravare la carenza di liquidità del sodalizio, si potrebbe utilizzare la soluzione dei c.d. voucher previsti dal Decreto Cura Italia (art.88 D.L. n.18/20) per i contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura: vanno emessi su richiesta dell’utente e utilizzati entro un anno.
Ancora: l’organizzazione di attività didattiche e sedute di allenamento a distanza - dove possibili - possono configurarsi come sostitutive delle attività non usufruite e quindi utili a contrastare la richiesta di rimborso; si ritengono idonee in particolare in presenza di clausole, validamente accettate e sottoscritte, che riservano all’a.s.d./s.s.d. la variazione dei programmi di attività e delle modalità di gestione delle stesse.


Quali responsabilità in caso di mancato rimborso?

L’associazione o società sportiva che riceve la richiesta di rimborso, valutate tutte le circostanze del caso concreto, dovrà possibilmente ricercare una soluzione condivisa con i propri associati e tesserati che possa garantire il contemperamento delle reciproche esigenze e proporre sospensioni, recuperi, voucher totali o parziali, compatibili con la sostenibilità finanziaria dell’ente, ma anche richiamare i frequentatori del centro ad un senso di solidarietà e appartenenza auspicando - quanto meno da parte dei soci - una piena collaborazione, sul presupposto che essi si sono impegnati a versare i contributi non in funzione di una specifica controprestazione ma per sostenere le attività dell’ente e la diffusione della promozione sportiva dilettantistica.
La soluzione bonaria è sempre raccomandata per evitare i costi e l’alea di un giudizio che, se promosso con azioni collettive supportate dall’assistenza delle associazioni di consumatori, può diventare particolarmente gravoso per il gestore del centro sportivo.
In mancanza di accordo, quando sussistono le condizioni per il diritto alla restituzione dell’importo, il gestore che non vi provveda risponde a titolo di responsabilità contrattuale per inadempimento con conseguente obbligo al risarcimento del danno. Tuttavia la situazione emergenziale, riconosciuta espressamente come causa di forza maggiore dall’art.3 comma 6bis del D.L. 23/2/2020, può essere valutata ai fini della liberazione del debitore purché, trattandosi di pagamento di somme di denaro, sia dimostrata l’impossibilità oggettiva di disporre con la dovuta diligenza di sufficienti risorse finanziarie.

L’analisi delle norme codicistiche non consente dunque di dare risposte univoche ma offre una base su cui costruire soluzioni adatte alle circostanze del caso soprattutto per le s.s.d. e più in generale per i rapporti con i tesserati. Quanto ai soci delle a.s.d., l’auspicio è che a fronte di tali argomentazioni possano ricordare di essere prima associati che consumatori.

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"CHIARIAMO LA SITUAZIONE LEGISLATIVA ATTUALE" - I COMMENTI E LE RISPOSTE ALLA DIRETTA FACEBOOK DEL 6 APRILE 2020

Il 6 aprile si è tenuto in diretta sulle pagine Facebook di IDA e FIF l'incontro tra Dott. Marco Neri - vice presidente FIF, membro del comitato scientifico, il Dott. Claudio Barbaro - senatore e presidente nazionale ASI, il Dott. Martinelli Guido - avvocato specializzato in tematiche sportive e la Dott.ssa Biancamaria Stivanello - avvocato specializzato in tematiche sportive per portare maggiori chiarimenti sull'attuale situazione di incertezza lavorativa per il settore delle palestre/scuole di danza, delle società e associazioni sportive.

Il video della diretta potete vederla a questo link:
Sport&Salute/ Decreto Cura Italia ne parliamo insieme ad ASI


Di seguito vi riportiamo le domande arrivate nel corso della diretta e le relatve risposte, certi che siano di interesse generale.


PA - Posso sapere come sia possibile che coloro che hanno dichiarato più' di 10000€ pagando la ritenuta d'acconto per quale motivi non hanno diritto al bonus forse le loro famiglie non meritano aiuti , perche' loro nn hanno avuto lo stipendio sospeso vista la chiusura delle ssd??

