Mercoledì, 16 October 2019 14:53

Attività sportiva ed ecologia? Con il plogging si può!

Scritto da Viviana Fabozzi
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CORRI E RACCOGLI TRA UNO SCATTO E UNA RIPETUTA

Si tratta di una nuova tendenza ideata nel 2016 dallo svedese Erik Ashtrom che ha iniziato a ripulire, correndo, le strade della sua città, Stoccolma. La sua esperienza inizialmente condivisa sul suo profilo Facebook è diventata pian piano virale in tutto il mondo e anche in Italia. Il neologismo Plogging nasce dall'unione di due concetti, jogging e “plokka upp” che in svedese vuol dire raccogliere. Lo sport si unisce così ad una causa nobile come quella del rispetto e della tutela dell'ambiente.

Il Plogging si dà dunque come obiettivo quello di raccogliere i rifiuti, presenti nel percorso del corridore, che inquinano strade e parchi cittadini, ma anche zone rurali e boschi. L'allenamento, certamente divertente e ancor più motivante, risulta anche più proficuo di un semplice "lungo", perché si trasforma in una sorta di interval training o in una seduta di ripetute o di variazioni di movimenti che apportano importanti benefici al corpo con effetti sul dimagrimento: i numerosi piegamenti e sollevamenti, necessari per raccogliere i rifiuti, conosciuti con il termine tecnico di squat e stacchi (ideali per rafforzare glutei, cosce, lombari, muscoli dorsali e cintura addominale) abbinati alla corsa continua e variata, non sono altro che elementi caratterizzanti un circuit training che è il metodo di allenamento brucia grassi per eccellenza. Questa nuova attività ha avuto il grande merito di creare una nuova comunità che si identifica in quello che fa e che sa come ampliare il suo bacino d'utenza attraverso i social network. Oggi su Instagram, sotto l'hashtag #plogging, si trovano oltre 60 mila post. I social rappresentano certamente un cassa di risonanza fondamentale, ma altrettanto lo è la semplicità che caratterizza questa attività. Per far parte della squadra speciale dei “ploggers” basta poco: serve solo buona volontà, spirito sportivo e rispetto per l'ambiente. Non è un caso che tutto questo sia nato in Svezia, uno dei paesi più all'avanguardia nella lotta contro l'inquinamento, la nazione da cui è partita anche la battaglia di Greta Thunberg, la sedicenne conosciuta per la sua lotta contro il “climate change” e in favore dello sviluppo sostenibile.

L'importanza del Plogging è evidente: il salvataggio dell'ambiente per chi fa questa attività è una vera e propria missione e non solo un passatempo. Le prime città italiane ad aderire al nuovo “movimento” sono state Casale Monferrato (con i suoi "spazzorunners"), Milano, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza. Ad oggi in sempre più città non c'è da meravigliarsi se ogni tanto si incontrano nugoli di runners che oltre alle scarpe da corsa, pantaloncini e maglietta indossano anche guanti da lavoro e uno zainetto per raccogliere i rifiuti. Tra le principali eco-maratone italiane merita risalto la ”Keep clean and run+” che può essere definita come il Plogging più lungo d'Italia ma anche il più inclusivo: dalla divulgazione del programma e fino al giorno prima della partenza è sempre possibile unirsi per accompagnare di corsa (o in bici) tutti gli eco-atleti dell’iniziativa, aiutandoli a pulire l’ambiente con decine di azioni diverse di pulizia che verranno organizzate lungo il percorso attraverso, grazie alle associazioni locali, le scuole e le pubbliche amministrazioni. Non a caso il gruppo Kcr+ ha scelto quest'anno il fiume Po per ribadire il concetto che il 75 per cento dei rifiuti che troviamo in mare provengono dall’entroterra e sono trasportati dai fiumi.

Nell'ultima edizione dello scorso maggio gli eco-atleti del Kcr+ hanno inoltre prelevato durante il percorso campioni di acqua fluviale per analizzare le contaminazioni da inquinanti e microplastiche. “L’idea centrale è parlare di rifiuti in modo diverso”, ha spiegato in un'intervista Roberto Cavallo, ideatore dell’iniziativa e divulgatore ambientale. “Eravamo alla ricerca di un modo per comunicare il viaggio di un rifiuto dall’entroterra al mare e da un incontro casuale con un amico, che aveva corso da Aosta a Ventimiglia, è nata l’idea del Keep clean and run, che nel tempo è diventato un format. Grazie a questa iniziativa ogni anno incontriamo dai tre ai settemila studenti che chinano la schiena per raccogliere i rifiuti, ma riusciamo anche a raggiungere milioni di persone tramite l’attenzione dei media”.

Il Plogging non è solo l'espressione di un nobile connubio tra lo sport e l'ambiente, ma è anche lo strumento che relaziona la propria salute con la “salute” del pianeta.  

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