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STRENGTH AND CONDITIONING: LA BASE ATLETICA DI OGNI SPORTIVO

Scritto da Nicola Comini

UN CORSO SPECIFICO SU COME ALLENARE GLI ASPETTI STRUTTURALI E NEURALI NELLA PREPARAZIONE FISICA DI UN ATLETA.


Ogni anno che passa assistiamo ad una crescita esponenziale delle capacità atletiche degli sportivi: record distrutti anno dopo anno, necessità di fisicità sempre più importanti per esprimere in toto il valore dell’atleta. Al giorno d’oggi parlare solo del lavoro sport-specifico diventa riduttivo e quindi è necessario essere al corrente di come si deve allenare un atleta per performare al meglio nel proprio sport. In primis è necessario capire che tipo di stimolo stiamo dando al corpo col nostro sport, con che frequenza si presenta un gesto atletico e con che intensità è necessario eseguirlo. Queste sono solo alcune delle domande che ci permettono di indirizzare il nostro lavoro in palestra.

Entriamo nel vivo della preparazione atletica andando ad analizzare quali sono gli stimoli che possiamo dare ai nostri atleti e capire il perché siano così importanti.
Quando parliamo di Strenght and Conditioning ci riferiamo alla preparazione fisica degli atleti e ciò comprende sia aspetti strutturali come ipertrofia, mobilità, adattamento anatomico, ma anche e soprattutto adattamenti neurali.
Gli adattamenti strutturali sono tutti i cambiamenti che ci permettono di costruire una base forte e solida del corpo, alcuni di questi adattamenti sono per esempio: adattamento tendineo, articolare, sopportazione maggiore al volume. L’adattamento anatomico è quella fase nella quale si prepara il corpo in toto tipica della fase di pre-season, di conseguenza diventiamo più bravi a gestire carichi di volume maggiori per adattare muscoli, tendini ed articolazioni al lavoro fisico, e  viene svolta con esercizi classici di palestra dove la specificità è molto bassa in relazione allo sport praticato. L’ipertrofia invece è la ricerca di una crescita muscolare dei muscoli motori del nostro sport o anche di muscoli che sono relativamente carenti per creare una struttura armoniosa e che non presenti compensi marcati a livello muscolare. L’ipertrofia nella preparazione atletica deve andare di pari passo con le richieste dello sport, dato che abbiamo alcune discipline dove la richiesta fisica è molto importante, come ad esempio il Rugby e il Football americano, mentre in altri sport questa richiesta è meno marcata, come le discipline della danza, Pallavolo, Tennis ecc.
Infine la parte di mobilità è sempre essenziale perché permette a tutti gli atleti di muoversi nello spazio con maggior fluidità ed inoltre consente la possibilità di esprimere forza e potenza in molti angoli articolari senza incorrere in infortuni. Possiamo definire questi adattamenti la base fisica sulla quale costruire le nostre prestazioni, però lavorare solo su questi aspetti non basta per rendere un atleta competitivo.

Gli adattamenti neurali invece sono adattamenti che non si manifestano a livelli strutturali, come per esempio la crescita di un muscolo, il raggiungimento di un nuovo ROM, ma sono gli adattamenti forse più importanti perché sono proprio quelli che ci permettono di elevare la nostra prestazione in maniera significativa.
Con adattamenti neurali intendiamo la capacità del nostro sistema nervoso di migliorare la connessione con le strutture muscolari e tendinee che ci permettono di eseguire un gesto atletico con un determinato livello di forza e potenza.
Citando alcuni di questi adattamenti come la frequenza di scarica dei nostri motoneuroni e la capacità di attivazione delle unità motorie, capiamo quanto siano fondamentali quando dobbiamo esprimere le due capacità fondamentali della prestazione, ovvero forza e potenza.
Forza e potenza hanno sicuramente bisogno di una base strutturale fisica per la loro massima espressione, ma il fattore decisivo è la capacità del sistema nervoso di permettere tutte le attivazioni necessarie tra motoneurone e fibra muscolare. Quando puntiamo a migliorare nella nostra disciplina abbiamo due strade da percorrere:

