Martedì, 03 September 2019 09:48

Pilates Reformer Spine Twist

L’esercizio Spine Twist (torsione della colonna) del pilates fa lavorare tutta la muscolatura che sorregge la colonna vertebrale, gli addominali e anche le braccia. Oggi vi mostriamo una versione eseguita con l’ausilio del Reformer dalla nostra docente Stefania Giuliani.

Il lavoro, come potete vedere dal video, coinvolge tutti i muscoli che sorreggono la colonna vertebrale e che contribuiscono a tenerci ben eretti. Viene fatto un rinforzo muscolare, unito ad esercizi di allungamento per mantenerne l’elasticità. In questo modo, oltre ad esercitare un’azione di tone-up, si ottengono anche grandi benefici per l’assetto corporeo.

 


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Le iscrizioni del pacchetto, vanno comunicate almeno 15 giorni prima di ogni data scelta inviando il relativo modulo compilato.
Dopo tale data la quota verrà maggiorata di €20.
Il pacchetto è usufruibile entro un anno dal momento dell'iscrizione secondo la programmazione definita dalla Federazione.
I pacchetti non sono soggetti ad ulteriori scontistiche.

 

 

Pubblicato in Fitness news
Venerdì, 30 August 2019 11:57

Pilates e cervicalgia

SPUNTI TEORICO-PRATICI PER LA CREAZIONE DI PROTOCOLLI DI LAVORO DA INTEGRARE AL METODO PILATES

Ciò che appare scontato nella teoria spesso non lo è nella pratica. Tutti ormai sanno quanto sia importante praticare un metodo-disciplina posturale per prevenire e/o aiutare la remissione ed evitare le recidive dal cosiddetto “mal di cervicale”, meglio noto come Cervicalgia, ma quanti realmente introducono nella pratica di insegnamento di ogni lezione un momento unicamente dedicato a questa parte del corpo così delicata ed importante? Con questo articolo voglio fornirvi degli spunti di ragionamento utili a creare esercizi, da inserire nelle vostre lezioni di Pilates,e non solo, nella fase del riscaldamento o di defaticamento, che mirino a lavorare in maniera specifica sul tratto cervicale così da aiutare i vostri allievi a togliere, o almeno ridurre, le tipiche tensioni muscolari che quotidianamente questo tratto del corpo tende ad accumulare.


Cos’è il dolore avvertito nella zona cervicale?

Moltissime volte appena entrati in sala sentiamo gli allievi dire tra di loro o a noi frasi del tipo “ho male al collo”,” sento il collo duro e incriccato”, “ho la cervicale infiammata” : tutte esclamazioni usate nel gergo comune per riferirsi alla cervicalgia.

Cervicalgia è il termine appropriato per indicare un generico dolore al collo che si protrae per un periodo di tempo variabile. Nei paesi industrializzati, la cervicalgia è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi, soprattutto nel sesso femminile e nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni (fascia d’età della maggior parte dei nostri allievi), costituendo una causa importante di assenza dal lavoro con i relativi costi socio-economici che ne derivano.


Come creare ed integrare gli esercizi posturali

Alla base del ragionamento è importante avere ben in mente cosa fa e dove si trova la cervicale. Quindi è necessario conoscere le funzioni della regione da trattare e le connessioni anatomofunzionali.

- Funzioni: sostegno, mobilità e stabilità del capo.
- Connessioni anatomofunzionali con il capo: il capo, spesso ce ne dimentichiamo, è la parte più pesante del nostro corpo e sede di importanti sistemi recettoriali per l’equilibrio, il movimento e la postura. Nel capo infatti risiedono due tipi particolari di muscoli che possono avere ripercussioni sulla postura del capo e di conseguenza sulla cervicale: i muscoli masticatori (tra i quali troviamo il più forte di tutto il corpo: il massetere) e i pellicciai (detti mimici).
- Connessioni anatomofunzionali con il tronco (cingolo scapolomerale, clavicole e gabbia toracica tramite trapezi, elevatori della scapola, sternocleidomastoideo, definito anche SCOM, e scaleni).

Per fare un buon lavoro, di conseguenza, dovremo lavorare su 5 punti con la fondamentale comune dell’Allungamento assiale (lavoro sempre cercando di creare spazio tra le vertebre e sentire il capo leggero sul collo).