Purtroppo ci possiamo limitare solo ad analizzare quello che è stato previsto in questo decreto. Ovviamente si cercherà in tutti I modi di tutelare chi per vari motive non è rientrato in questa prima manovra


RC - Ho perso il lavoro per questo virus,il mio contratto trainer scade il 30/6/2020.cosa posso rivendicare?

Scadendo il 30/06 rientra in queli aventi diritto


SP - Ma possibile che vengano considerati solo i collaboratori e delle spese vive delle ASD come le bollette, non se ne fa mensione

Questo decreto si rivolge solo ai lavoratori; ovviamente ci sono e ci saranno altri strumenti per cercare di individuare quail le azioni per dare aiuto per quello che riguarda tutte le utenze. Questi tipi di problemi e domande sono comuni ad ogni genere di attività soggette a canoni di affitto e spese di utenze


DV - Ssd e associazioni private con partita iva non hanno nessuna agevolazioni. Le spese stanno uscendo tali e quali. Come possiamo riaprire?

Per ora alle P IVA sono stati previsti I 600 euro che saranno rinnovati. Siamo in attesa di alter decisioni riguardanti ogni altra forma di intervento


MP - Se ho questo, come unico lavoro, com’è possibile che, in un anno, possa guadagnare meno di 10mila euro, se, dichiaro tutto?!?

La situazione dei 10.000 Euro è molto diffusa ed è logico che si evidenza una incongrunza del sistema. Sarà compito degli EPS e delle altre organizzzioni cercare di proporre soluzioni


GA - Le Ssd dovranno restituire le quote versate come seconda rata a febbraio dagli iscritti? Come tutelarsi per prossimo anno visto che associazioni tutelalo frequentanti dicendo che possono farsi restituire la quota se non frequentano?

Come evidenziato dall’avv Martinelli non è detto che le quote vadano restituite. E’ plausibile ci possa essere un prolungamento della frequenza. Ovviamente I regolamenti interni delle single associazioni vanno valutati caso per caso. Ricordiamoci che siamo di fronte ad un evento eccezzionale


DV - Domanda: sono previste proroghe per l'assemblea dei soci delle ASD? Noi avremmo come scadenza il 30 aprile, ma è impossibile convocare un'assemblea durante questa emergenza.

Per le ASD che non abbiano anche la qualifica di onlus o APS non sono previste proroghe per legge perchè il termine di approvazione del bilancio è previsto dallo statuto. E’ consentito organizzare assemblee in videoconferenza ma se non è possibile rispettare le procedure statutarie con la modalità a distanza, non rimane che rimandare l’adempimento fino a quando non saranno consentite nuovamente le riunioni.


DD - Scusate la mia ignoranza, ma stiamo parlando di chi non ha partita iva come personal trainer?

Nel decreto di oggi si; I PT con P IVA rientrano nel decreto precedebte per cui dal 1 Aprile possono richiedere I 600 Euro all’INPS


MA - Visto che non è obbligatorio nel nostro settore avere un contratto. Come si fa la richiesta se non c'è un contratto da allegare alla richiesta?

Il decreto prevede ci possa anche essere una prova di pagamento (bonifico bancario) relative al mese di febbraio 2020


LR - Come fare per gli affitti delle ASD con i privati? Il mio non mi vuole venire incontro minimamente

La normative non entra nella gestione dei rapport fra proprietari e affituari. Quello che stiamo vedendo è (in linea di massima) una grossa disponibilità da parte dei proprietari che ben conoscono la situazione ed hanno la consapevolezza che perdere ora un affittuario significa probabilmente non trovarne altri per lunghi periodi


OS - Per al Asd quindi nessun aiuto? Dato che siamo chiusi dal 5 marzo e forse riapriremo a settembre?

Questo decreto si rivolge agli operatori sportivi. Dobbiamo continuare a batterci per fare in modo di riuscire a gestire le spese vive che continuano ad incombere


EO - 24:08 Noi siamo chiusi dal 24 febbraio. Quali aiuti?

Vedi risposta precedente


SL - Ma questo bonus, è solo per marzo? O ci saranno anche per i successivi mesi, visto che saremo fermi almeno fino a giugno?

