Chi l’ha detto che gli amici a quattro zampe possono solo fare compagnia e aiutare a divertirsi? In realtà, possono anche essere uno stimolo per dedicarsi al proprio benessere fisico e bruciare i grassi. Combinando il suo amore per gli animali e la passione per il fitness, la statunitense Alexis Miller propone con grande successo il “Puppy Pilates’, ossia lezioni svolte con simpatici cagnolini allo studio Cisco di Ashville in North Carolina. Dietro c’è anche uno scopo benefico, in quanto una parte del ricavato va alla Ashville Humane Society che si occupa di animali. In più, chi non ha un cane e vuole partecipare, può adottare – senza alcun costo aggiuntivo – un cagnolino messo a disposizione dallo studio. Un modo nuovo di allenarsi che si basa sui risultati di studi che hanno scientificamente dimostrato gli effetti benefici degli animali domestici e, soprattutto, dei cani sulla vita dell’uomo. Secondo una ricerca pubblicata nel 2011 dal “Journal of Physical Activity & Health”, i proprietari di cani hanno maggiori probabilità di raggiungere i loro obiettivi fitness rispetto a chi non li ha. E ancora, secondo i ricercatori della Michigan State University hanno anche il 34 per cento in più di probabilità di effettuare 150 minuti di camminata alla settimana.

 
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Come da delibera del CONI n°1574 del 18/07/2017 dal 1 Gennaio 2018 è entrato in funzione il nuovo Registro Coni 2.0 finalizzato al riconoscimento ai fini sportivi delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche.

Questo deciso mutamento del registro è caratterizzato da numerose novità aventi il preciso obiettivo di porre al centro del sistema sportivo l’associazione/società sportiva e l’attività svolta dalla stessa nell’ambito dei programmi sportivi e di formazione approvati dagli organismi affilianti. Altri due importanti traguardi che si raggiungeranno saranno quello di ottenere un unico Registro dello sport nazionale ed infine semplificare l’attività d iscrizione al registro da parte della associazione.

CHI PUO’ ACCEDERE
Il legale rappresentate di una Associazione o Società sportiva dilettantistica iscritta al Registro per il tramite di una Federazione, Discipline Associate o Ente di Promozione potrà accedere, previa autenticazione, al portale dedicato del registro.
Una volta effettuata l’autenticazione si potranno verificare i dati trasmetti dagli organismi affilianti, stampare il documento di riconoscimento e accedere ad ulteriori funzioni.

AUTENTICAZIONE
Il primo passo sarà quello si accreditarsi – chiedere nuova utenza – alla pagina https:/rssd.coni.it/ , cliccare sul link al punto a modulo per la registrazione on-line e consentire l’informativa sulla privacy che apparirà dopo il click.
Una volta fornito il consenso, per mezzo del pulsante verde do il consenso, si potrà procedere al modulo Richiesta Utenza per società/associazione sportiva che avvia la procedura. Il primo dato richiesto è il codice fiscale dell’ente. Si rimarca come tale dato deve essere preventivamente trasmesso da parte dall’organismo al quale il connubio associativo risulta affiliato.
Compilato l’inserimento si potrà poi procedere col completamento dell’anagrafica del legale rappresentante. Nella parte inferiore della schermata dovranno essere inseriti i recapiti del centro; di particolare importanza è l’indirizzo mail al quale verranno trasmesse, così come previsto dall’art. 4 comma 7 del Regolamento di funzionamento del Registro, tutte le comunicazioni rendendole in questo modo “conosciute”.
Al termine di questa prima fase si potrà stampare la Dichiarazione Sostitutiva che conterrà i dati inseriti nel modulo on-line.
Il legale rappresentante dovrà scaricare questo documento, firmarlo e rispedirlo tramite la funzione di upload presente. Il documento caricato dovrà anche contenere un documento di riconoscimento in corso di validità del richiedente.
Prima di terminare la parte di Richiesta Utenza l’utente dovrà Confermare l’autenticazione. Confermate le informazioni, il Presidente riceverà una mail all’indirizzo indicato nel corso della compilazione del quadro “recapito centro”.

PRIMO ACCESSO
Terminata questa prima fase, l’utente, grazie ai dati ricevuti, potrà accedere al sistema dal link https:/rssd.coni.it/. Al primo accesso il sistema richiederà automaticamente di re-impostare la password che dovrà rispettare dei requisiti minimi di sicurezza. Completata questa fase da questo momento il legale rappresentate potrà accedere al proprio profilo.

IL NUOVO SISTEMA
Nella parte alta della schermata, compariranno le funzioni Società, Rendiconto, Ricevute, Stampe e Profilo Utente.

Analizziamo rapidamente ciascuna funzionalità.

