Mercoledì, 12 September 2018 15:24

L'allenamento multisensoriale all'aperto: una strategia body & mind per il baby fitness outdoor

Scritto da Viviana Fabozzi
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Partendo dal principio secondo il quale stare in mezzo alla natura è uno dei segreti della longevità questa estate in diverse località di montagna sono state ideate e sperimentate delle cosiddette escursioni multisensoriali, con un duplice scopo di:

1. Allenare in perfetta armonia grandi e piccini;
2. Valorizzare turisticamente il territorio in modo originale e rilanciarlo come “meta di pellegrinaggio” del benessere outdoor per l'intera famiglia.

DUE GLI ELEMENTI CHIAVE DELL'ALLENAMENTO MULTISENSORIALE OUTDOOR: LA PASSEGGIATA LEGGERA E L'ENERGIA POSITIVA

LA PASSEGGIATA LEGGERA
Si tratta di una passeggiata leggera adatta a tutti i soggetti in cui scoprire la natura immergendo il più possibile i sensi dentro di essa. Un percorso in cui una guida esperta conduce i partecipanti nell’esecuzione di alcuni esercizi per entrare in comunicazione con la natura e ascoltare la propria voce interiore.

L'ENERGIA POSITIVA
La sua importanza nasce come conseguenza di molti studi come quello di seguito citato, che concordano tutti sui benefici che il contatto con la natura porta all'essere umano. In sostanza si fa il pieno di energia positiva, allontanando lo stress e risvegliando i sensi.

DUE GLI STUDI DI TIPO SCIENTIFICO E PEDAGOGICO ALL'ORIGINE DEL PROGETTO MULTISENSORIALE

LA RECENTE RICERCA SCIENTIFICA
Al fine di dare un senso e un peso specifico al progetto multisensoriale è interessante riportare i risultati di una ricerca condotta dalla University of California e pubblicata sulla rivista scientifica Computers in Human Behavior.
Tale ricerca ha dimostrato che bastano pochi giorni di distacco assoluto dai dispositivi elettronici e di immersione nella natura per innalzare sensibilmente la capacità di percepire il linguaggio emotivo. Lo studio è stato condotto come segue: gli studenti di una scuola elementare pubblica della California del Sud sono stati sottoposti a due batterie di test per comprendere la loro capacità di interpretare le emozioni altrui: il primo test consisteva nell’osservare dei volti di bambini e adulti e nel descrivere le emozioni che sembravano provare; il secondo test consisteva nel vedere un breve video muto con scene quotidiane di vita scolastica e domestica e nell’interpretare il linguaggio non verbale dei protagonisti.
La classe è stata poi divisa in due gruppi: uno ha continuato le normali attività scolastiche e ha continuato a utilizzare tablet e altri dispositivi elettronici come di consueto; l’altro gruppo è stato condotto per 5 giorni presso un camp nella natura, dove gli studenti hanno seguito le normali lezioni scolastiche e partecipando anche a escursioni e attività nella natura, senza avere la possibilità di utilizzare dispositivi elettronici.
Al termine dei 5 giorni sono stati rifatti i due test iniziali: il gruppo di studenti che aveva partecipato al camp outdoor ha ottenuto punteggi sensibilmente più alti non solo rispetto al test iniziale ma anche rispetto all’altro gruppo di controllo.

LA STORICA PEDAGOGIA “PIZZIGONIANA”
I risultati della ricerca sopracitata fortificano gli importanti obiettivi sviluppati dalla pedagogista italiana Giuseppina Pizzigoni (1870-1947) che operò contemporaneamente a Maria Montessori. La pedagogia cosiddetta “pizzigoniana” ha il merito di aver messo a punto una didattica che parte dalla relazione con la natura come mezzo per raggiungere obiettivi eduvcativi-didattici importanti per lo sviluppo globale del bambino. Il maestro che si esprime attraverso questa metodo pedagogico non è colui che fa lezione fra i banchi, ma è colui che guida il bambino all'osservazione e all'esercizio dei sensi. I programmi della Pedagogista pertanto hanno sempre parlato di Educazione Fisica all'aperto e di educazione ai sensi per il raggiungimento di specifici obiettivi:

a) vista: valutazione della forza visiva, esercitazioni del senso cromatico, esercitazioni varie per il concetto delle distanze, esercitazioni per il concetto delle figure;
b) udito: vari e diversi suoni e rumori; introduzione alla musica: canto e orecchio di semplici canzoni, suonare e ascoltare le stesse canzoni (audizioni); allenare la ritmica: passi in camminata lenta, veloce, passi composti a suon di musica;
c) olfatto: valutazione della sensibilità olfattiva attraverso l'identificazione di corpi odorosi e inodore, buoni e cattivi odori.
d) gusto: degustazioni del dolce, salato, amaro e acido;
e) tatto: percepire, il caldo e il freddo, il liscio e il ruvido.  

 

Letto 518 volte Utima modifica effettuata Lunedì, 29 October 2018 13:52

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