Probabilmente ci saranno rinnovi di questo aiuto così come è stato preannunciato per le P IVA


VC - Come si farà con gli abbonamenti già in essere con gli utenti?

E’ presumibile che la scelta più comune sara quella di prorogarli; poi ogni club potrà formulare delle offerte


RB - Mi scusi Senatore ma allora tutti gli Eps cosa ci stanno a fare????? Solo è la federazione calcio esiste?????

Gli Eps si battono da sempre per portare l'attenzione delle istituzioni verso lo sport di base. È purtroppo prevalente invece, l'attenzione di queste verso quello di vertice. Sbagliando


RC - Gli Eps “sarebbero” i nostri sindacati ma nn vedo e mai visto una voce sollevata per i diritti di chi come noi siamo LAVORATORI come tutti gli altri

Asi lo sta facendo e da settimane, attraverso campagne stampa e iniziative congiunte si è sollevata in difesa dei collaboratori. Forse siamo stati i primi a denunciare le poche risorse destinate al comparto


CZ - Ma se no profit non avrà aiuti allora chiudiamo! Come si fa a pagare affitti?

Vedere risposte precedenti


LA - Gli affitti con i privati, grosso problema, visto che si adotta la chiusura ordinata da parte dello stato è impossibile assolvere il contratto di affitto senza che si guadagna, devono annullarlo (e no rimandarlo non possiamo indebitarci) fino a nuova aperture

Vedere risposte precedenti oltre ad una azione diretta con il proprietario ci saranno forme di credito agevolato particolari


DV - E se gli aiuti non arrivano, e non arriveranno, almeno possiamo avere una data di riapertura con tutte le misure che dirà la sanità? Come possiamo creare strategie? Come si fa a far recuperare mesi di abbonamenti pagati senza incassare un euro e pagando tutte le spese?

Purtroppo le riaperture sono vincolate al superamento di tutte le necessarie sicurezze sanitarie: come evidenziato dal senatore Barbaro ora non sono concepibili spazi di deroga. Immaginiamo poi tutta la gestione del centro, comprese le distanze nelle classi o fra una macchina e l’altra o l’uso di mascherina molto poco compatibile con l’attività fisica


GA - Se non restituiamo quote perdiamo i clienti!!!!

Vedere risposte precedenti


MM - Le società che hanno un contratto d'affitto con un privato hanno diritto a una sospensione oppure no?

Attualmente non è prevista una differenza; la maggioranza hanno contratti con privati


JE - Si potrà valutare le facilitazioni previste per le nuove assunzioni? Sgravi fiscali e contributive

E’ un argomento troppo vasto per trovare una risposta ed una soluzione in questo contest. Ci saranno certamente approfondimenti con apposite articoli


LBC - Ma per gli studi privati di pilates e yoga, gestiti da liberi professionisti?

Questi hanno probabilmente P IVA e rientrano nei 600 euro da richiedere all’INPS


DV - Scusate, perchè si continua a dire Settembre? C'è scritto dove che riapriamo a Settembre? Potete risponderci?

Nessun documento riporta date di riapertura


MP - Se uno ha un pagamento trimestrale? e sono stato pagato a GENNAIO 2020?

Si deve allegare la copia del contratto, la quietanza di pagamento del mese di febbraio è richiesta in alternativa al contratto. Dipenderà anche se + specificato il pagamento anticipato o posticipato


PA - Ma la regola che chi prende più' di 10000€ e paga la ritenuta viene dopo chi nn dichiara la suddetta somma non e' un incentivo all'evasione?

Sarà compito di tutti coloro che agiscono in questo settore cercare di adeguare le norme ad una situazione più aderente alla realtà


VE - Avvocato io ho la scadenza della naspi il 5 di marzo?? Secondo lei È un problema per la richiesta??

Dalla lettura delle norme e dei documenti di prassi, sembra che la Naspi sia compatibile con il bonus ma non ci sono ancora chiarimenti ufficiali sul punto


NB - Se ho più contratti di collaborazione, quale scelgo? Cioe, si lavora in una palestra e una piscina ed esempio

Quello che vuole, probabilmente il più elevato ma IMPORTANTE che la somma dei contratti non superi i 10.000 euro


AG - La prima settimana di marzo, lavorata può essere pagata senza precludere il bonus?