SOCIETA’
Cliccando sulla funzione società compaiono una serie di sottoschede concernenti alle informazioni del soggetto affiliato acquisite nel Registro. Nella prima di queste sottoschede – anagrafica – si potranno vengono raccolte le informazioni presenti all’interno del Registro relative alla anagrafica Società sportiva. Una particolarità importante, nel caso in cui l’organismo affiliante fa ancora riferimento per l’anno 2018 al cosiddetto iter standard adranno obbligatoriamente inseriti gli estremi di registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto. Nella seconda, denominata Recapiti, cataloga tutti i soggetti e le persone di riferimento trasmesse dagli organismi sportivi per le singole affiliazioni. In questa sezione si potranno anche applicare filtri temporali o dell’organismo di affiliazione. Nella pagina consiglio viene invece visualizzata la composizione del consiglio direttivo così come è stata trasmessa da parte dai soggetti affilianti. All’interno della sezione impianti è indicato l’impianto principale, le discipline praticate e quale è stato l’organismo che ha inserito tale informazione. La funzione affiliazione consente di visualizzare tutte le affiliazioni riferite alla sportiva avvenute nel corso degli anni. L’ultima divisione tesserati vengono visualizzati i tesserati trasmessi. Su questi nominativi il sistema effettua un controllo automatizzato sul Codice Fiscale confrontandolo con quello attribuito risultante dall’Agenzia delle Entrate: è dunque possibile che alcuni tesserati, i cui dati non siano stati riscontrati, siano dunque esclusi dall’elenco.

RENDICONTO
Grazie a questo pannello l’ente potrà inserire il proprio rendiconto dell’esercizio sociale nelle voci pre-impostate e permettendo il caricamento di quello approvato dall’organo assembleare. Nel termine di 10gg si potrà correggere eventuali errori, esperito tale termine il documento e i dati caricati non saranno più modificabili.

RICEVUTE
Questa funzionalità potrà essere utilizzata per gestire le ricevute emesse dalla associazione. Pure le ricevute connesse ad attività detraibili relative a quelle svolte dai minori tra i 5 e i 18 anni potranno essere gestite per mezzo di questa sezione.

STAMPE
Quest’ultima consente di stampare il Certificato di Riconoscimento ai fini sportivi. Tale funzionalità risulta inibita qualora neppure un rapporto di affiliazione risulti valido al momento della richiesta di stampa. Nell’angolo in basso a destra del Certificato stampato compare un codice QR che consente di monitorare le affiliazioni da dispositivo mobile. 

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Lunedì, 22 January 2018 11:22

SunShi, drenaggio profondo

CON QUESTA NUOVA TECNICA MANUALE, IDEATA DA PALOMBINI E IZZO, L'ISTRUTTORE FITNESS PUÒ DARE BENESSERE AI PRATICANTI.

Drenare la fascia. Questo è lo scopo più importante della nuova tecnica di frizionamento profondo denominata SunShi, il massaggio connettivale linfodrenante con cui si entra in profondità con la mano. Il termine stesso infatti deriva da ‘Shi’, che in giapponese vuol dire ‘dito’ e ‘Sun' che in inglese significa invece “sole”. Proprio per le sue peculiarità il SunShi – tecnica ideata da Fulvio Palombini e Viviana Izzo – è anche un marchio registrato che fa parte del metodo Palombini, in quanto è in continuità genetica con lo shiatsu soprattutto per l'incipit filosofico di cui entrambi sono depositari: la forza biologica. «Il SunShi – raccontano i due ideatori -, con i suoi pulsing, migliora l'elasticità dei connettivi e riattiva lo scambio osmotico dei liquidi tra i tessuti che compongono il nostro organismo. Anni di esperienze cliniche ci offrono la convinzione che molte disfunzioni dell’apparato locomotore, derivino originariamente da stasi circolatoria con particolare riguardo alla circolazione dei liquidi extra-vascolari. Il SunShi libera la fascia tessutale dal ristagno metabolico permettendo il miglioramento delle funzioni della componente motoria muscolo-fasciale. Il punto nodale dell'efficacia di questa nuova tecnica si colloca proprio nella profondità dell'azione esplicata sui tessuti. Il corpo umano è composto per trequarti d'acqua, il peso dell'acqua in un individuo di 60 chili è di circa 40 chili. È noto che il sangue contenuto nel sistema vascolare sia solo di 4-5 litri. Dove si trovano quindi gli altri 35 litri di acqua? È un grande lago sommerso all’interno dei nostri tessuti, un grande lago che deve comunque muoversi, depurarsi. Si torna all’inizio: la forza biologica – mettere nella condizione di guarire – dare letteralmente una mano all’organismo. La possibilità dell'autoriparazione deve essere concepita, insegnata, trasferita, nel comune intento di salvaguardare la persona e il suo ‘star bene'».