1. Automassaggio della muscolatura del collo (mm trapezi, complesso estensorio e flessorio e mm sottoccipitali) e del cranio (muscoli masticatori massetere, temporale e sottoioidei).
2. Detensionamento della muscolatura superficiale flessoria ed estensoria del collo e della muscolatura che connette il cingolo scapolomerale al tratto cervicale (trapezio, elevatore della scapola, scom, scaleni e splenio).
3. Mobilità attiva assistita (dai props o dalle proprie mani) e attiva del tratto cervicale su tutti i piani di movimento anticipata dalla mobilità oculare.
4. Mobilità del cingolo scapolomerale e di tutta la colonna alla ricerca del neutro.
5. Tonificazione della muscolatura stabilizzatrice.


Esempi di sequenze di esercizi da poter inserire o all’inizio o alla fine della lezione

RISCALDAMENTO IN STAZIONE ERETTA
Esercizio fondamentale: autotrazionamento della cervicale verso l’alto cercando di creare un effetto di pompage.
1. Automassaggio della zona cervicale:
- muscoli paravertebrali complesso estensorio (con il “tallone” della mano eseguire movimenti ampi e circolari nella parte più laterale poi con i polpastrelli eseguire dei piccoli movimenti rotatori nella parte mediale vicino alle vertebre);
- massaggio della base del cranio (con la nocca degli indici pigiare e massaggiare tutta la base del cranio posteriormente fino alla mastoide soffermandosi sui mm sottocipitali e insistendo nelle zona più dolorosa);
- massaggio dei mm masseteri e temporali (con i polpastrelli di indice e medio eseguire movimenti circolari e profondi)
2. Allungamento:
- della muscolatura estensoria del capo (portare le mani in posizione crunch, chiudere i gomiti, flettere il capo portando il mento allo sterno e rimanere nella posizione per 4 cicli respiratori cercando di rilassare la muscolatura all’espirazione);
- della muscolatura flessoria del capo (intrecciare le mani a pugno, portarle sotto il mento, appoggiare il mento al pugno e portare in estensione il capo e mantenere la posizione per 3 cicli respiratori).
3. Mobilizzazioni del capo nei vari piani di movimento cercando di far anticipare il movimento dello sguardo a quello del capo che va nella direzione del movimento.
4. Esercizi di mobilizzazione:
- della scapola e della spalla in catena cinetica aperta cercando di mantenere il capo leggero sul collo;
- esercizi di mobilizzazione globale della cervicale facendo attenzione al capo che diventa il motore del movimento e ricerca il neutro alla fine di ogni esercizio.
5. Esercizi per la tonificazione della muscolatura depressoria del cingolo scapolomerale in catena cinetica aperta o contro la parete (sternum drops alla parete) oppure mobilizzazioni di un arto superiore mentre l’altro stabilizza e spinge).

FASE FINALE DELLA LEZIONE DA SUPINI
Fondamentale: mani in posizione di crunch, capo rilassato nelle mani, piccolo “sì” con il mento e autotrazionamento del rachide cervicale.
1. Automassaggio:
- cervicale (mani intrecciate che afferrano la cervicale e compiono un movimento rotatorio ampio sulla muscolatura);
- massaggio della muscolatura sottoccipitale (afferrare il capo a mani piene e con i pollici andare a pigiare prima e fare movimenti rotatori poi sulla muscolatura alla base del cranio);
- massaggio della muscolatura temporale e dei masseteri (movimenti rotatori con i polpastrelli di indice e medio).
2. Allungamento della muscolatura estensoria, della flessoria laterale e quella addetta alla inclinazione del capo.
3. Mobilizzazioni:
- passive del capo (mani intrecciate che afferrano il capo e lo mobilizzano cercando di compiere dei movimenti rotatori e movimenti a “8”);
- mobilizzazioni attive mantenendo ben a contatto l’occipite al tappetino e facendo precedere il movimento dagli occhi.
4. Esercizi di mobilizzazione delle braccia cercando di mantenere la stabilità della scapola, le braccia leggere nell’esecuzione dei movimenti e il capo ben appoggiato al materassino.
5. Portarsi seduti con le gambe in frog position, mobilizzare l’intera colonna cercando di far partire il movimento dal capo e viceversa (muovere la colonna con partenza dal bacino cercando di rilassare il capo e far sì che segua il movimento della colonna), terminare con delle autotrazioni del capo verso l’alto.

Tra i props da utilizzare vi consiglio: ring, elastiband, softball per i punti 2-3-4-5 e palline da tennis, non troppo dure, soprattutto per i massaggi nella zona dorsale alta e sottooccipitale senza andare ad agire direttamente sulla colonna. Conoscendo la funzione, la sede, l’azione del rachide cervicale e l’azione e localizzazione dei muscoli ivi connessi che possono contrarsi in maniera non funzionale in situazioni di disfunzioni potete creare tutta la sequenza di esercizi che volete ricordando che il sapere non è ancora sapere se non lo si mette in pratica.