Riteniamo di sì, perchè il bonus è un’indennità che prescinde dall’importo del compenso e quindi anche dall’effettiva erogazione. E’ incompatibile con altri redditi da lavoro ma non con il compenso sportive eventualmente percepito


SSC - Il tesserino è obbligatorio?

Questo decreto per usufruire dei 600 Euro non prevede obbligatorietà del tesserino tecnica che assume altri valori nel contesti di leggi regionali per lo svolgimento dell’attività soprattutto in caso di controlli


RA - Se sono il presidente dell’associazione con contratto di collaborazione posso usufruire?

Si, purchè ricorrano tutti gli altri requisiti


PA - Ma gli abbonamenti dei soci devono essere allungati o possiamo rifiutarci mi sa che se perdiamo noi gestori moltissimi euro possono anche i soci perdere qualke mese di abbonamento con una perdita di poche centinaia di euro nel caso più estremo

Questa può essere solo una scelta della singola struttura, dal punto di vista formale è stata pagata una quota per usufruire di un servizio. Il servizio per cause di forza maggiore non è stato erogabile ma nel momento in cui la situazione lo permette il rapporto in teoria riprende valore. Poi immaginiamo ci possa essere un margine di trattativa magari anche consultandosi con altri club della zona


KM - Chiedo scusa, forse mi sfugge qualcosa sul reddito extra...ma se io ho percepito la prima settimana di marzo posso o non posso richiedere il bonus?

vedi sopra


RG - Per essere tesserato si intende possedere un tesserino tecnico?

Per lavorare in una ASD occorre avere la tessera di socio di quella ASD


NB - Come possono accertarsi su chi abbia avuto meno di 10.000 lo scorso anno?

L’importo risulta anche dalla CU se regolarmente trasmessa. In ogni caso la dichiarazione è resa a pena di falso con conseguenze penali per il dichiarante in caso di affermazioni mendaci


RA - Se percepisco la naspi posso usufrire?

vedi sopra


MA - Se uno prende la disoccupazione? Può fare richiesta?

L’argomento è discusso; in un primo tempo sembrava di si ma da ultime indicazioni sembra che si propenda per il NO


OS - Scusate ma ho bisogno di un chiarimento. Avete parlato di BORSA DI STUDIO, ma intesa come borsa di studio universitaria? Perché la borsa di studio serve per coprire le spese universitarie. Potete chiarire meglio? Grazie mille

I redditi assimilati a lavoro dipendente escludono il diritto al bonus sportive e questi comprendono borsa di studio o di assegno premio o sussidio per fini di studio o di addestrameto professionale (art 49 e 50 Tuir)


MM - La collaborazione amministrativo gestionale rapportata alle collaborazioni sportivo dilettantistiche è regolare senza l'iscrizione al centro del pubblico impiego?

In assenza della comunicazione preventive al centro per l’impiego la cococo è valida ma conseguono sanzioni amministrative per la violazione dell’obbigo di comunicazione previsto dall’interpello 22/2010.


MM - Se nel contratto o nella lettera di incarico in essere non e' indicato il compenso perche' dipende dalle lezioni effettivamente svolte mese per mese, come ci si comporta?

Dipende da come saranno predisposti I campi di compilazione della domanda


ES - Ma quindi il C.U. non va allegato ma solo autocertificato???

Si, esattamente


VDT - Scusate, non ho ben capito: il pagamento degli affitti di locazione, li hanno posticipati solo per gli impianti pubblici, o anche per i privati?

Al momento solo per i pubblici


GP - Avvocato una domanda. E se uno percepisce 300€ da altro lavoro dipendente? È fottuto in poche parole. Anche se vive come collaboratore sportivo.