In termini pratici, il SunShi stimola il drenaggio profondo attraverso manovre di scorrimento tessutale, alternate a compressioni meccaniche costanti. Effetti immediati ed evidenti sono il rilassamento mio-fasciale, la stimolazione della diuresi, il marcato effetto antidolorifico, la generale sensazione di benessere e fluidità dei movimenti. La fascia si ammorbidisce recuperando la sua funzionalità meccanica e metabolica per una combinazione di risposte biochimiche e neurologiche che necessitano ancora di studi approfonditi e sperimentazioni, tuttavia le evidenze in cabina ci stimolano ad apprezzarlo ogni giorno e suggeriscono l’utilità della diffusione di questo nuovo metodo. Sono cinque le manovre basilari attraverso cui si esprime il massaggio SunShi. Pollici e palmi delle mani si alternano a una particolare modalità di impastamento dei tessuti. L’azione è rivolta alle resistenze del tessuto connettivo compenetrato in ogni parte dell’organismo. I pollici individuano linee precise di lavoro e l’intero palmo coadiuva l’azione da svolgere in quel dato punto della fascia. La tensione connettivale indotta innesca risposte vascolari con aumento del flusso sanguigno e conseguenti riscaldamento tessutale e miglioramento della scorrevolezza fasciale. È esattamente questo l’obiettivo. I tessuti si scaldano, divengono più malleabili e quindi trattabili. Noduli tessutali presenti in molte disfunzioni muscolo-fasciali si spianano, la soglia del dolore si alza. L’osservazione evidenzia la liberazione della fascia tessutale dal ristagno metabolico, conseguente incremento dell’irrorazione e miglioramento delle funzioni motorie. Il beneficio è tanto più incisivo quanto più si agisce sulla resistenza del tessuto connettivale. Il punto limite è naturalmente soggettivo come soggettiva è la soglia del dolore; l’operatore non dovrà mai superare il limite. Eserciterà uno stimolo profondo non doloroso. Il corpo umano è un articolato sistema di tessuti in cui non esistono interruzioni. Il connettivo connette tutto con tutto, collega l’interno e l’esterno degli organi con l’interno e l’esterno del sistema nervoso. Ne consegue che ogni tecnica manuale dovrebbe essere preliminarmente denominata connettivale e che il termine mio-fasciale è in questa sede volutamente utilizzato per restringere la visione al tessuto muscolare in sé e alla sua fascia nello studio pratico della tecnica per facilitare la spiegazione e l’applicazione zonale dei trattamenti. Non si può infatti dimenticare che si interviene sempre e comunque contemporaneamente sul sistema nervoso, sui tessuti vascolari, su un sistema complesso e unitario, su una continuità fasciale che vitalizza l’intero organismo per mezzo di trazioni che essa stessa compie nella rete strutturale.

«Già in 50 ore di corso – concludono Palombini e Izzo -, si può acquisire una buona manualità in questa tecnica, anche se poi sarà la pratica continua a fornire la giusta esperienza. Un buon istruttore di fitness può dunque facilmente apprendere un sistema che dona molto benessere anche ai praticanti. Il SunShi è molto versatile in quanto, non solo è utile per tutti, ma può trovare una buona applicazione nell’ambito di tecniche estetiche, mediche e riabilitative».

 

Pubblicato in Performance n. 1 - 2017
Lunedì, 15 January 2018 13:31

Yoga c’è?!

A sorpresa, la Delibera n.1566 del 20.12.2016 il CONI, individuando le discipline sportive la cui pratica consentirà alle Associazioni e alle Società sportive l’iscrizione al Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche detenuto dallo stesso CONI e da cui deriverà il “riconoscimento ai fini sportivi”, escludeva dall’elenco, tra le tante, anche la disciplina YOGA.

Considerato che lo YOGA è praticato da circa 1,5 milioni di italiani, vista anche la Carta Europea dello Sport del Consiglio D’Europa del maggio 1992 che dopo aver invitato i governi nazionali, nell’articolo 1, a promuovere lo sport come fattore importante per lo sviluppo umano, enunciava la propria definizione di SPORT sostenendo che per Sport si intende “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”, le numerose istanze miranti a ricomprendere yoga tra le discipline riconosciute venivano apparentemente recepite da Giovanni Malagò. Il Presidente Nazionale del Coni, il quale in conferenza stampa comunicava ai giornalisti che la disciplina sarebbe rientrata nell’elenco di quelle riconosciute a fini sportivi: “Stiamo effettuando i controlli necessari anche con il Cio – dichiararava Malagò – ma posso affermare che dopo l’estate lo Yoga sarà riconosciuto come disciplina sportiva”.

Disattendendo in parte questa affermazione, in data 4 gennaio sul sito del CONI appariva questa comunicazione

Pubblicato: 04 Gennaio 2018

Il CONI – in merito alle richieste di chiarimento pervenute relativamente al riconoscimento dello yoga come disciplina sportiva ammissibile per l’iscrizione al Registro delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche – precisa che, nonostante non sia disciplinato da nessuna Federazione Internazionale riconosciuta dal CIO, si è attivato facendo in modo che alcune Federazioni Sportive Nazionali, tra cui la Federginnastica e la Federpesistica, considerino lo yoga come “attività propedeutica” alle discipline di competenza.

Cosa se ne evince? Proviamo a dare una risposta: che è possibile praticare YOGA con tutte le agevolazioni fiscali connesse (anche riguardanti gli istruttori ed i compensi sportivi), ma solo se affiancato alla attività di ginnastica (nelle sue varie accezioni incluso il fitness) o ….. alla cultura fisica (!). L’importante è che non risulti, statutariamente e nella pratica, quale attività esclusiva.

