Corpo libero

I vantaggi dell’allenamento a corpo libero

corpo libero

Conoscere e utilizzare il nostro corpo porta numerosi benefici ed è l’architrave dell’attività sportiva

di Francesco Fiocchi

L’allenamento calistenico o a corpo libero trae la propria origine dall’antica Grecia. Le prime testimonianze risalgono agli spartani e agli atleti olimpici. La belligerante società spartana basava la preparazione atletica dei propri cittadini su esercizi di corpo libero, mentre gli atleti greci erano dediti all’allenamento calistenico, propedeutico nell’acquisire mobilità articolare e flessibilità. Con il passare del tempo l’allenamento a corpo libero è stato sostituito con il lavoro con i sovraccarichi e negli ultimi decenni, con l’avvento della tecnologia, gli esercizi calistenici sono stati sostituiti da bilancieri, macchine isotoniche ed altro ancora. Oggigiorno c’è una riscoperta dell’allenamento a carico naturale e di tutte le metodologie che generano un transfert positivo nei gesti della vita di tutti i giorni.

 

Ma quali sono i benefici dell’allenamento calistenico?

In primis l’elemento applicativo: un allenamento basato su esercizi di corpo libero non richiede alcun tipo di attrezzatura specifica, non vengono utilizzati bilancieri, manubri, elastici, palle mediche, kettelbell, etc. L’attività è realizzabile in qualsiasi contesto (casa, parco, strada, palestra) e non richiede una metratura specifica per essere effettuata. In secondo luogo emergono gli elementi condizionali e coordinativi. L’allenamento bodyweight agisce su tutte e quattro le capacità condizionali: forza, rapidità, resistenza e mobilità articolare attivando una forte sinergia tra questi aspetti. Nel contempo le stesse capacità coordinative vengono fortemente allenate: la fluidità nei gesti, la capacità di reazione e di combinazione tra le azioni motorie, l’equilibrio e il rapporto con lo spazio circostante. La base è saper utilizzare il proprio corpo rapportandolo con l’ambiente circostante. L’allenamento a corpo libero è l’architrave della metodologia dell’allenamento sportivo e ciò è dettato dal buon senso. Come è possibile utilizzare correttamente un attrezzo se prima non siamo in grado di conoscere e utilizzare il nostro corpo?

Le caratteristiche nel lavoro di bodyweight sono:

  1. LA COOPERAZIONE TRA I VARI DISTRETTI MUSCOLARI NELL’ESECUZIONE MECCANICA DEL GESTO.
    Il lavoro a corpo libero attiva fortemente la muscolatura primaria (muscolatura principale), secondaria e la muscolatura stabilizzatrice (muscoli coinvolti nella stabilità articolare). Questo aspetto si traduce nella prevenzione degli infortuni.
  2. ATTIVAZIONE DEI SISTEMI PROPRIOCETTIVI E MECCANORECETTVI.
    Il sistema propriocettivo è costituito da un insieme di centraline disposte a livello muscolo-tendineo che rilevano dati su equilibrio, postura, fasi di stiramento e allungamento muscolare al fine di prevenire risposte nervose errate e nel contempo garantendo un’incidenza inferiore agli infortuni. Possedere un buon bagaglio motorio e una variabilità motoria in tal senso consente al praticante una più efficiente risposta motoria il che si traduce nel poter svolgere esercizi sempre più complessi.
  3. POTENZIAMENTO DELLA STRUTTURA CENTRALE DEL CORPO.
    Il core è la regione lombo-pelvica costituita dal corsetto addominale e dalle articolazioni di giunzione tra la struttura assiale e appendicolare. Il potenziamento del core e della muscolatura annessa garantisce una migliore espressione di forza, stabilità e coordinazione. Gli allenamenti di bodyweight, in particolar modo gli esercizi monopodici-monolaterali (appoggio di un solo arto a terra) fortemente destabilizzanti, coinvolgono tantissimo la regione del core e con esso i sistemi muscolari attivi-passivi e neurali.
  4. I SISTEMI ENERGETICI.
    Il lavoro bodyweight coinvolge i sistemi aerobici (sistemi correlati all’utilizzo dell’ossigeno) e i sistemi anaerobici. La produzione dell’energia deriva da una miscela fatta da glucidi, lipidi e creatinfosfato. L’intensità del lavoro, il volume e il tempo di recupero determinano il substrato energetico utilizzato. Un lavoro basato sull’applicazione totale di questi aspetti crea i presupposti per implementare la performance nelle attività in cui è richiesta forza, potenza o resistenza.
  5. L’ATTIVAZIONE NERVOSA DELLA MUSCOLATURA.
    Il sistema di conduzione (cervello-muscolo) è la base per comprendere gli adattamenti dell’allenamento. Di fatto l’allenamento è strutturato su elementi energetici (capacità di erogazione dell’energia) e su elementi nervosi. Gli elementi nervosi giocano la partita vera e propria generando le risposte specifiche all’attuazione del gesto meccanico. Nell’allenamento a corpo libero la risposta nervosa è basata sulla coordinazione inter-intra muscolare, sulla sinergia e modulazione della forza tra i distretti muscolari che coopartecipano all’esecuzione del gesto. Le meccaniche richieste coinvolgono le principali catene muscolari e un costante equilibrio delle forze in gioco. Il corpo libero è un esempio di collaborazione e sinergia tra cervello e muscolo.
  6. LA VARIABILITÀ DELL’ALLENAMENTO.
    L’allenamento deve offrire variabilità ed è necessario offrire continui stimoli al nostro corpo per generare adattamenti funzionali. Giochiamo con le leve, le velocità, i piani e lo spazio. Ci accorgeremo del potenziale inespresso dal nostro corpo!