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MaDonna Grimes
ADDIO ALLA REGINA DEL FITNESS

madonna grimes

a cura della Redazione


La morte di MaDonna Grimes (54 anni), lo scorso 4 novembre a Los Angeles, ha profondamente scosso il mondo del fitness. Era conosciuta in tutto il mondo come “The Queen – La regina del fitness, dance e hip hop”, una onorificenza che rende omaggio sia a un curriculum di tutto rispetto, sia alla grande riconoscibilità del suo volto, presente nelle copertina più note (Glamour, Allure, Fitness Magazine, etc.), nonché per le continue presenze nei vai palinsesti dei maggiori network televisivi americani. Il suo successo parte da lontano, da quando era bambina e sognava il mondo dello spettacolo. Cresciuta in Ohio, dove ha studiato danza applicata alla Scienza dell'educazione, si trasferisce poi a Broadway dove consegue un master in Danza e Coreografia. A darle una vetrina importante è la cantante, ballerina e personaggio tv Paula Julia Abdul che la vuole con sé sul palco di un suo concerto a Los Angeles. Dal 1984, scopre la palestra grazie a un infortunio al ginocchio e da quel momento non ne uscirà più, diventando una trainer seguitissima. Ha vinto il titolo nazionale di Aerobica, un secondo posto al World Aerobics Champion, il titolo di Miss Fitness America (Los Angeles) e quello di Miss Fitness International (ottenuto in Italia, nel 1999). Ha fondato e diretto la sua Accademia “MaDonna Grimes Dance Fitness Studio” a Hollywood, ed è stata autrice di una guida (“Work It Out”) di grande successo, oltre che di 22 Dance e/o Fitness video. Ha partecipato a numerose convention, alcune delle quali a Milano e Rimini, organizzate dalla FIF all'inizio degli anni '90.

A ricordarla con commozione e affetto è Giovanna Ventura, per molti anni docente FIF, che le è stata amica e l'ha frequentata in modo continuativo fra il 1991 e il 2000.
«L'ho conosciuta negli Stati Uniti – racconta –, partecipando a un suo corso. Da allora, tutte le estati, andavo tre mesi oltreoceano e ho continuato a studiare con lei nell'accademia che nel frattempo aveva aperto. Le sue lezioni erano entusiasmanti con quel mix unico di hip hop e jazz. Il nostro rapporto si è intensificato fra il '97 e il '99 quando per due anni ho vissuto a Los Angeles perché avevo vinto una borsa di studio per la mia tesi di laurea. Ricordo le nostre belle chiacchierate quando l'accompagnavo per esempio alle sue lezioni private di ginnastica artistica. Lei, infatti, ha sempre dedicato molto tempo allo studio oltre che all'insegnamento. Era unica anche per questo».
Per Giovanna, indimenticabile è il suo grande sorriso e la capacità di vedere sempre il risvolto positivo in qualsiasi situazione. «Mi piace ricordare un episodio – prosegue Ventura –. Una volta, a lezione, si accorse che una ragazza, ingrassata per i postumi di un incidente stradale, era amareggiata per una critica sul suo corpo da parte del suo ragazzo. MaDonna le fece ritornare il sorriso, dicendole semplicemente: “a qualcuno quel corpo piacerà!”. Lei guardava sempre con attenzione chi aveva davanti, per questo – oltre a fornire utili consigli tecnici –, ogni tanto fermava la musica se si accorgeva di avere degli insegnanti in aula, per ricordare loro di guardare almeno una volta negli occhi i propri allievi durante la lezione. L'ho vista l'ultima volta due anni fa a Rimini Wellness – conclude Giovanna Ventura –. Ci eravamo sempre tenute in contatto, ma da dieci anni non ci incontravamo. Credevo potesse non riconoscermi, ma lei aveva una memoria prodigiosa. Era sul palco e mi salutò subito, riconoscendomi fra il pubblico. Con quel suo meraviglioso sorriso».