Lunedì, 15 November 2021 12:43

La preparazione fisica nell’attività del personal trainer e del preparatore atletico

Scritto da Redazione
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Questo il titolo che ha ispirato l’ultimo FIF ANNUAL CONVEGNO svoltosi sabato 13 novembre a Ravenna nella storica sede della Federazione Italiana. Al centro del dibattito proprio l’importanza dell’alta qualità tecnica delle figure del personal trainer e del preparatore atletico e della specificità delle strategie, delle metodiche e degli strumenti più efficaci per gli atleti agonisti di sport di squadra quali il calcio e la pallavolo, agli sport individuali come il nuoto e le discipline dell’atletica leggera.
Ad aprire le danze dei numerosi interventi dei tecnici e degli atleti di successo del panorama nazionale ed internazionale proprio il prof. Armando Fucci in collegamento live dal suo studio. Docente in diversi corsi di formazione, grande esperto di forza e di preparazione atletica soprattutto legata al calcio, si è da sempre occupato di ricerca approntando anche metodi di valutazione e applicando varie tecnologie in grado di dare importanti parametri per definire la prestazione. Durante la sua relazione il professore
ci ha aiutato a comprendere che ogni sport ha sfumature di forza diverse che richiedono approcci differenziati e che spesso richiedono di potere misurare la prestazione per approntare e verificare un programma specifico.
Di approccio diverso è stato l’intervento del nuotatore Fabio Scozzoli, anche lui in collegamento live da Eindoven in Olanda, impegnato per la International Swimming League. Intervistato dal moderatore del convegno Marco Neri, vice presidente della FIF, Il capitano della squadra nazionale di nuoto con il suo entusiasmo ed amore per lo sport ci ha parlato della personale esperienza di personal trainer certificato FIF applicata oggi alla sua preparazione fisica e di come abbia vissuto la necessità di ridurre il rischio di infortuni specifici e il suo rapporto con l’allenamento e con i tecnici in una disciplina particolare come il nuoto.
La mattinata si è poi conclusa con l’intervento del nostro amato docente federale, il dott. Alexander Bertuccioli, Medico Nutrizionista ma anche dottore magistrale in scienze motorie. Grazie alla sua grande esperienza nel campo dello sport che ha svolto in prima persona, dagli sport da combattimento al running, nel suo intervento ha ben coniugato le esigenze dell’atleta e del tecnico, dando enfasi al come sapere mediare fra il il ruolo del medico e quello dell’allenatore.
La seconda metà del convegno ha visto protagonista Stefano Gregoretti
runner e trailrunner di fama internazionale che ha i suoi punti di forza non solo nelle conoscenze tecniche ma anche nell’atteggiamento mentale e nella motivazione che vive e sa divulgare. Conoscitore di molteplici approcci allenanti che si adattano sia alle caratteristiche fisiche che psicologiche del praticante. Sulla base della sua poliedrica esperienza in questo campo che lo ha portato a svolgere spedizioni estreme che sono andate dalla Patagonia all’isola di Baffin ci ha spiegato, anche in qualità di personal trainer oltre che di atleta, come entrare in empatia con gli atleti di endurance e quali potrebbero essere alcune strategie di base.
E’ stato poi il turno del prof. Paolo Pasqualoni docente in numerosi atenei italiani e preparatore atletico specializzato negli allenamenti di forza soprattutto nella pallavolo. Con le sue inconfondibili caratteristiche comunicative quali l’energia e la passione per il suo lavoro, il prof. Pasqualoni ha posto il focus del suo intervento sulle linee di utilizzo della forza nella pallavolo.
Una degna e magistrale conclusione del convegno è stata affidata al prof. Nicola Silvaggi docente in diversi atenei del territorio nazionale ed internazionale nelle discipline che spaziano dalla biomeccanica alla teoria e metodologia dell’allenamento. Dal 1996 al 2016 ha lavorato per la Federazione Italiana di Atletica ricoprendo tra gli altri il ruolo di responsabile tecnico del settore lanci e direttore tecnico per la ricerca applicata.
Con grande passione e riconosciuta empatia didattica ha affascinato l’intera platea, sia in presenza che da remoto, illustrando come il concetto di forza sia trasversale ma soprattutto come sia importante adattare la proposta alla tipologia di atleta e alla disciplina specifica dove in molti casi pochi decimi di secondo fanno la differenza.

RIVIVIAMO ALCUNI MOMENTI RINGRAZIANDO TUTTI I PARTECIPANTI E DANDOCI APPUNTAMENTO AL PROSSIMO CONVEGNO AD IN CORPORE SANO

 

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