Purtroppo il percepire altri redditi esclude dalla possibilità di richiedere questi 600 euro


RZ - Quindi io, insegnante di pilates, non ho diritto in quanto non è riconosciuto dal Coni

Se I suoi compensi sono come insegnate di pilates e non “genericamente” di ginnastica si, è escluso


Per maggiori approfondimenti sull'indennità per i collaboratori spostivi leggi anche qui:

- TESSERINO TECNICO E INDENNITA' PER COLLABORATORI SPORTIVI

- SCARICA IL PDF CON LE FAQ DI SPORTESALUTE.EU

- LEGGI LA GUIDA ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI INDENNITA' PER COLLABORATORI SPORTIVI

guida alla presentazione della domanda di indennita per collaboratori sportivi

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AL VIA LE RICHIESTE PER L'INDENNITÀ DI 600 EURO PER I COLLABORATORI SPORTIVI

È giunto finalmente l'annuncio del ministro dello sport Vincenzo Spadafora che da martedì 7 aprile dalle ore 14, per tutti i collaboratori sportivi, sulla piattaforma www.sportesalute.eu sarà disponibile un numero di telefono a cui inviare un sms con il proprio codice fiscale e ricevere una risposta che indicherà il giorno e la fascia oraria durante la quale poter accedere alla piattaforma per richiedere il bonus dei 600 euro.

L’emanazione del decreto attuativo (che potete visionare a questo link) definisce così le modalità di presentazione delle domande per richiedere l’indennità di 600 euro (per il mese di marzo) prevista dal Decreto 'Cura Italia', a favore dei collaboratori sportivi che non abbiano altri redditi e che non rientrino nelle altre misure previste dal Decreto.

Già oggi sul sito saranno disponibili le informazioni utili per preparare la documentazione necessaria.
È prevista la priorità per i collaboratori sportivi che nel 2019 hanno percepito compensi inferiori ai 10mila euro. 


COME FARE? ECCO LA PROCEDURA IN 5 STEP 

1. PRENOTARSI via SMS

Sul sito www.sportesalute.eu verrà pubblicato, in base a quanto dichiarato, a partire dalla ore 14 di domani, un NUMERO DI TELEFONO al quale inviare via SMS il proprio codice fiscale (quello del collaboratore che intende presentare la domanda). Si riceverà un SMS di risposta automatica con le indicazioni per l’accesso alla piattaforma, il giorno e la fascia oraria per la presentazione della domanda.

2. ACCREDITARSI sulla piattaforma
Accedere al sito www.sportesalute.eu, nella fascia oraria indicata per la presentazione della domanda seguendo le indicazioni contenute nel SMS.

3. COMPILARE ON LINE
Saranno previsti i seguenti campi da compilare:

  • dati anagrafici del richiedente, nome e cognome, codice fiscale, recapito telefonico, recapito mail
  • dati relativi alla collaborazione sportiva (parti, decorrenza, durata, compenso e tipologia di prestazione);
  • IBAN del richiedente dove ricevere l’accredito della somma;
  • autocertificazione sul possesso dei requisiti:
    - si dichiara che il contratto è preesistente al 23/2/2020 e vigente al 17 marzo 2020
    - di non percepire altri redditi da lavoro per il mese di marzo
    - di non percepire il reddito di cittadinanza
    - di non percepire altre prestazioni e indennità previste dal decreto Cura Italia (artt.19,20,21,22,27,28,29,30,38,e,44 D.L. 18/2020)
    - di non avere percepito nell’anno 2019 compensi sportivi complessivamente superiori a 10.000 euro (ai fini della priorità)

4. ALLEGARE I DOCUMENTI
Alla domanda si allegano:

  • copia fronte–retro di documento di riconoscimento valido del richiedente;
  • copia del contratto di collaborazione o lettera di incarico

in alternativa, in assenza della copia del contratto

  • copia della quietanza di pagamento del compenso nel mese di febbraio 2020

5. INVIARE LA DOMANDA
La notifica dell’accettazione della domanda farà fede per attestare l’ordine di presentazione. Verranno istruite con priorità le domande di chi ha percepito compensi sportivi inferiori a euro 10.000 nell’anno 2019.

Possono accedere anche i collaboratori che hanno percepito compensi superiore a 10 mila euro?
Il decreto specifica che le risorse stabilite dal Decreto Cura Italia – 50 milioni – sono destinate prioritariamente ai collaboratori che hanno percepito compensi inferiori a 10mila euro nell’anno 2019. Quindi i collaboratori che hanno percepito compensi superiori potranno presentare la domanda ma tali richieste verranno evase nei limiti delle risorse residue.