Riassumendo:

1 – qualora si abbia uno statuto che prevede Yoga come attività esclusiva, si potrà rimanere affiliati ASI e godere delle agevolazioni fiscali, senza iscrizione a registro CONI ed esclusa la possibilità di pagare compensi sportivi agli istruttori (dovranno avere partita iva, agevolata).

2- oppure, andrà modificato lo statuto, prevedendo Yoga come attività propedeutica, complementare ad altre attività ginniche o di cultura fisica. In questo caso si verrà iscritti a registro CONI e si manterranno tutte le agevolazioni fiscali, inclusa la possibilità di pagare compensi agli istruttori.

No comment.

P.S. qualora desideriate riformulare lo statuto, i nostri uffici possono provvedervi, prevedendo un contributo associativo per la redazione pari a 150 € (per gli affiliati ASI). IBAN ASI: IT47U 01030 12105 000002029175.

Rivolgendovi a: ed a (entrambi). Lo statuto verrà modificato (tramite verbale assembleare) ed inviato in pdf non editabile.

Nella richiesta oltre al bonifico, allegate l’attuale statuto ed atto costitutivo. Indicando dati anagrafici e codice fiscale dei componenti il consiglio direttivo e data di svolgimento (futura) della assemblea sociale che modificherà l’attuale Statuto. Sarà la stessa data che verrà riportata sul verbale assembleare e sullo statuto.

Dovrete quindi sottoporre il testo all’approvazione assembleare e procedere ad una nuova registrazione dello stesso con conseguente pagamento della tassa di registro. 

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Mercoledì, 10 January 2018 11:03

Pronti per il registro CONI 2.0?

Novità in vista a partire dal 1/1/2018 per il Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche: le annuncia una circolare del Presidente Malagò – in arrivo in questi giorni a tutte le ASD/SSD affiliate – che rende nota la delibera del Consiglio Nazionale n.1574 del 18/7/2017 con la quale è stato adottato il nuovo regolamento per il funzionamento del Registro.

Le novità introdotte – afferma Malagò – consentiranno di ottenere un Database dello sport nazionale completo e, alle singole associazioni/società sportive di poter dimostrare in sede di controlli da parte dei soggetti istituzionali (Agenzia delle Entrate, SIAE, INPS) la loro reale natura sportivo-dilettantistica.

MA QUALI SARANNO I DATI AGGIUNTIVI DA FORNIRE AL REGISTRO 2.0?
Innanzitutto i codici fiscali e le qualifica di ogni tesserato: sono dati che già si raccolgono in sede di affiliazione e di tesseramento e che verranno forniti da ASI al nuovo registro. Verranno inoltre raccolti dati su eventi sportivi, didattici e formativi. Il nuovo registro prevede inoltre alcune funzionalità opzionali e quindi non obbligatorie quali l’inserimento del rendiconto economico-finanziario/bilancio o delle singole fasi di gara.

E I PASSI DA SEGUIRE?
All’iscrizione al registro provvederanno direttamente gli enti come ASI una volta conclusa la fase di affiliazione e tesseramento ( utilizzando i dati raccolti e da raccogliere per l’affiliazione e per il tesseramento).

Si richiede invece alle ASD/SSD già iscritte di accreditarsi alla nuova piattaforma per recuperare i dati esistenti, stampare il certificato e utilizzare le eventuali funzioni opzionali: sarà sufficiente collegarsi all’indirizzo https://rssd.coni.it/ e seguendo le istruzioni, chiedere una nuova utenza (username e password) ed effettuare il nuovo login.

manuale utenza CONI (clicca qui per istruzioni facilitate)

Dunque, tenersi pronti!

E seguire queste due raccomandazioni.
La prima: essere precisi e ordinati nella raccolta e nella trascrizione/inserimento dei dati (soprattutto dei codici fiscali, dove basta poco per sbagliare!).
La seconda: essere attenti alle richieste che vi manderemo e puntuali nelle risposte. 

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L’avvenuto inserimento, da parte del Ministro dello Sport Lotti, nello schema della prossima legge di Bilancio di una serie di provvedimenti sullo sport, tra i quali la creazione di una figura di società sportiva dilettantistica lucrativa, ha scatenato, sulla stampa e sui social notevoli polemiche. Tutti gli enti di promozione sportiva si sono schierati compatti contro questo provvedimento che potrebbe anche, pertanto, non avere, nel suo iter parlamentare, vita facile.

Dato per premesso, quindi, che stiamo parlando di una ipotesi di lavoro non possiamo che salutare con favore l’eventuale approvazione del provvedimento.

Innanzitutto dobbiamo evidenziare due aspetti in premessa. In origine anche lo sport professionistico prevedeva la partecipazione solo di società non lucrative. È solo con la novella del 1996 alla L. 91/1981 che per il professionismo sportivo è stata aperta la porta alla lucratività. Altrettanto accadeva con le imprese sociali, inizialmente solo “non profit” (D.Lgs. 155/2006) e ora, dopo la riforma del terzo settore, il D.Lgs. 112/2017, che ha integralmente rivisto la materia al suo articolo 3, comma 3, ne contempla la possibilità (sia pure parziale e limitata) di distribuire utili.

