Martedì, 14 November 2017 10:19

Chiarezza sulle nuove normative CONI

Le novità che istruttori e titolari di palestre devono conoscere.

Di recente, il mondo delle palestre ha conosciuto diversi cambiamenti a seguito di alcune delibere del Consiglio Nazionale CONI. Ecco, in sintesi, le principali indicazioni tecnico-giuridiche per istruttori e proprietari di palestre.

A)
I diplomi rilasciati dalla FIF negli anni sono sempre validi ma, se utilizzati a fine lavorativo, vanno confermati con l’affiliazione come tecnico. La legge 4/2013 sulle professioni non organizzate prevede che i tecnici abbiano aggiornamenti periodici, norma prevista anche per il mantenimento della qualifica tecnica di enti di promozione sportiva. Per FIF/ASI/CONI tale aggiornamento potrà essere fatto con la partecipazione alle convention come la FIF convention o altre iniziative, compresi master e nuovi corsi che per i tesserati tecnici prevedono speciali sconti. Questo almeno una volta ogni due anni.

B)
Ad agosto 2017 scade l'affiliazione. Con il rinnovo, FIF offrirà ai suoi associati 4 mesi in più di validità (scadenza 31/08/2018). Inoltre, in ottemperanza alla trasparenza di validità tecnica della qualifica, dal 2018 i tecnici FIF avranno anche l’inserimento nell’albo nazionale dei tecnici ASI/CONI con relativo tesserino. Si ricorda chi avesse diplomi FIF non ancora siglati ASI e con la firma del presidente ASI, congiuntamente al presidente FIF, può chiederne l’aggiornamento.

C)
Stanno per entrare in vigore le indicazioni riguardante le discipline riconosciute come svolgibili dalle ASD e quindi aventi diritto alle agevolazioni concesse. Purtroppo molte discipline tipiche del mondo fitness (Pilates, Yoga e altre) non sono contemplate. Le situazioni sono diverse, a seconda che si svolgano in esclusiva delle discipline non contemplate (quindi centri che ad esempio fanno solo Pilates o Yoga) oppure che si svolgano anche discipline previste all’interno dell’elenco CONI. Nel primo caso si perdono le caratteristiche per essere iscritti come ASD nell’elenco CONI, nel secondo caso l’iscrizione può essere mantenuta, i corsi di discipline possono essere svolti (ma devono essere contemplati nello statuto come attività istituzionali); le agevolazioni fiscali rimangono rientrando nelle attività associative di tipo culturale. Da notare però che gli istruttori di queste discipline non potranno più essere rimborsati con il regime forfettario previsto per le ASD.

La segreteria FIF rimane a disposizione.
Per informazioni: tel. 0544 34124, (dott.ssa Martina Pedrotti)

 

© Performance Magazine - Settembre 2017

Pubblicato in Performance n. 2 - 2017
Martedì, 14 November 2017 09:11

L'Università si apre al fitness

AL VIA, IN COLLABORAZIONE CON F.I.F., IL 1º CORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE IN FUNCTIONAL TRAINING.

La professoressa Elvira Padua apre le “porte” dell'Università telematica San Raffaele di Roma dove studia un numero crescente di sportivi.

Crede fortemente nella necessità di creare punti di congiunzione tra la teoria e la pratica e nell'importanza di avvicinare l'università e la ricerca al mondo del lavoro, per consentire agli studenti e ai futuri laureati basi di avere solide per il loro futuro, la professoressa Elvira Padua, coordinatrice didattica del corso di studi triennale di Scienze Motorie dell'Università telematica San Raffaele di Roma. Anche a lei si deve la maggiore apertura dell'università verso l'esterno, nei confronti sia di palestre sia di enti e istituzioni come la Federazione Italiana Fitness, con cui già dallo scorso anno è stato siglato un accordo per la promozione del corso universitario di alta specializzazione in Functional Training Specialist.