Si ricorda inoltre che:

  • l’associazione o società sportiva dilettantistica deve risultare iscritta al registro Coni alla data del 17 marzo 2020.
  • la tipologia dei compensi deve rientrare nel campo di applicazione dell’art.67 comma I lett.m) TUIR e quindi riferirsi esclusivamente a prestazioni sportive che rientrano nelle discipline riconosciute dal registro Coni (atleti, istruttori, tecnici, accompagnatori in possesso dei requisiti) o a prestazioni amministrativo gestionali (titolari di cococo amministrativo gestionale).

Infine si ricorda che le domande vengono istruite in ordine cronologico di presentazione (quindi meglio procedere il prima possibile)

• CONSULTA QUI IL PDF CON LE FAQ
• CONSULTA QUI IL PDF CON LA GUIDA PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

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IMPORTANTE PER TUTTI GLI OPERATORI SPORTIVI

Lunedì 06.04/.2020 alle ore 17,30
Diretta Facebook sulla pagina della Federazione Italiana Fitness:

https://www.facebook.com/FederazioneItalianaFitness

Primo grande collegamento in diretta di FIF / ASI

CHIARIAMO LA SITUAZIONE ATTUALE
Cosa si sta facendo e cosa si può fare da parte di operatori sportivi, ASD, SSD ma anche da parte di palestre commerciali e dei PT con partita IVA.

Interverranno:
• Dott. Marco Neri - vice presidente FIF, membro del comitato scientifico
• Dott. Claudio Barbaro - senatore e presidente nazionale ASI
• Dott. Guido Martinelli - avvocato specializzato in tematiche sportive
• Dott. Biancamaria Stivanello - avvocato specializzato in tematiche sportive

Un momento unico ed importante per capire come ogni protagonista del mondo sportivo può e deve muoversi.
Anche in questo caso più siamo e maggiormente incisiva sarà la nostra azione. 

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IMPORTANTI PRECISAZIONI RIGUARDO L’INDENNITÀ DI 600 EURO PREVISTA PER I COLLABORATORI SPORTIVI ai sensi dell’art. 96 del D.L. n.18/2020 “Cura Italia”

A tutti i collaboratori sportivi delle asd, istruttori e personal trainer in attesa del decreto MEC, che uscirà il 1° aprile con le indicazioni inerenti le procedure/modalità di richiesta rimborso, comunichiamo che pur non essendo esplicitamente espresso dalla norma, è fondato sapere che il collaboratore debba essere iscritto quale tesserato nella rispettiva FSN/EPS d’appartenenza in data antecedente il 23/02/2020 e che quindi debba essere in possesso del Tesserino Tecnico.


AI POSSESSORI DI PARTITA IVA

Il Decreto Cura Italia –D.L. 17 marzo 2020 n.18 – prevede un’indennità di 600 euro una tantum per il mese di marzo per i titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS, che comprende anche i liberi professionisti sportivi come ad esempio i personal trainer.

Ottieni subito il Tesserino Tecnico in formato elettronico richiedere l'affiliazione alla Federazione Italiana Fitness per il 2020 come Socio Silver (€40) oppure come Socio Gold Istruttore (€140).

Maggiori informazioni a questa pagina

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Nonostante in rete si trovino informazioni per accedere subito all’indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi, mettiamo subito in chiaro che non ci sono allo stato termini per inoltrare la domanda, non esiste alcun modulo per la presentazione della domanda e non sappiamo ancora come dovrà essere presentata. E’ presumibile che il decreto, atteso per il 1° aprile, stabilirà ad esempio il modello di autocertificazione da utilizzare per la richiesta.

Come mette in guardia anche l'ASI, pertanto, occorre fare attenzione alle trappole, che con la promessa dell'indennità, cercano solo di accaparrare clientela e dati personali.

Invitiamo i nostri affiliati e tutti i collaboratori interessati alla misura di sostegno, a seguire i canali e le informazioni istituzionali.

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti nell’articolo qui sotto.