Se appare altrettanto pacifico che molti sodalizi dilettantistici hanno volumi d’affari più cospicui di molte realtà professionistiche, la domanda che sorge spontanea è: perché il mondo dilettantistico non dovrebbe aprire al profitto?

La funzione iniziale della non lucratività era legata alla crescita per investimenti interni. Le risorse che venivano prodotte, avendo l’obbligo di reinvestimento integrale, avrebbero prodotto incremento di attività.

Questo nei fatti non avviene. Anche (ma ovviamente non solo) a seguito della possibilità di riconoscere ingenti “compensi sportivi”, di fatto scarsissime risorse prodotte dal mondo dilettantistico vengono reinvestite all’interno dello stesso.

La crisi della finanza pubblica impone la necessità di destinare capitali privati in favore dello sport dilettantistico e solo remunerandolo avremo la possibilità di ricercarlo.

È sufficiente che la norma mantenga ben definiti e differenziati i due percorsi, quello non lucrativo e quello for profit. D’altro canto nel sociale abbiamo infiniti esempi di convivenza, nello stesso settore, di attività lucrative e attività che invece statutariamente non lo sono.

Qualche battuta sul testo che ha iniziato il suo iter parlamentare. Viene previsto, come già accade anche per l’impresa sociale, che la figura della società sportiva dilettantistica lucrativa potrà essere costituita facendo riferimento a tutte quelle previste dal libro quinto del codice civile. Potranno essere, pertanto, costituite, oltre che in forma di società di capitali o cooperativa, anche come società di persone (ad esempio società in nome collettivo).

A pena di nullità lo statuto dovrà indicare la dicitura “società sportiva dilettantistica lucrativa”, nell’oggetto sociale lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche (si segnala che detta attività non necessariamente deve essere prevalente, pertanto, potrà essere inserita all’interno di altre attività imprenditoriali poste in essere dalla società sportiva medesima, ad esempio gestione di un centro estetico o di dimagrimento), il divieto per gli amministratori di ricoprire analoghi incarichi in altre associazioni o società sportive dilettantistiche, norma già presente al comma 18-bis dell’articolo 90 della L. 289/2002, e, come novità, l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, “in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo”, la presenza di un laureato in scienze motorie con la qualifica di direttore tecnico.

Questa appare la parte più “incompiuta” della bozza di testo in esame, in quanto, per come attualmente formulata, dovrebbe essere applicata anche in occasione della disputa di gare sportive con ingresso a pagamento per gli spettatori, che, ove così fosse, non se ne comprenderebbe assolutamente la ratio.

Con ogni probabilità il legislatore ne voleva limitare l’istituzione solo alle attività corsistiche svolte in palestra ma la terminologia usata appare equivoca. Così come dubbi permangono, sia sulla necessità obbligatoria della presenza del responsabile tecnico per tutta la durata della apertura del centro (in tal caso sarà necessario almeno incaricare due soggetti diversi a tale mansione), sia su quali siano le sue effettive responsabilità in merito al ruolo ricoperto.

Viene prevista la riduzione al 50% dell’aliquota Ires e l’aliquota Iva applicabile sulle prestazioni al 10%.

Ciò dovrebbe significare l’assenza di ogni forma di attività istituzionale, pertanto, tutti i proventi diventerebbero soggetti ad Iva e componenti positivi di reddito, nonché tutti i costi inerenti sarebbero deducibili. Non sarebbe più necessario, pertanto, inserire in statuto i criteri, tanto bersagliati, previsti dall’articolo 148 del Tuir. Ovviamente non si potrebbe neanche godere delle agevolazioni per l’attività commerciale della L. 398/1991.

Sarà comunque necessario che le Federazioni e gli enti di promozione sportiva recepiscano nei loro regolamenti questa nuova realtà e adottino le relative modifiche ai loro regolamenti.

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Lunedì, 08 January 2018 16:58

Alla scoperta del Water Pipe

UN ATTREZZO SEMPLICE, ECONOMICO E GENIALE CHE CONSENTE DI SVOLGERE NUMEROSI ESERCIZI PER INCREMENTARE LA FORZA DEL CORE, DEGLI STABILIZZATORI DELLA SCHIENA E PER AUMENTARE LA PERFORMANCE.

LA CAPACITÀ PROPRIOCETTIVA È UNA PARTICOLARE SENSIBILITÀ ATTRAVERSO LA QUALE L’ORGANISMO HA LA PERCEZIONE DI SÉ IN RAPPORTO AL MONDO ESTERNO, SENZA NECESSARIAMENTE UTILIZZARE LA VISTA, IL TATTO O L’UDITO. IL WATER PIPE PUÒ AUMENTARE TALE ‘SENSIBILITÀ’ GRAZIE ALL’INSTABILITÀ CAUSATA DA UN CENTRO DI MASSA NON FISSO.

