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Istruttore, aiutami a
ELIMINARE LA CELLULITE!

cellulite

di Marco Neri e Antonio Paoli


Sono indicate attività a circuito con esercizi per le gambe che non fanno soffermare il sangue, unitamente a una dieta controllata e a eventuali terapie estetiche-mediche.

Quella con la cellulite è una battaglia che coinvolge un po’ tutto il genere femminile. Per questo, molti istruttori si sono sentiti rivolgere la fatidica richiesta: “Fammi dimagrire che voglio eliminare la cellulite!”. Partendo dal presupposto che nessuno ha la bacchetta magica, quello che il ‘bravo’ tecnico deve assolutamente fare è chiarire alcuni concetti: visto che ci sono anche ragazze magre con la cellulite, va da sé che un dimagrimento aiuta ma non è detto sia risolutorio per il problema cellulite. Anzi in alcuni casi, dimagrendo, la parte adiposa la ‘cellulite’ sembra aumentare, in realtà è solo più evidente. È importante quindi chiarire che la cellulite, o meglio la tecnicamente detta dermo-ipodermo-panniculopatia a componente edemato-fibro-sclerotica, non è un accumulo di grasso, ma un ristagno di liquidi e scorie metaboliche. Si tratta di un sovrapporsi di situazioni che generano una sorta d’infiammazione cronica del sottocutaneo con un ispessimento delle fibre connettive e perdita di elasticità dei tessuti. È caratterizzata da un’alterazione della cute che, soprattutto se compressa, evidenzia delle rugosità con piccoli noduli sferici, per questo viene appunto detta a ‘buccia d’arancia’.

Di cellulite ne esistono di vario tipo. Anzitutto quella dura o solida e compatta, caratterizzata da masse dure aderenti ai tessuti sottostanti (1º stadio). È più facile da vedere su soggetti giovani e tonici ed è quella che provoca più dolore/fastidio. I punti di maggiore localizzazione sono i glutei, le cosce e la parte interna del ginocchio. Si può poi avere quella che solitamente è una ‘evoluzione’ (tipica della zona a 40 anni) che presenta al tatto, sotto una superficie più morbida e mobile, dei noduli (2º stadio). Le zone che ne sono colpite sono più vaste e in modo particolare tutti gli arti. Purtroppo non è finita perché, l’età insieme a tutta un’altra serie di fattori, determina il 3° stadio che viene detto ‘edematoso’, quando la cellulite è più densa di acqua che crea un ostacolo alla circolazione con, non solo un aggravamento della stessa, ma anche la creazione di problematiche linfatiche, venose, varici. Anche la zona bacino viene fortemente colpita cambiando notevolmente il profilo estetico. Come accennato le cause della cellulite sono molteplici e si può affermare che la sua evoluzione avvenga per gradi partendo da una ‘semplice’ stasi venoso-linfatica. Tale fase si evolve in quella che viene definita fase essudativa, la vasodilatazione si accentua ed è a questo punto che la cellulite diventa più ‘fastidiosa’ (corrisponde circa all’inizio del 2° stadio della morbida e molle), in quanto inizia a generare quei noduli legati alla degenerazione del connettivo. La fase più ‘patologia’, solitamente legata al 3° stadio, è quella sclerotica cicatriziale. Alla luce di quanto detto, è facile capire che la soluzione migliore sarebbe iniziare a prendere provvedimenti – non occasionali ma duraturi – fin dalla più giovane età e al primo manifestarsi delle condizioni che generano questo processo degenerativo. Quali sono queste strategie? O meglio, quali sono i fattori che contribuiscono a scatenarne l’evoluzione? La cattiva alimentazione, lo stress, la mancanza di circolazione, l’alterato equilibrio ormonale, lo scarso apporto di acqua, l’eccesso di sodio, gli stati tossici da farmaci o altri fattori, gli abiti stretti, le calzature con tacchi alti, la mancanza di movimento, la stitichezza, il fumo e l’alcool, le problematiche epatiche e renali. Va dettò però che i due fattori principali sono certamente di origine endocrina, circolatoria e anche di biotipo costituzionale. Un ruolo fondamentale lo giocano inoltre gli squilibri legati agli ormoni femminili (progesterone, estradiolo, prolattina) e al susseguirsi di oscillazioni soprattutto di adrenalina, cortisolo, insulina. Per questo motivo le pillole anticoncezionali – soprattutto quelle di vecchia generazione e non le moderne trifasiche o a basso dosaggio – predisponevano all’insorgere del fenomeno. Per il medesimo motivo ormonale, l’alternarsi del mestruo crea situazioni favorevoli all’instaurarsi di questa patologia (solitamente nel periodo premestruale si nota un aumento dell’edema).