AGGIORNAMENTO AL 21 MARZO:

Sport e Salute s.p.a. – competente per le indennità dei collaboratori che percepiscono compensi sportivi ex art.67 comma I lett.m) tuir – ha attivato un indirizzo mail dedicato alle domande:

Le modalità di presentazione e la modulistica saranno note soltanto quando verrà adottato il decreto ministeriale ma è quindi probabile che si debba utilizzare la posta elettronica.

Allarme click day rientrato: segnaliamo che INPS, competente per le domande dei liberi professionisti titolari di partita iva, ha precisato che non ci sarà alcun click day, quindi a maggior ragione anche le modalità che verranno previste per Sport e Salute s.p.a. eviteranno la corsa al click on line più veloce.

L’indennità di 600 euro è prevista dall’art.96 del D.L. 17 marzo 2020 – Decreto Cura Italia – e consiste nell’estensione della misura di sostegno riconosciuta ai liberi professionisti titolari di partita iva e ai lavoratori titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla gestione separata INPS, anche ai rapporti di collaborazione di cui all’art.67 comma I lett.m) TUIR , inquadrati tra i redditi diversi e pertanto non soggetti a forme di previdenza obbligatoria ed esclusi da oneri previdenziali.

L’importo non concorre alla formazione del reddito e si ritiene, stante il richiamo alla misura prevista per i lavoratori autonomi dall’art.27 del Decreto, che anche per i collaboratori sportivi sia riferita al mese di marzo, nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 pari all’incremento delle risorse assegnate a tal fine a Sport e Salute s.p.a.

L’indennità verrà riconosciuta da Sport e Salute s.p.a. su domanda dell’interessato alle seguenti condizioni:
• che il rapporto di collaborazione instaurato con federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche ai sensi dell’art. 67 comma I lett.m) sia già in essere alla data del 23 febbraio 2020;
• che il collaboratore non percepisca altri redditi da lavoro.

Entrambe le condizioni – preesistenza del rapporto di collaborazione e mancata percezione di altri redditi da lavoro – devono essere autocertificate dal richiedente : salve ulteriori diverse indicazioni, alla domanda non andranno quindi allegati i documenti attestanti l’instaurazione del rapporto ma un’autodichiarazione con la quale il richiedente attesta a pena di falso la veridicità dei fatti e delle qualità dichiarate. I documenti devono quindi essere idonei a documentare quanto dichiarato e conservati in modo da essere esibiti in caso di controlli.

Ogni ulteriore dettaglio relativo alle modalità di presentazione della domanda e ai criteri di gestione del fondo di 50 milioni assegnato a Sport e Salute s.p.a. viene demandato ad un Decreto MEF da adottare entro il 1 aprile 2020.

Bisogna dunque attendere le ulteriori specifiche per sapere come procedere alla richiesta e conoscere i criteri di gestione delle risorse. Allo stato attuale, in considerazione di quanto stabilito dall’art. 96 del Decreto, è previsto che:
• le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione
• le domande saranno istruite sulla base del Registro Coni

Il riferimento al Registro Coni si ritiene dovuto al necessario riscontro da parte di Sport e Salute s.p.a. della regolare iscrizione da parte dell’associazione/società sportiva.

Le indicazioni hanno comprensibilmente creato confusione e incertezza tra gli operatori e le migliaia di collaboratori sportivi soprattutto in relazione al criterio cronologico di presentazione che desta allarme in vista del c.d. click day, considerato il limite annuo delle risorse complessive fissato in 50 milioni.

Prima del decreto, atteso entro il 1 aprile, non è comunque possibile attivarsi: ribadiamo che non ci sono allo stato termini per inoltrare la domanda; il termine di quindici giorni non è riferito alla presentazione delle richieste ma all’adozione del decreto attuativo che deve indicare le modalità e le procedure da seguire.


Come prepararsi?

Al momento i collaboratori interessati e che rientrino nelle condizioni previste – rapporto anteriore al 23 febbraio 2020 e mancanza di altri redditi da lavoro – potranno preparare con l’ente, associazione, società di appartenenza i documenti idonei a dimostrare il possesso dei requisiti.