Professoressa Elvira Padua, qual è stato – in breve – il suo percorso formativo nel settore?
«Dopo aver conseguito il diploma Isef all'Istituto superiore di Educazione fisica di Roma, quello del vecchio ordinamento per intenderci, ho fatto l'anno integrativo all'Università di Roma Tor Vergata per laurearmi in Scienze Motorie. Dal 2002, ho iniziato a svolgere attività accademica prima in qualità di dottoranda, poi “assegnista di ricerca” e infine come ricercatrice e titolare di vari insegnamenti per i corsi di laurea in Scienze Motorie di “Teoria e metodologia delle attività motorie”, “Valutazione obiettiva del comportamento neuromuscolare”all'Università Tor Vergata».

È corretto dire che si è innamorata dello sport e della ricerca grazie al professor Carmelo Bosco, considerato il più importante ricercatore italiano – non medico – nella Scienza dello sport, con cui ha a lungo collaborato?
«Sì. L'ho conosciuto all'Università Tor Vergata dove dal 2002 ho intrapreso il mio dottorato di ricerca. Lui stava studiando l’allenamento delle vibrazioni meccaniche e le diverse applicazioni in ambito sportivo e non. La mia tesi si è concentrata proprio su tale tematica e, successivamente, ho portato avanti gli studi sugli adattamenti fisiologici e neuromuscolari indotti dall’allenamento, anche stimoli prodotti da vibrazioni, in diverse tipologie di soggetti caratterizzati da condizioni ambientali differenti. Il nome di Bosco è legato all'invenzione di apparecchiature note in tutto il mondo per la genialità e semplicità di impiego. Chi si occupa di scienze motorie e di sport, non può non conoscere l'Ergo Jump e il Muscle-Lab (Bosco-System), che sono ormai diventati strumenti indispensabili per la valutazione delle capacità muscolari e quindi anche per la metodologia dell'allenamento sportivo. Il Muscle-Lab è stato adottato dalla Nasa per studi di fisiologia sugli astronauti. Lavorare a stretto contatto con lui, anche se per poco perché è venuto a mancare dopo qualche anno, mi ha molto arricchita».

Dopo la ricerca e l'insegnamento a Tor Vergata, è diventata coordinatrice del corso di Scienze Motorie dell'Università telematica San Raffaele di Roma. A chi si rivolge questo percorso?
«Il mondo dello sport è stato spesso caotico per la mancanza di normative, anche se di recente qualche passo avanti è stato compiuto. A un certo punto, ci si è accorti che c'era tanta gente che veniva dalla pratica e dall'esperienza professionale, ma con evidenti lacune teoriche. D'altra parte, volendo estremizzare il concetto, se uno per anni fa il campione olimpionico, ha ben poco tempo per studiare anche sui libri. In tal senso, dunque, l'università telematica può essere un ottimo strumento per acquisire la giusta completezza fra teoria e pratica».

Quali sono i più recenti orientamenti da parte del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca?
«Il più rilevante riguarda l'apertura dell'università al mondo del lavoro, per offrire sempre maggiore professionalità. Motivo per cui abbiamo avviato collaborazioni con palestre, enti e istituzioni per offrire agli studenti un percorso più specifico. Durante l'anno, alla normale attività accademica, affianchiamo sotto forma di full immersion lezioni in presenza e laboratori esperienziali, sviluppando pertanto una didattica interattiva per favorire la riflessione e la crescita dei nostri studenti, che in molti casi sono già dei professionisti».

Quanti e quali studenti avete e che tipo di percorso universitario proponete?
«Gli studenti iscritti a Scienze Motorie sono un numero che cresce di anno in anno. Dopo la laurea triennale, si può scegliere di proseguire per la Magistrale in Scienze Motorie o in Scienze delle Nutrizione, ma ci sono anche diversi percorsi di formazione di alta specializzazione come quello in Functional Training Specialist con la Federazione Italiana Fitness. Come detto, i nostri studenti sono soprattutto atleti e persone del mondo dello sport. C'è da dire però che, a seguito della forte crisi economica di questi ultimi anni, è aumentato il numero di giovani diplomati e studenti neofiti. A questi ultimi, in particolare, si rivolge il nostro tutoraggio di base e disciplinare».