Il buon istruttore dove sapere che il primo approccio deve essere primariamente di tipo aerobico, ma senza tralasciare un buon effetto di tonificazione. Questo significa attività a circuito. Gli esercizi per le gambe devono essere fatti ma senza fare soffermare il sangue, quindi con un principio PHA mandando sangue da una parte all’altra del corpo. Meglio evitare le ripetizioni alte, stare sulle 10/12 reps ma con un carico che ne permetterebbe 15/20. Dal punto di vista della diagnosi più dettagliata una delle metodiche più usate è la Termografia per valutare l’irrorazione sanguina della zona. Come già detto l’attività fisica è determinante perché aiuta il metabolismo e la circolazione, soprattutto considerando che – in molti casi – anche l’attività lavorativa, troppo seduta o sempre in piedi in posizioni statiche, non favorisce certamente la soluzione. L’intervento deve comunque essere multidisciplinare per cui, è bene affiancare all’attività fisica un costante e continuo controllo alimentare che deve prevedere un aumento considerevole dell’apporto idrico, poi un aumento delle fibre, mentre una limitazione dell’apporto di sodio e di tutti i cibi, come conservati e insaccati, che ne contengono grandi quantitativi.

La scelta dei cibi deve essere orientata a limitare i grassi saturi mentre i poli e monoinsaturi sono indicati, soprattutto gli EFA che sono di primaria importanza. In questo senso è utile anche un integrazione di Omega 3. Occorre privilegiare tutti gli alimenti a basso indice glicemico (eliminare quindi dolci e zucchero raffinato) e limitare le bevande nervine (tè e caffè). Inutile sottolineare la dannosità degli alcolici e quindi anche di molti ‘rilassanti’ momenti alla moda come l’aperitivo dove fra spritz, salatini, etc. non si fa certamente una sana azione anticellulite… In linea generale, occorre cambiare lo stile di vita eliminando la possibilità di accumulare anche tossine da stress. Molto utile l’uso di integratori come drenanti e favorenti il tono della parete capillare, che agiscono anche sul piano della attività antiossidante (contro le tossine e radicali liberi), favorendo la permeabilità delle membrane cellulari e l’elasticità dei tessuti. Rientrano fra questi, la Pilosella e la Betulla, vite rossa e flavonoidi in genere. A ulteriore supporto e per una maggiore efficacia, ci possono essere – secondo l’entità e gravità del problema – degli interventi a carico dell'estetista oppure di medicina estetica eseguiti da personale medico (tabella 1). Poiché, in base a quanto descritto, il problema cellulite ha diverse sfaccettature, il modo migliore di intervenire è certamente quello di un approccio combinato fra più figure professionali.


TERAPIE MEDICHE
Mesoterapia: pluriniezioni cutanee di miscele di farmaci
Laser: laser a basso impatto localizzato sulla zona
Ozonoterapia: iniezioni locali di ozono
Liposuzione/liposcultura: interventi chirurgici con asportazione di cellule adipocitiche
Elettrolipolisi: impulsi elettrici sotto cute trasmessi tramite aghi
Crioterapia: somministrazione locale di farmaci tramite un elettrodo contenente soluzione ghiacciata di principi attivi

TERAPIE ESTETICHE
Pressoterapia: gambali pneumatici che alternano la pressione per un potente massaggio
Linfodrenaggio: massaggio manuale seguendo i principi del massaggio connettivale e dei linfonodi
Elettrostimolazione: impulsi elettrici superficiali con frequenze di 70 Hz e contrazioni da 5”
Creme: stimolazione cutanea manuale per la penetrazione del principio attivo della crema
Endermologie: rulli ad azione compressiva e contemporaneamente riattivativa

Tabella 1: alcune delle terapie estetiche o mediche a supporto di alimentazione e allenamento