A titolo esemplificativo si ritiene che possano essere utili:
• copia del contratto con data anteriore al 23 febbraio 2020,
• delibera del direttivo per l’incarico,
• tesseramento,
• ricevute di pagamenti pregressi,
• bonifici relativi ai pagamenti,
• CU anno precedente (se presente),
• altro materiale che attesti lo svolgimento dell’incarico prima del 23 febbraio 2020 (fotografie, programmi, calendario attività riferiti al singolo collaboratore.

Non sappiamo se sarà necessaria la PEC ma è comunque consigliabile attivare un indirizzo PEC personale del singolo collaboratore.


Serve lo SPID?

Lo SPID serve per i liberi professionisti titolari di partita iva (ad esempio personal trainer con partita iva) per accedere al INPS.

Al momento non risulta necessario per la domanda da presentare a Sport e Salute s.p.a. da parte dei collaboratori sportivi (compensi art.67) anche considerato che è stata attivata la mail dedicata e che lo Spid è l’identità digitale per i rapporti con la pubblica amministrazione. Tuttavia per chi volesse prudenzialmente dotarsi di SPID segnaliamo che in questo periodo ci sono molte possibilità offerte gratuitamente dai gestori per il rilascio del certificato on line.  

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Tutte le a.s.d. - anche se svolgano esclusivamente attività istituzionale e non siano titolari di partita IVA - devono assolvere agli oneri del sostituto di imposta e quindi in primo luogo certificare i compensi corrisposti a ogni singolo prestatore nell’anno di imposta 2019: l’obbligo si riferisce ai redditi da lavoro dipendente, ai redditi da lavoro autonomo* (* ad esempio fatture di professionisti e consulenti, fatture per provvigioni da agenzie immobiliari e simili) e anche ai redditi diversi, tra i quali rientrano i compensi sportivi dilettantistici di cui all'art. 67 comma 1 lett.m) T.U.I.R. In particolare, l'obbligo di certificazione si riferisce a tutti i compensi, premi, indennità e rimborsi spese forfetari anche se inferiori al limite della soglia di imponibilità di euro 10.000 di cui all'art. 69 comma 2, come espressamente previsto dal regolamento di attuazione dell’art.25 l. 133/99 (d.m. n. 473/99, art. 2, comma 3).

Sono esclusi invece i rimborsi spese a piè di lista, ovvero i rimborsi spese documentate relative al vitto, all'alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale, da intendersi riferito alla residenza del percettore.

È proprio in vista degli obblighi di certificazione che il percipiente, all’atto di ogni pagamento, deve autocertificare alla a.s.d./s.s.d. di avere o meno superato la soglia di imponibilità in modo da consentire al sostituto di imposta (a.s.d.) di operare la ritenuta ovvero di trattenere gli importi dovuti a titolo di ritenuta e addizionali sulla parte eccedente e di corrispondere al collaboratore l’importo netto.

Sulle somme eccedenti - da euro 10.000 a euro 30.658,28 - va operata la ritenuta IRPEF del 23% a titolo di imposta oltre alle addizionali (regionale e comunale); dopo il superamento della seconda soglia (oltre euro 30.658,28), la ritenuta è a titolo d’acconto. Quando vi sia il superamento della soglia - quindi nei casi più comuni il superamento del primo scaglione di euro 10.000 - la ricevuta andrà compilata con l'indicazione della somma lorda, delle ritenute e addizionali e del netto corrisposto.

Per riepilogare in sintesi gli adempimenti:

a) per tutti i redditi (lavoro dipendente, autonomo e redditi diversi - compresi i compensi inferiori alla soglia di euro 10.000) la Certificazione Unica va rilasciata al percettore delle somme entro il 31 marzo 2020 e trasmessa esclusivamente in via telematica all'Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo 2020; tuttavia se le certificazioni si riferiscono esclusivamente a redditi esenti o non dichiarati mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, la trasmissione può avvenire entro il 31 ottobre 2020.

b) per tutti i redditi soggetti a ritenuta (lavoro dipendente, lavoro autonomo, compensi eccedenti la soglia di euro 10.000) oltre alla Certificazione Unica (in scadenza al 7 marzo 2020) va compilato e trasmesso il modello 770/20 entro il 31 ottobre 2020. 

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