Quanto “aiuta” il fatto di essere una università telematica?
«Molto. Studiare senza la necessità di spostarsi è un bel vantaggio per chi abita lontano dalla nostra sede o per chi deve districarsi durante la giornata fra i mille impegni professionali. La nostra università è sempre stata molto attenta a queste mutate esigenze dell'utenza ed è in continua evoluzione. Ecco perché nel tempo sono aumentate le attività interattive che consentono di studiare come se si fosse in presenza. Ma la più grande soddisfazione è quella di dare “giustizia accademica” a chi già lavora».

Lei crede molto nella comunicazione, al punto da ritenere che i tecnici dovrebbero parlare un linguaggio comune. Può spiegare meglio questo concetto?
«In un mondo che si sta globalizzando commercialmente, è molto importante parlare e scrivere lo stesso linguaggio. Nell'ambito tecnico e sportivo, tanti termini sono tradotti dall’inglese e a volte si creano fraintendimenti. Per esempio, si fa spesso confusione fra flessione e piegamento il che rileva una certa ignoranza, cosa grave se si considera che si ottiene una risposta diversa. Occorre quindi molto lavorare per arrivare a una terminologia tecnica corretta tenendo conto che c'è sempre una parte descrittiva, quella correlata alla scrittura che serve per farsi capire, e una parte applicativa, quando si guarda e si esegue di conseguenza. Chiaramente la parte applicativa è più semplice e intuitiva, mentre quella descrittiva richiede una grande attenzione e l'uso di espressioni adeguate».

Quanto conta la comunicazione nel fitness e nello sport in generale?
«Tantissimo. Così come il fare divulgazione e qui si torna al punto di partenza: è necessario usare termini giusti e corretti. Tra accademici parliamo un linguaggio preciso, ma appena si va sui social media si legge di tutto e di più ed è fuorviante, considerando l'impatto che hanno sui giovani».

Tornando a parlare di studenti, chi sono quelli più motivati e quelli invece meno?
«In genere, chi già lavora, è molto motivato e – sapendo di fare dei sacrifici – cerca di sfruttare al meglio tutte le opportunità. Un atteggiamento di grande umiltà che denota inoltre la volontà di mettersi in gioco e di sperimentare. A differenza delle università statali, per lo più frequentate da giovani diplomati che ancora vivono in famiglia e quindi non autonomi dal punto di vista economico, qui chi si iscrive, lo fa per scelta e non ha tempo da perdere. C'è poi da dire che tra gli iscritti abbiamo sportivi provenienti un po' da tutte le discipline.

Avrete dunque un tasso di abbandono molto basso?
«Sì. Il nostro obiettivo è stabilire per ogni iscritto un percorso di studio adatto alle proprie esigenze, offrendo inoltre i giusti stimoli a livello motivazionale. Molto prima di arrivare a un abbandono, già quando uno studente salta un appello di esami, cerchiamo di capire quali difficoltà sta incontrando. In tal senso, scegliere una università telematica come la nostra offre tante potenzialità».

Un obiettivo per il futuro?
«Unire maggiormente la ricerca al mondo del lavoro».

 

Pubblicato in Performance n. 2 - 2017
Lunedì, 06 November 2017 22:37

Le mille virtù del Pilates Barre

Durante la lezione, la principale novità è il ritmo musicale. La musica non sarà un semplice sottofondo, ma andrà a scandire il tempo, la velocità, il ritmo nell’esecuzione della routine.

Sull’onda dei nuovi programmi alla sbarra importati da ‘madre’ America, con l’obiettivo di migliorare il tono muscolare e di modellare la silhouette, nasce in casa FIF il nuovo workshop di Pilates Barre. Ho creato personalmente, ex novo, questo programma che non mira a una fusione tra le due discipline – Pilates e Barre – quanto a una loro integrazione. La storia è nota visto che da anni negli Stati Uniti si studia il Pilates usando la sbarra (Barre), con schemi diversi ma ugualmente in grado di produrre allenamenti divertenti ed efficaci. Moltissime celebrities come Madonna e Kelly Ripa si allenano attraverso questo metodo per rinforzare il proprio corpo senza però renderlo mascolino anzi, rendendolo più femminile e più simile nelle linee a quello di una danzatrice.