Buona pratica a tutti!

Pubblicato in Performance n. 2 - 2019
Lunedì, 15 July 2019 16:54

Side Kick con la Wunda chair

Oggi vediamo insieme al nostro docente pilates master trainer Gianpiero Marongiu un esercizio con la Wunda Chair. Il nome “sedia” non ci deve trarre in inganno: non è qualcosa di comodo e rilassante, ma è uno strumento creato per consentire agli allievi più avanzati un workout a domicilio.

In questo particolare esercizio si andrà a lavorare sulle fasce muscolari interne ed esterne delle gambe con il conseguente miglioramento della circolazione sanguigna e l’allungamento dei muscoli.

È importante mantenere sempre l’allineamento della colonna vertebrale, tenere in attivazione costante la gamba sotto, senza perdere il controllo del piede e della gamba che sta sopra.

 


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L’universal reformer” è certamente l’attrezzo più emblematico del metodo Pilates poiché comprende in un unico strumento le possibilità di differenti attrezzi. Lo stesso Joseph Pilates affermava spesso: “Perché usare la mia forza? Meglio una macchina che lo faccia per me e che mi permetta di concentrarmi sul movimento”.

In questo video, la nostra docente Stefania Giuliani ci propone una serie di esercizi per l'allungamento muscolare e il rinforzo del core:
1) Long stretch;
2) Elephant classic;
3) Kneeling front arm: queen, hug a tree, salute;
4) Front split prep.

 


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Lunedì, 18 March 2019 16:09

Esercizi con la Wunda Chair

La Wunda Chair rappresenta l’attrezzo più avanzato dell’intero repertorio Pilates: consente di individuare, con estrema facilità, i punti deboli di ognuno e, proprio per questo motivo, costituisce un ausilio imprenscindibile per poter risolvere le suddette carenze. Il lavoro con la Chair, consente di esplorare in profondità i movimenti del corpo, cercando di “scoprire” dove nasce il movimento: solo una posizione di partenza ottimale ci consente un movimento corretto e funzionale!

In questo video Gianpiero Marongiu, docente senior del settore Pilates FIF ci mostra 5 esercizi.

• Il 1° esercizio è il Cat Stretch, che richiede un controllo ottimale della muscolatura addominale profonda, sviluppando l’articolarità del rachide.
• Il 2° esercizio è il Prone Triceps, che appartiene alla categoria Arti superiori.
• Il 3º esercizio è Prepilates dello Swan Dive, appartenente alla categoria Linea Posteriore.
• Il 4° esercizio è lo Standing Triceps Backward, eseguito prima con entrambi i piedi in appoggio sui pedali e, successivamente, con una sforbiciata sagittale, quindi con un solo piede in appoggio sui pedali.
• Il 5° esercizio appartiene alla categoria Lavoro Integrato: Swan and Beats.

 


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Giovedì, 07 February 2019 15:50

Swan dive: esercizio di pilates advanced

In questo video si sviluppa la mobilità e la stabilità della colonna in estensione. L'esercizio, eseguito dal docente federale Donato De Bartolomeo, si chiama swan dive (tuffo del cigno) ed è svolto nella versione avanzata del metodo Pilates.

 


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Mercoledì, 19 December 2018 12:38

Allenare il metodo Pilates con le grandi macchine

UNA VALUTAZIONE ANALITICA DELLE CARATTERISTICHE E DEI PRINCIPALI BENEFICI DEI GRANDI ATTREZZI

Il metodo Pilates è ormai una disciplina consolidata nelle palestre di tutto il mondo. Molti pensavano che sarebbe stata una disciplina di moda e che avrebbe subito un arresto come tante meteore nel mondo del fitness. Dopo una iniziale esplosione si è assistito ad un assestamento fino ai giorni nostri, dove il Pilates è una realtà che occupa migliaia di insegnanti. Rispetto all’inizio in cui tutti si avvicinavano al metodo spinti da semplice curiosità, oggi solo i motivati decidono di frequentare un corso.