Gli obiettivi del fitness e della preparazione atletica specifica sono di aumentare la performance, prevenire gli infortuni e migliorare lo stato psico-fisico della persona attraverso l’allenamento. Ogni movimento che eseguiamo è una manifestazione del sistema nervoso tramite particolari strutture , chiamate ‘propriocettori’, che elaborano e forniscono informazioni affinché avvenga una qualsiasi forma di gesto corporeo. La capacità propriocettiva è una particolare sensibilità attraverso la quale l’organismo ha la percezione di sé in rapporto al mondo esterno, senza necessariamente utilizzare la vista, il tatto o l’udito. L’equilibrio, ad esempio, mantenuto nella postura eretta è un tipico esempio di come i meccanismi propriocettivi siano coinvolti. Per aumentare tale ‘sensibilità’ si tende a esasperare la difficoltà di controllo del movimento con esercizi su superfici instabili o a baricentro variabile, senza però ovviamente mettere in stato di pericolo il soggetto. Il Water Pipe, racchiude in sé questi due elementi: l’instabilità causata da un centro di massa non fisso. È un attrezzo relativamente semplice e consiste in un tubo in pvc di lunghezza e diametro variabile contenente una quantità di acqua sufficiente a creare movimento all’interno del tubo stesso. Ovviamente più il tubo è lungo e più diventerà difficile utilizzarlo, mentre se il tubo è di lunghezza inferiore sarà più semplice. In genere, quelli più corti sono riempiti con meno acqua perché è fondamentale che questa abbia spazio sufficiente per spostarsi da un lato all’altro del tubo. Questa è la sua forza e ciò che rende l’allenamento con il Water Pipe difficoltoso. L’ondeggio del liquido, infatti, crea continuo sbilanciamento dell’assetto provocando non pochi problemi a svolger esercizi che a carico stabile si riuscirebbe a fare tranquillamente con pesi superiori. Ogni richiesta di esercizio con il Water Pipe quindi, da una semplice camminata a una spinta delle braccia verso l’alto, viene resa difficoltosa dalla gestione di un attrezzo a baricentro mobile. L’utilizzo del Water Pipe è molteplice e spazia dal campo del recupero funzionale al fitness (come attrezzo non convenzionale) e fino all’allenamento specifico per discipline sportive. La possibilità di rendere il Water Pipe ‘personale’ – a livello di lunghezza e diametro – permette di essere utilizzato da chiunque voglia cimentarsi in un allenamento all’insegna del controllo corporeo che solo un attrezzo del genere può offrire. Premesso che nessun attrezzo può sostituire un classico bilanciere, tengo comunque a sottolineare che la capacità di gestire un peso ‘vivo’ offre un elevato incremento della forza del core, degli stabilizzatori della schiena e un aumento della performance. Soprattutto negli sport di contatto, quali rugby, lotta, judo e altri, in quanto gli atleti, in questione, avranno a che fare con avversari che non permetteranno loro di vincerli. Anche nella vita quotidiana il saper gestire pesi non fissi, risulta essere fondamentale e offre un elevato transfer, dal semplice tenere in braccio un bimbo, a trasportare un plateau di acqua o portare a spasso il cane. Attualmente, grazie all’appoggio della Federazione Italina Fitness e della società per la quale collaboro come preparatore atletico, il Biella Rugby, sto creando un format di allenamento con il Water Pipe. Tale corso analizzerà i vari esercizi che si possono fare con questo attrezzo e i vari ambiti di applicazione del medesimo. In cantiere anche la produzione di Water Pipe, di lunghezze e diametri diversi, con maniglie e non, sempre all’insegna della semplicità, economicità e dei risultati che contraddistinguono questo fantastico attrezzo.

Pubblicato in Performance n. 3 - 2017

CONDIZIONI D'ACCESSO SPECIALI PER GLI ASSOCIATI DELLA FEDERAZIONE ITALIANA FITNESS.

Mercedes Hernandez Marrero, direttrice della Real Madrid Graduate School – Universidad Europea, spiega le caratteristiche della sua scuola e della collaborazione siglata con la Federazione Italiana Fitness.

Quali sono in breve le proposte formative della Real Madrid Graduate School - Universidad Europea?
«La nostra scuola trascende i limiti dello sport e forma professionisti di spicco in tutte le discipline che, in qualche modo, sono connesse con il settore sportivo. I programmi post-laurea coprono diverse aree e sono rivolti a laureati e professionisti di diversi settori legati allo sport sia professionistico che amatoriale. La scuola nasce con una chiara vocazione internazionale, così come le due istituzioni che la supportano. Da un lato, il Real Madrid C.F., che ha trasformato un’azienda spagnola in un riferimento mondiale e dall’altra parte, la Universidad Europea di Madrid, come membro della rete Laureate International Universities, un leader mondiale nell’istruzione superiore. L’approccio professionale della Real Madrid Graduate School – Universidad Europea segna la linea formativa di ciascuno dei master: professionisti del più alto prestigio nelle rispettive aree, sia del Real Madrid che della Universidad Europea, partecipano alla preparazione e all’erogazione dei programmi. Le tre principali aree di sono: “Management e diritto”, “Sport e Salute”, “Comunicazione e Marketing”. Questi programmi vengono offerti in spagnolo o inglese in modalità presenziale od online».