Migliorare il nostro livello tecnico
Migliorare il nostro rendimento fisico

Nel primo caso l’unica possibilità è lavorare sul gesto sport-specifico, mentre nel secondo caso l’unico allenamento possibile è attuare un programma di Strength and Conditioning dove si va a massimizzare la produzione di forza e potenza e a lavorare sulle nostre lacune fisiche.
Allenare queste due capacità ci permette di migliorare: salto verticale, sprint, velocità, forza di un gesto motorio e prevenzione della struttura a 360 gradi per permettere all’atleta di essere più duraturo possibile nella propria disciplina.

Oltre ad aver analizzato gli adattamenti fisici e neurali che avvengono con lo Strenght and Conditioning bisogna analizzare un altro grande vantaggio, ovvero la possibilità per l’atleta di esplorare e conoscere più gesti motori. Vedere la preparazione atletica solo come allenamento delle capacità di forza, potenza e resistenza potrebbe non farci vedere l’altro lato della medaglia. Quando ci alleniamo in palestra, in particolare col fine di migliorare la nostra prestazione sportiva, non possiamo come allenatori non valutare ogni schema motorio della persona.
La preparazione atletica deve permettere all’atleta di essere abile nel gestire tutti i movimenti che il nostro corpo può eseguire. Nel caso in cui ci focalizzassimo solo su schemi motori presenti nello sport stiamo limitando l’apprendimento e la sicurezza dei nostri atleti. Un’atleta abile in tutti gesti motori sviluppa le capacità di movimento e muscolari per attuare quel gesto, questo significa in primo luogo sicurezza e prevenzione muscolare nel caso in cui un determinato gesto si presenti. Tutto ciò al quale non siamo adattati è potenzialmente causa di infortuni.
I gesti ai quelli facciamo riferimento sono hinge, squat, pull, push, rotate, in tutte le loro varianti monolaterali e con movimenti complessi che comprendono più schemi motori al loro interno. L’ottimizzazione di questi gesti insegna al nostro corpo ad utilizzare sinergicamente più muscoli e catene muscolari che sono la base di ogni disciplina sportiva.
Collegato a quanto finora evidenziato, dobbiamo anche analizzare eventuali errori che possono accadere quando si parla di preparazione atletica, ovvero paragonare l’attività di Strenght and Conditioning alla disciplina del bodybuilding. L’ipertrofia nello Strenght and Conditioning è una fase del programma e non sempre necessaria, dipende dalle richieste dello sport e dalla situazione dell’atleta in quello sport specifico, al contrario nel bodybuilding l’ipertrofia è il fine ultimo e si lavora solo in direzione di quell’obiettivo. Inoltre un eccessivo lavoro di volume potrebbe portare ad affaticare l’atleta a tal punto da non renderlo performante, ecco perché siamo ben lontani dal concetto di bodybuilding.
Lo stesso discorso vale per l’allenamento della forza massima, ovviamente legata ai gesti del powerlifting, nella frequenza settimanale di allenamento di squat, panca e stacco, ma senza la necessità di raggiungere determinati livelli di forza: questi saranno decisi dalla nostra disciplina. Inoltre nel nostro caso l’obiettivo ultimo è rendere forte uno schema motorio e non un gesto singolo, quindi diventa fondamentale anche spaziare all’interno dello schema motorio. Tutto questo ci fa comprendere  che nella preparazione atletica è importante prendere i concetti di varie discipline per renderli funzionali al nostro sport.

La preparazione atletica è dunque un passo importante per ogni atleta per eccellere nel proprio sport, ma anche una possibilità per saper gestire il movimento a 360 gradi. migliorare le proprie capacità come forza e potenza e migliorare il proprio movimento sono un connubio perfetto per diventare atleti d’elite. ■

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