Nella maggior parte dei casi si tratta di persone con problemi alla schiena, o in una fase di post riabilitazione oppure solo per conservare un corpo efficiente. Nel frattempo il metodo ha subito profondi cambiamenti rispetto a come lo intendeva il suo inventore. Il metodo che spesso è fonte di ispirazione verso altre discipline, è stato integrato con elementi che non sempre fanno parte del repertorio classico. Il futuro del metodo è nella ricerca continua nel dettaglio, sempre meno a “scopo Fitness”, sempre più riabilitativo. Negli ultimi anni stiamo assistendo al grande successo delle grandi macchine; il vero genio del Metodo Pilates risiede in questi grandi attrezzi il cui utilizzo consente di lavorare con tutti i soggetti e di curare e prevenire diverse patologie.

All’occhio del neofita le macchine del Pilates sembrano strani attrezzi di tortura, nella realtà si scoprono come un meraviglioso ausilio alla pratica del metodo donando una esperienza di movimento nuova che aumenta la consapevolezza del proprio corpo e la percezione di maggior leggerezza e allungamento. Sebbene la maggior parte degli studi Pilates propongano soprattutto lezioni con il Reformer in quanto attrezzo più noto e versatile, il mondo delle grandi macchine presenta una gamma di attrezzature che rispondono al completamento dei principi del metodo; si tratta della Wunda Chair, del Ladder Barrel, dello Spine Corrector, della Cadillac, della Tower e dello Springboard.

Le origini e i segreti
La loro creazione si deve ad un preciso periodo della vita di Joseph Pilates che durante la Prima guerra mondiale fu internato in Gran Bretagna dove si trovò a contatto con i soldati costretti alla immobilità e bisognosi di terapie riabilitative. Fu in questa particolare occasione che iniziò la costruzione di specifici macchinari che potessero aiutarli, utilizzando oggetti di uso comune tra i più poveri di cui potesse disporre rivisitandoli in una chiave appunto riabilitativa. La Cadillac prese forma da un letto da campo a cui agganciò delle molle e delle pulegge; la Tower nacque dall’idea di attaccare le molle dei materassi alla spalliera del letto. Si racconta che l’utilizzo di queste due prime antenate attraverso l’applicazione di specifici esercizi portò ad una totale guarigione dei soldati ammalati rendendoli immuni alla epidemia di influenza del 1918. Qualche anno dopo Pilates lavorò come artista nel mondo circense e fu in quell’ambiente che realizzò la Wunda Chair e a seguire trasformò la perfetta metà di una botte di birra in quello che possiamo definire l’antenato del Barell... e cosa ne fece del cerchio di ferro della botte? Beh cosa se non trasformarlo “magicamente” in un primo piccolo attrezzo chiamato “Magic Circle”?

La funzionalità delle Grandi Macchine
La grande rivoluzione portata nel mondo del movimento da Joseph Pilates è senz'altro da attribuire all’introduzione delle molle. La loro principale caratteristica sta nel consentire di eseguire un movimento più fluido producendo una resistenza che non si esaurisce durante l’esecuzione dell’esercizio. La maggior parte delle Macchine Pilates (Reformer, Wunda Chair, Cadillac, Tower, Springboard) funziona attraverso l’utilizzo di queste molle di diversa resistenza che regolano l’intensità degli esercizi e al contempo producono un’assistenza nell’esecuzione degli esercizi più complicati.
La FIF offre una serie di corsi di formazione altamente specializzati in tutto il repertorio non solo matwork, ma anche dei grandi attrezzi.
Analizziamo insieme le caratteristiche delle Macchine che danno il nome ai principali corsi del Fitness Academy FIF.

Reformer, Wunda Chair, Cadillac e Spine Corrector
Il Reformer è dotato di un carrello mobile e di un sistema di cinghie e molle studiato appositamente per rendere agevole, sicuro ed efficace l’allenamento; consente non solo di tonificare ma anche di allungare la muscolatura.
La Wunda Chair rappresenta in pratica una “scatola” dotata su di un lato di un pedale collegato a delle molle, cui si possono aggiungere delle cinghie per lavorare le braccia e le gambe; si presta a una molteplicità di esercizi che allenano la resistenza, la forza e l’equilibrio.
La Cadillac, il cui nome richiama l’idea della storica auto di lusso, e definita anche Trapeze Table, fu appunto scelta da Joseph Pilates per indicare uno dei macchinari più caratteristici della sua disciplina. Si presenta come un letto a baldacchino composto da tantissimi elementi: cinghie per lavorare le gambe e le braccia, una barra per allungarsi, maniglie per appendersi. Nelle lezioni di gruppo è egregiamente sostituita dalla Tower su cui è possibile eseguire l’80% del repertorio della “sorella maggiore”.
La Spine Corrector è una struttura a forma di tartaruga con un gradino arrotondato collegato o separato (come nel modello Spine Wave prodotto da Pilates Factory) ad una curva ergonomica dotata di un’imbottitura che fornisce supporto e morbidezza e su entrambi i lati di diverse tipologie di maniglie per l’aggancio; permette di aumentare la forza e la flessibilità della schiena e grazie alla sua robustezza consente anche di eseguire esercizi in piedi.