Perché un accordo con la Federazione Italiana Fitness?
«Così come la Real Madrid Graduate School – Universidad Europea è un punto di riferimento nel settore dell’istruzione superiore in tutte le discipline legate allo sport, la Federazione Italiana Fitness è un punto di riferimento nel settore del fitness. L’accordo tra FIF e Real Madrid Graduate School - Universidad Europea cerca di promuovere e facilitare l’esperienza formativa internazionale di alto livello alla quale i membri FIF possono accedere per diventare professionisti di successo nel settore dello sport».

Cosa prevede l’accordo raggiunto tra la Real Madrid Graduate School - Universidad Europea e la Federazione Italiana Fitness?
«Condizioni di accesso speciali per i membri FIF che vogliono essere formati attraverso uno qualsiasi dei programmi attualmente offerti dalla Real Madrid Graduate School – Universidad Europea».

Quali i vantaggi per un appassionato di fitness o istruttore associato FIF?
«L’accordo cerca di unire il prestigio e l’esperienza di entrambe le istituzioni al fine di fornire ai membri FIF una formazione internazionale impartita da professionisti rinomati del settore sportivo che condivideranno le migliori esperienze e gli strumenti necessari per aiutarli a diventare professionisti di successo nel mondo dello sport».

Pubblicato in Performance n. 3 - 2017

Con la delibera CONI del dicembre scorso, il Comitato Olimpico Nazionale ha iniziato il percorso di ridefinizione della lista delle discipline sportive rientranti nel concetto di “Sport”, e continuiamo ad aspettare l’elenco definitivo. Dopo un primo momento di “tensione” causato dai molti sport e discipline esclusi, con la delibera del maggio 2017 si tornano a placare un po’ gli animi. Il CONI recepisce infatti le richieste delle FSN, delle DSA e degli EPS, inserendo alcune delle attività precedentemente escluse e spostando i termini per l’adeguamento e l’attività di bonifica sulle attuali iscrizioni al Registro a gennaio 2018.

Nonostante l’elenco delle attività certificate sembri ancora mancare di omogeneità, è importante notare come siano state inserite delle categorie residuali, tra cui le più recettive sono la n. 111 “attività sportiva ginnastica finalizzata alla salute e al fitness” , e la n. 217 “attività con sovraccarichi e resistenze finalizzate al fitness e al benessere fisico”, ma anche “Musical Forms” per la Kickboxing, “attività ginnico-motorie acquatiche applicative alle discipline del nuoto” per gli Sport acquatici, in cui far confluire le discipline non esplicitate. Ecco che anche i grandi esclusi, GAG, Pilates, Zumba, CrossFit e più in generale tutta l’attività definita oggi genericamente “funzionale”, trovano la loro collocazione. Dentro anche lo Spinning, da sempre definito come il primo allenamento di indoor cycling.
Sono però ancora molte le discipline non certificate e se aspettiamo il prossimo Consiglio Nazionale di fine ottobre per l’inserimento dello Yoga, come preannunciato a gran voce dal Presidente Malagò a luglio, altre possono essere ricomprese sulla base del principio di estensione analogica con sport simili quali ad esempio il Krav Maga con il Sambo.
L’intento della manovra è stato subito chiaro, individuare correttamente i soggetti certificati come sportivi e che possono, in quanto tali, godere dei regimi agevolativi sotto il profilo fiscale, lavorativo e previdenziale. E infatti l’impatto su chi esercita e svolge attività non certificate, non è di poco conto:

  • la decadenza dell’iscrizione dal Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche per gli enti che esercitano esclusivamente attività non ricomprese;
  • il mantenimento della natura “commerciale” delle entrate relative alle stesse, che in caso di opzione per la Legge 398/91 non avrà però pesanti riflessi sotto il profilo fiscale;
  • la perdita delle agevolazioni contributive, previdenziali ed erariali per i contratti di collaborazione sportivo dilettantistica e amministrativo gestionali.

Nei prossimi giorni il quadro sarà più definito e auspichiamo davvero che CONI e CIO vogliano qualificare come disciplina sportiva anche lo yoga, che oltre ad essere usato dagli atleti grazie alla connessione mente spirito, è ormai una delle attività più diffuse all’interno di associazioni e società sportive dilettantistiche.

Pubblicato in Fitness news
Martedì, 14 November 2017 11:34

Spartan System® - Il nuovo corso FIF

UN NUOVO ED EFFICACE PROTOCOLLO DI ALLENAMENTO FIF COORDINATO DA FRANCESCO FIOCCHI

Un sistema basato su esercizi a corpo libero senza l’utilizzo di alcuna attrezzatura.