La danza, che è stata la prima forma di sport/arte a entrare in contatto con questo metodo e a ‘sposarlo’ totalmente, richiede già dei requisiti che – sommati ai principi tradizionali e posturali del Pilates – ne esaltano la funzionalità. Cosa ci si può aspettare da un corso di Pilates Barre, sia perché semplicemente incuriositi dal metodo sia perché si è già istruttori? La principale novità della lezione di Pilates Barre che propongo, è certamente il ritmo musicale. Come già noto agli insegnanti di fitness, la musica è uno strumento per gestire l’intensità dell’allenamento. Non costituirà più quindi un semplice sottofondo ma scandirà il tempo, la velocità, il ritmo nell’esecuzione della routine. Proprio grazie a ciò, uno degli obiettivi di questo nuovo training sarà il miglioramento dell’apparato cardio-vascolare, andando così a completare una delle cosiddette lacune del metodo.

STRUTTURA DELLA LEZIONE
La lezione viene suddivisa in tre parti:

Warm up al centro Posizioni e movimenti base della danza integrate ai classici esercizi di riscaldamento del matwork standing;
Routine alla barre Sequenze di esercizi a intensità crescente che prevedono l’alternanza tra un tendu e One Leg circle, tra un battememt e un swimming, tra un plié relevé e uno spine twist;
Fase finale sul mat (con o senza props)  a compensare i distretti muscolari caduti nell’oblio durante le routine.

Numerosi i benefici che se ne ricavano:
Migliore tono muscolare Molti degli esercizi utilizzati sono eseguiti in isometria, coinvolgendo sempre il nucleo profondo. Ne risulterà una muscolatura tonica ma allungata;
Migliore postura Validità a 360° dei principi posturali del Pilates FIF. Già dalla prima lezione, soprattutto i clienti che non arrivano dalla pratica del metodo, ‘sentiranno’ muscoli prima di allora sconosciuti;
Migliore flessibilità e mobilità Il lavoro parallelo su parametri strettamente collegati uno all’altro, ne garantirà un mutuo incremento costante;
Miglioramento della circolazione linfatica Senza entrare nel dettaglio del legame tra sistema circolatorio e linfatico, basti solo pensare alla stimolazione continua della soletta di Lejars che favorisce il ritorno del sangue al cuore;
Migliore umore Se le classi di Pilates ti stanno annoiando, ecco ciò che fa per te: stessi obiettivi in una lezione dinamica, in stazione eretta;
Miglior controllo e propriocezione Il lavoro al centro, al barre, al Mat nella stessa lezione, diretti dai principi tradizionali e posturali del metodo aiuteranno a incrementare la percezione del nostro corpo nello spazio e i suoi movimenti;
Migliore rapporto tra massa magra e grassa.

REQUISITI
Tutti possono accedere alla lezione di Pilates Barre, semplicemente prestando un occhio di riguardo per eventuali patologie. Non è necessario aver trascorso anni e anni sulle punte. Il programma è particolarmente indicato per tutte le persone che cercano qualcosa di nuovo, divertente, facile da eseguire, che migliori la silhouette, ma nello stesso tempo efficace dal punto di vista posturale
Il corso è quindi aperto a chi proviene dal Matwork, dal fitness musicale, dalla sala attrezzi o addirittura a chi – per la prima volta – deciderà di fare il suo ingresso in uno studio o club.
Il sorriso col quale terminerete le lezioni li farà apparire tutti uguali. Per gli affezionati del Matwork sarà poi interessante vedere i classici esercizi del repertorio alla sbarra fatti, per così dire, a testa in su!

© Performance Magazine - Settembre 2017

Pubblicato in Performance n. 2 - 2017
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