I principali benefici del Pilates con i macchinari
• RIDUZIONE DEL MAL DI SCHIENA Il Pilates con i macchinari consente di eseguire i movimenti in sicurezza, secondo l’angolo di movimento e soprattutto senza sforzo a carico della schiena
• RIDUZIONE DEI DOLORI ARTICOLARI I macchinari sono fruibili da tutti e grazie alle diverse resistenze ed angolazioni permettono di aumentare la forza fisica, senza caricare eccessivamente le articolazioni e migliorandone progressivamente il range di movimento.
• TONIFICAZIONE E RINFORZO MUSCOLARE I macchinari guidano l’esecuzione degli esercizi permettendo un coinvolgimento analitico dei gruppi muscolari che si intendono potenziare.
• MIGLIORAMENTO DELLA POSTURA Sono strumenti fondamentali per recuperare un buon equilibrio posturale grazie soprattutto alla loro capacità di aumentare la consapevolezza del corpo.
• MIGLIORARE LA FLUIDITÀ DEI MOVIMENTI Riducendo il sovraccarico articolare e lavorando la muscolatura con il minore sforzo possibile, le grandi macchine rieducano i movimenti rendendoli più controllati e fluidi.
• RECUPERARE DAGLI INFORTUNI I grandi attrezzi sono anche ottimi strumenti per chi vuole curare le proprie asimmetrie e recuperare la forma fisica post infortunio.
• SUPPORTARE LA PREPARAZIONE SPORTIVA Sono degli strumenti ottimi per gli sportivi, per i ballerini, e per coloro che vogliono aumentare le loro prestazioni fisiche potenziando l'elasticità e l'armonia del gesto sportivo.
• OTTENERE RISULTATI IN TEMPI BREVI L’utilizzo dei macchinari per tutte le caratteristiche e i benefici fin qui elencati, permette il raggiungimento di buoni risultati in un tempo inferiore rispetto a quanto richiesto dal Pilates Matwork.

La configurazione media di uno studio Pilates
Non esiste una vera e propria configurazione “standard” di uno Studio Pilates, ma si possono distinguere due possibili soluzioni tra cui scegliere sulla base della grandezza della superficie di cui si dispone.
La prima soluzione riguarda la possibilità di realizzare uno spazio unico suddiviso in due aree: una allestita con le grandi macchine e l'altra libera per le lezioni di Pilates matwork. In questa particolare configurazione lo spazio potrebbe aggirarsi tra i 50/70 mq e può essere contemplato all'interno di un centro fitness, in tal caso è essenziale una sua ubicazione in una zona dove il relax fisico e mentale sia realmente possibile, oppure può essere ideato come Studio Pilates privato identificato tra la categoria di studi di piccole dimensioni in stile open space in cui si includono una reception e due spogliatoi per uomini e donne di piccole dimensioni.
La seconda soluzione fa riferimento ad uno studio che preveda la possibilità di adottare spazi più ampi suddivisi in due sale distinte: una in cui sono ubicati i grandi attrezzi e l'altra in cui si svolgono lezioni di Pilates matwork e piccoli attrezzi. Questa ideale configurazione rappresenta maggiormente il caso di uno Studio Pilates privato la cui superficie può variare dai 50 ai 70 mq per singola sala a cui aggiungere sempre una reception e due spogliatoi, in tal caso di dimensioni un po' più grandi rispetto alla prima configurazione. In entrambe le soluzioni è importante incrementare l’ambientamento positivo del cliente; l’illuminazione deve essere calda, diffusa e mai diretta, giacché il cliente è spesso sdraiato con gli occhi rivolti al soffitto. Inoltre, nel caso specifico di uno spazio Pilates interno ad un centro Fitness, è da evitare l’impatto acustico, ad alto volume, delle altre attività presenti nel palinsesto delle lezioni.
È altresì importante attuare una scelta strategica nell'acquisto dei grandi macchinari sia per le diverse dimensioni sia per le diverse disponibilità economiche dei centri fitness o degli imprenditori privati. Gli attrezzi considerati indispensabili dalla maggioranza degli istruttori del metodo Pilates sono certamente il Cadillac, il Reformer, la Wunda Chair e la Spine Corrector, perché la loro applicazione è appannaggio sia della riabilitazione che del fitness. Generalmente la configurazione media di uno Studio che possa soddisfare 7-8 clienti/ora nell’ambito di un programma di personal training di gruppo, che è l'essenza dell'applicazione del metodo Pilates, prevede una Cadillac, due o tre Reformer, una Chair, una Spine corrector o più Step Barrel, a cui aggiungere un numero da 7 a 10 Magic Circle, Softball, Foam Roller e Half Roller. Un nucleo di attrezzature di partenza che in base alla grandezza degli spazi e alla conseguente capienza di un numero specifico di clienti può avere un costo medio di circa diecimila euro che si può poi evolvere in base alle esigenze specifiche, in base al tipo di clientela e di attività del Centro con una configurazione sempre più mirata.