“Non hai bisogno di strumenti per allenarti, impara a utilizzare il tuo corpo.”
Si chiama Spartan System, una delle novità della nuova stagione della Federazione Italiana Fitness. Si tratta di un sistema di allenamento costruito per la preparazione generale delle arti marziali, degli sport da combattimento delle attività a carattere competitivo. Ho sviluppato personalmente questo protocollo di lavoro, come docente del settore Functional Training, in collaborazione con l’Università degli studi di Pavia e grazie al contributo della Facoltà di Scienze motorie di Voghera. Per spiegare la modernità di questo tipo di allenamento, mi piace citare una frase del ‘mago’ dell’automobile Henry Ford: “C’è vero progresso quando i vantaggi di una nuova tecnologia sono usufruibili da tutti”. Spartan System – infatti – non è solo un attività fitness, ma una filosofia di vita costruita sul modello spartano di condivisione, pragmatismo e sacrificio. Spartano perché? Perché è un allenamento che non richiede attrezzatura, ma anche in quanto necessita di concretezza, abnegazione, volontà, oltre che per il fatto che è realizzabile in qualsiasi contesto. È un sistema di allenamento “performante, totale e semplice” che offre ai praticanti le chiavi per ottenere risultati prestativi con il solo utilizzo del proprio corpo. Quali sono le caratteristiche intrinseche dell’allenamento?

Spartan System FIF è improntato su tre direttrici:
1. sviluppo delle capacità condizionali (forza, rapidità, resistenza, flessibilità)
2. co-partecipazione dei sistemi energetici
3. applicazione delle capacità coordinative (combinazione, orientamento, equilibrio, fluidità dei gesti, etc.).

La gamma motoria dello Spartan System conta centinaia di esercizi inquadrati in comparti (compounds). Ciascun comparto è diretto allo sviluppo di una o più capacità e può essere applicato singolarmente o integrato ad altri, generando molteplici tipologie di allenamento. Dall’integrazione di questi elementi nasce la periodizzazione dell’allenamento. Periodizzare significa stabilire una successione di periodi, la cui strutturazione – per quanto riguarda i contenuti, i carichi e i cicli – mira a ottimizzare i risultati. I periodi sono stadi successivi di un processo di allenamento. Pertanto Spartan System ha una struttura che racchiude tipologie specifiche di lavoro legate all’obiettivo del periodo, con forme e contenuti di allenamento differenti. Il focus è ottenere maggiore flessibilità, maggiore resistenza, maggiore rapidità, maggiore controllo del proprio corpo, maggiori capacità di analisi cognitiva. Molto importante è l’analisi cognitiva. Mentre nella maggior parte delle discipline non è richiesta analisi, strategia, variabilità degli schemi codificati, lo Spartan gioca su tutti questi elementi. Le strutture proposte si basano sul potenziamento degli elementi tattici. Sul connubio mente-corpo, sull’allenare la mente per allenare il corpo. Queste sono le caratteristiche che differenziano uno sportivo da un atleta. Questa è la filosofia Spartan!

In sinergia con la Federazione Italiana Fitness, il programma è stato strutturato in quattro master formativi:

1. SPARTAN SYSTEM TRAINING
2. JOINT MOBILITY & CORE TRAINING
3. ENDURANCE AND STRENGHT TRAINING
4. TRAINING SCHEDULE

Ogni master è rivolto alla conoscenza di un argomento portante della metodologia dell’allenamento: dalla resistenza e forza generale al rafforzamento del core, dalla flessibilità alle capacità di coordinazione motoria, passando per la programmazione del lavoro. Il tutto al fine di offrire al praticante una visione esaustiva del lavoro a corpo libero. Pur essendo svincolati l’uno dall’altro, il consiglio è di approcciarsi allo Spartan System con il master “Spartan System Training”. Questo corso tratta le basi generali del sistema, i comparti, la resistenza e la forza generale, l’allenamento sulla coordinazione motoria. Quest’ultimo elemento di analisi è approfondito anche con applicazioni pratiche. Per coloro che amano la programmazione del lavoro, il master “Training schedule” offre una panoramica a 360 gradi della strutturazione delle tabelle di allenamento e delle strutture proposte nei singoli periodi dell’annualità. Il corso di “Joint Mobility e Core Training” è orientato alla flessibilità e al rafforzamento del core. Un master, dunque, che propone esercizi di yoga dinamico, meccaniche di Brasilian jiu jitsu, movimenti multiplanari di rafforzamento del core. Per gli amanti della forza specifica e della resistenza anaerobica, infine, c’è il corso di “Endurance and Strenght Training” nel quale si analizzano i metodi di allenamento della forza nel lavoro a corpo libero e le basi per migliorare la prestazioni di resistenza. Questo è un grande progetto, frutto di cinque anni di lavoro sul campo, di sacrifici, di studio. Devo ringraziare chi ha creduto in questo lavoro, i miei ‘generali’ e la Federazione che mi ha fatto conoscere al pubblico. Vi aspetto in autunno per presentarvi lo Spartan System!

 © Performance Magazine - Settembre 2017

 

Pubblicato in Performance n. 2 - 2017
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