Come amava affermare Joseph Pilates: “dieci sedute per sentirsi meglio, venti per migliorare il fisico, trenta per un corpo fluido e agile”.
Integrando le grandi macchine al Pilates Matwork, il successo è più rapido e assicurato!

Pubblicato in Performance n. 3 - 2018
Lunedì, 05 November 2018 12:09

Boomerang: esercizio di pilates advanced

In questo nuovo video dedicato al pilates, Donato De Bartolomeo ci mostra un esercizio in grado di aiutarci a migliorare la coordinazione di movimento, l’equilibrio, a rafforzare l’intera parete addominale e ad aumentare la flessibilità di schiena, gambe e braccia. Si chiama boomerang e fa parte degli esercizi del nostro percorso di pilates advanced.


Il prossimo appuntamento è quello di Bologna ed inizia l'1-2 dicembre, poi saremo anche a Milano, Roma e Salerno, vai qui per vedere tutte le date:
https://www.fif.it/index.php/pilates-advanced-training?type=16-PIL-00-000137


DONATO DE BARTOLOMEO è docente FIF per i corsi di pilates e yoga. Specializzato nel fitness olistico è insegnante di pilates e di yoga che ha studiato rispettivamente in USA, in India e in Italia. Possiede un solido background anche nel fitness musicale. Esperto di yoga e dei suoi derivati, è il creatore dei programmi piloga , total body yoga e pilates per la schiena.
Qui trovi il suo curriculum completo: https://www.fif.it/index.php/chi-siamo/pilates-olistico/245-donato-de-bartolomeo


Sul nostro canale Youtube puoi vedere un video alla settimana, ogni lunedì! Iscriviti per non perderlo:
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Pubblicato in Fitness news

IL PRIMO CORSO FIF CON L'USO DELLE AMACHE HA ESORDITO NELL SESSIONE DI AGOSTO. RIPORTIAMO LE OPINIONI DI ALCUNI PARTECIPANTI CHE HANNO SEGUITO LE LEZIONI DI GIANPIERO MARONGIU E STEFANIA GIULIANI.

Sara Bevilacqua (Montegrotto Terme, PD)
Come insegnante di pilates mat ed educatore posturale, ho iniziato il corso con la voglia di capire e testare su me stessa l’applicazione dei principi posturali con l’amaca: dopo il corso, ho la consapevolezza di poter organizzare delle classi dove tali principi vengono amplificati e messi più in gioco, la sfida personale aumenta, certe variazioni sono molto impegnative anche per un praticante esperto, dato il nuovo approccio motorio e l’assenza del suolo come punto di riferimento. Da non dimenticare, però, il pizzico di dolcezza dato dal dondolamento.

Elisa Zumbo (Reggio Calabria)
Il corso di Pilates Aereo appena concluso è la mia quinta formazione in FIF, e ogni volta è sempre un passo avanti. Spesso si ritiene che corsi di formazione di pochi fine settimana non possano offrire grandi opportunità di crescita che permettano di fare la differenza. Ci si sbaglia. La professionalità, insieme alla peculiarità, dei docenti relatori F.I.F. è la capacità di sviscerare dai fondamenti del corso ulteriori preziosi input, suggerimenti, spunti, che inducono, terminato il corso, all’approfondimento, all’avanzamento degli studi, e soprattutto alla maggiore consapevolezza di se stessi. E questo sì, tra le tante scuole formative, fa la differenza. La qualità e l’etica del lavoro di chi ci opera. Io ringrazio l’ineccepibile maestro Gianpiero Marongiu e la sua collega Stefania Giuliani, che con le loro importanti competenze e lo straordinario carisma ci hanno guidato in un percorso meraviglioso con meticolosa attenzione. Siete una forza per il bene di chi non vuole fermarsi mai e ha voglia di rimanere sempre allievo. Spesso viviamo radicati nelle nostre convinzioni soggetto di retaggi formativi che ci portiamo sulle spalle come zainetti. La mia ricchezza è stata rientrare a casa con un bagaglio di preparazione con ancora più valore. E non è mai abbastanza. Grazie FIF!

Floriana Mura (Sassari)
Il corso, nonostante fosse alla primissima edizione ha avuto una buonissima organizzazione, sia dal punto di vista dei tempi di svolgimento che dal punto di vista dei contenuti e insegnamenti trasmessici dai docenti.... Per me, che insegno prevalentemente danza classica, ma anche funzionale e Posturale, è stato utilissimo per avere nuovi spunti che possono essere applicati a tutte e tre le discipline, che nonostante le diversità hanno molti punti di lavoro in comune. Sicuramente la decisione di fare di seguito i due corsi di training aereo mi ha dato modo di approfondire maggiormente l’uso dell’amaca in modi diversi ma decisamente interessanti e intriganti.

Antonella De Pasquale (Lamezia Terme)
È scontato confermare la grande professionalità, serietà, preparazione di Gianpiero e Stefania. Ho avuto la possibilità di riconoscere e cercare di superare qualche mio limite. Jim Morrison ha scritto: “Non accontentarti dell’orizzonte… cerca l’infinito!” e questo corso mi ha fatto fare un passo avanti verso questo infinito. Grazie

Daniela Gattarossa (Porto Corsini, RA)
Innanzitutto complimenti per la grande professionalità del docente Gianpiero Marongiu!! In questi 2 giorni ho avuto la possibilità di sperimentare il lavoro in sospensione su amaca e nonostante il primo approccio, dove si deve trovare il proprio allineamento, ho trovato il lavoro molto faticoso in determinati esercizi, ma molto stimolante sia dal punto di vista tecnico ma anche dalle varie sfaccettature di come si può costruire una lezione tipo. Penso che il corso di pilates aereo possa essere frequentato da tutti, sia da chi è super allenato e sente il bisogno di variare un allenamento, ma anche da chi, al contrario, fa fatica a iscriversi in palestra e, quindi, può trovare un modo per allenarsi anche divertendosi. Mi è piaciuto molto ed è stato interessante anche perché lavorando sull’amaca ho riscontrato che ti mette di fronte alle tue debolezze fisiche dove capisci su cosa devi lavorare maggiormente. Grazie di cuore e alla prossima.

Giada Tessari (Onara di Tombolo, PD)
Da 2 anni insegno yoga e fitness in volo. Attendevo con ansia che la Federazione Italiana Fitness proponesse un corso con le amache e il fatto che abbia scelto di proporre Pilates Aereo ha subito incontrato il mio interesse. Sono rimasta affascinata da come un metodo come il pilates, fondato sul controllo e sulla precisione, possa sposarsi perfettamente con qualcosa di dolce avvolgente accogliente come una amaca, riuscendo a seguire perfettamente il metodo puro del Pilates. Gli esercizi del Matwork base, e anche alcuni esercizi del intermediate, possono essere svolti sia aiutando l’allievo che intensificando il suo lavoro. Direi quindi che il Pilates aereo è un ottimo modo per migliorare le capacità dei nostri allievi di seguire un metodo che può aiutarli a mantenere una corretta postura e ad essere più forti oltre che più mobili. Oltretutto il lavoro con l’amaca è più funzionale rispetto al metodo base, o ad alcuni altri attrezzi di pilates, alla vita quotidiana perché si svolge quasi prevalentemente in piedi e permette di spaziare su tutti i piani di lavoro. Direi quindi corso ottimo, manuale ottimo, docente superlativo.

Samantha Monterumici (Ozzano dell'Emilia, BO)
Il mio primo approccio sull’amaca è stato a dir poco stupefacente!!! Una bellissima ed interessante alternativa al Pilates Matwork, un grande attrezzo per aumentare il rinforzo muscolare pur mantenendosi coerentemente allineato ai concetti di Pilates. Un attrezzo che inserirò sicuramente all’interno del mio studio come valore aggiunto e di questo ringrazio Gianpiero Marongiu per aver reso il corso come sempre di grande spessore.

Giovanna Manfredini (Casalecchio di Reno, BO)
L’instabilità diventa piacevole allenandosi con l’amaca. Un corso ben strutturato, a partire dal manuale, con un docente attento alle difficoltà degli allievi. Piacevole connubio tra il Pilates e uno strumento divertente (l’amaca).

Pubblicato in Performance n. 2 - 2018
Lunedì, 27 August 2018 17:14

A tu per tu con Anula Maiberg

ANULA MAIBERG È UNA APPASSIONATA MASTER TRAINER DEL METODO PILATES CHE IN POCO MENO DI UN DECENNIO HA CONSOLIDATO LA SUA IMMAGINE PROFESSIONALE IN TUTTO IL MONDO. OGGI È CO-PROPRIETARIA, INSIEME A JEREMY LAVERDURE, DEI CENTRI SIXTH STREET PILATES DOVE LA SUA BRILLANTE CARRIERA HA AVUTO INIZIO.

La sua storia
Anula Maiberg è nata in Israele e si è trasferita a New York nel 2001 per perseguire una carriera nel campo della fotografia. Mentre lavorava sui contenuti della sua laurea presso la School of Visual Arts si innamorò del metodo Pilates frequentando le lezioni e le sedute private tenute alla Sixth Street Pilates. Nel 2017 Anula ha iniziato un tour mondiale partendo dagli Stati Uniti e Canada, per poi proseguire in Europa, Regno Unito e Australia. In questo lungo viaggio è stata ospitata dai centri Polestar, Breathe Education e Stott. La sua carriera nell’anno 2018 la vede protagonista come presenter di importanti eventi dedicati al Pilates come la conferenza PMA 2018 nel Regno Unito questo ottobre in cui presenterà il suo protocollo di Body Control.

La sua passione
La sua essenza di Formatrice Mondiale nel Pilates si esprime attraverso il rispetto e la divulgazione delle tradizioni e dei principi del metodo focalizzando la sua attenzione sulle strategie con le quali si può diventare abili istruttori nell’aggiornare e personalizzare gli stessi principi secondo le esigenze dei propri clienti. Anula dedica parte del suo tempo come volontaria nella comunità LGBTQ affermando che Pilates è un movimento meraviglioso e uno strumento per la guarigione come supporto del benessere dell’umanità. Il suo sapere, la sua veridicità, legata alle tradizioni classiche e ai saldi principi del metodo, sono elementi da sempre ricercati da FIF. Nasce così la scelta della Federazione di invitare Anula Maiberg alla prossima edizione della International Pilates nella primavera del 2019.


L'INTERVISTA

Anula Maiberg, cosa rappresenta il Pilates per te?
La parola Pilates rappresenta “l’uomo” , ovvero Mr. Pilates! Il termine Contrology associato al metodo significa a sua volta la capacità di essere presenti e concentrati durante la pratica del movimento. Questo si traduce in controllo sul respiro, sulla mente, sul corpo. I movimenti sono così adattabili ad ogni singolo essere umano. Quindi non penso che abbia una grande importanza ciò che le cose sembrano, è esclusivamente lo stato mentale che conta!

Quali sono stati i tuoi primi passi nella formazione Pilates?
Dopo aver conseguito il Master in Belle Arti dal Royal College e dopo aver lavorato dietro una scrivania, ho compreso che la mia vera felicità non sarebbe stata esprimendomi davanti allo schermo di un computer; così ho deciso di frequentare la Kane School for Core Integration per diventare un insegnante certificata a tutto tondo nel metodo Pilates . Dopo diversi anni di insegnamento sono stata poi accettata nel Kathy Grant Heritage Training Masters laureandomi a pieni voti nel 2014.

Le scuole con cui collabori sono diverse. Possiamo dunque definirti una “Freelancer” del Pilates?
Si confermo di aver scelto di collaborare con tutte le scuole del metodo Pilates che esprimono qualità e passione, e mi piace essere considerata in assoluto una freelancer perché tra i tanti vantaggi mi permette di lavorare per più appassionati del settore restando l’unica artefice del mio destino senza il rischio di perdere la mia grande motivazione.

Per Anula Maiberg che cos’è il movimento?
Per me il movimento riguarda essenzialmente la sfida, la sorpresa! Il movimento avviene nel momento in cui fai ciò che pensavi fosse impossibile, senza sforzo e con il minore dispendio di energie.

Qual è la tua visione del Pilates nei prossimi anni?
Il futuro in generale sembra che stia andando verso il regno del digitale. Resto spettatrice nel vedere se questa evoluzione del Pilates in digitale si traduca in un successo o in un vero “flop”. Certamente nutro sentimenti positivi riguardo all’idealizzazione di una comunità globale, ma al contempo desidero che non si perda il tocco umano che è fonte essenziale dell’imparare e dell’insegnare.

Pubblicato in Performance n. 2 - 2018
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