Sulla rivista New England Journal of Medicine è stato pubblicato uno studio combinato che ha messo a confronto (su over 65) gli effetti di solo allenamento aerobico, solo allenamento con pesi e la combinazione delle 2 metodiche.

L’obbiettivo era quello di verificare quale soluzione desse più risultati sia sotto l’aspetto della forza e del controllo e calo del grasso corporeo, della densità ossea (contrastando Sarcopenia e Osteopenia). L’alimentazione era uguale per tutti, bilanciata e che garantiva poco più di 1g di proteine x Kg peso. Allenamento di 3 volte a settimana. Il training aerobico era sui 60 minuti al 65% e gradualmente aumentato al 75%. L’allenamento con i pesi era di 9 esercizi con metodica total body, carico al 65/75% con reps fra le 8 e le 12. L’allenamento misto era 35/40 minuti di aerobica con 25/30 minuti di esercizi con i pesi. Venivano sempre fatti esercizi di mobilità ed equilibrio. Durante i 6 mesi di osservazione tutti hanno migliorato il punteggio ottenuto al Physical Performance Test, ma il gruppo che ha ottenuto il punteggio più alto è stato quello dell’allenamento misto. La massa grassa è calata leggermente di più nel gruppo aerobico, ma forza e densità ossea sono stati migliorati dalla presenza dei carichi. 

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Non conta solo cosa e quanto si mette nel piatto ma anche a che ora si mangia.

Questo perché secondo diversi recenti studi, il nostro metabolismo cambia nel corso delle 24 ore, comportando quindi una diversa capacità di lavorare, di assimilare e appunto di metabolizzare il cibo che ingeriamo. Quindi, tanto per fare un esempio, un’amatriciana consumata a pranzo non è la stessa cosa, in termini di effetto sul peso corporeo e quindi sulla salute, di una identica pasta consumata prima di andare a letto.

Questa è l’idea che sta dietro la crononutrizione, che non è una nuova dieta ma un regime alimentare di cui si è cominciato a parlare verso la metà degli anni Ottanta che tiene conto dell’importanza di sincronizzare i pasti col nostro orologio interno, a cominciare dal ciclo sonno-veglia, luce-buio. Scientificamente è meglio anticipare i pasti in quanto gli ormoni seguono un ritmo circadiano. Basti pensare all’insulina, che ha un picco intorno alle 17, o alla leptina, l’ormone anoressizzante, che ce l’ha verso l’una di notte.

Chi consuma la maggior parte delle calorie nella prima parte della giornata è più magro, ha minor rischio diabetico e cardiovascolare. Al contrario di chi per lavoro è costretto a stare sveglio la notte, che invece è a maggior rischio metabolico e cardiaco. Probabilmente perché se la notte si sta svegli, si tende a mangiare di più, o perché la luce compromette il corretto funzionamento dell’orologio biologico.

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CIRE, DA ANNI VOCE DELLA FIF IN EVENTI E GARE, HA APERTO IL CONCERTO DI VASCO ROSSI A BARI LO SCORSO 16 GIUGNO.

Marco Ciresola, in arte Cire, da anni ormai accompagna la Federazione Italiana Fitness in eventi in giro per l’Italia aprendo le nostre convention e gare. Era al nostro fianco anche per l’ultima edizione di Riminiwellness conclusasi il 3 giugno scorso.
E sabato 16 giugno allo stadio San Nicola di Bari per il concerto “Vasco non stop live 2018” c'era proprio lui sul palco ad accogliere il pubblico e scaldare l'atmosfera poco prima dell'arrivo di Vasco Rossi.
Ad affiancarlo c'era dj Kubik, un progetto tecnologico che prevede che il dj vesta una maschera luminosa che ricorda il famoso cubo di Rubik degli anni 90.
Tutta la Federazione si complimenta con Marco per il prestigioso traguardo raggiunto.

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Le palestre possono giocare un ruolo importante nella battaglia alla sedentarietà e al sovrappeso dei giovanissimi in italia, avviandoli all’attività motoria costante e alimentando la loro motivazione.

I dati forniti dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria e sui comportamenti a rischio nella pre-adolescenza e nell’adolescenza continuano a essere allarmanti per quanto attiene a sedentarietà e sovrappeso. I risultati dell’edizione 2016 dell’indagine condotta da OKkio alla Salute confermano che i bambini italiani in genere svolgono poca attività fisica: il 34 per cento dedica al massimo un giorno alla settimana (almeno un’ora) allo svolgimento di attività fisica strutturata e quasi un bambino su 4 dedica al massimo un giorno alla settimana (almeno un’ora) allo svolgimenti di giochi di movimento.

Nelle Regioni del Sud i più piccoli sono meno attivi rispetto ai loro coetanei che vivono nelle regioni del Nord e le femmine risultano più sedentarie dei maschi. È bene ricordare che l'Oms e la comunità scientifica raccomandano di limitare il tempo che i bambini trascorrono davanti allo schermo (televisione, computer, videogiochi, smartphone e tablet) a un massimo di due ore al giorno anche perché questa attività può indurre a un maggior consumo di spuntini a elevato contenuto calorico e può interferire con il sonno, la cui carenza è un noto fattore di rischio per l'obesità. Per quanto riguarda i comportamenti che favoriscono la sedentarietà, lo studio rivela che in Italia il 44 per cento dei bambini ha la tv nella propria camera da letto e il 41 per cento trascorre più di due ore al giorno davanti a uno schermo (tv, videogiochi, tablet, smartphone). Questo comportamento, che favorisce la sedentarietà, è più diffuso tra i bambini che vivono al Sud, nei maschi e in coloro i cui genitori hanno un basso livello di scolarizzazione.

OKkio alla Salute svela inoltre dati allarmanti inerenti sovrappeso e obesità, condizioni di rischio per la salute. Tra i bambini di 8-9 anni, 1 su 3 è in sovrappeso o addirittura obeso, rispettivamente il 21,3 per cento e il 9,3 per cento. Le femmine sono meno obese dei maschi (8,8 per cento contro il 9,7 per cento) e le regioni del Sud e del Centro registrano un tasso di sovrappeso e obesità infantili più elevato. Nonostante nel corso degli anni i bambini in eccesso ponderale siano diminuiti (dal 35,2 per cento della prima rilevazione del 2008-2009 al 30,6 per cento della quinta rilevazione), tra i Paesi europei aderenti alla ‘sorveglianza Cosi’ (Childhood Obesity Surveillance Initiative), l’Italia continua a presentare valori elevati in tale ambito. 

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Sabato 2 giugno, durante Rimini Wellness, si è svolta la tavola rotonda giuridico fiscale organizzata da FIF / ASI. Sono intervenuti oltre al segretario nazionale ASI dott. Diego Maulu anche la dott.ssa commercialista Paola Bruni Zani e l’avvocato Biancamaria Stivanello. I temi affrontati sono di grande attualità e riguardano la validità dei diplomi, l’elenco delle discipline CONI e le nuove forme di associazioni sportive lucrative. Un momento centrale ed importante per capire l’evoluzione del mondo sportivo. Al fine di dare massima divulgazione e risonanza delle importanti tematiche trattate, FIF mette a disposizione gli atti della tavola rotonda:

CONSEGUENZE DELLE DELIBERE CONI PER ASSOCIAZIONI, SOCIETÀ SPORTIVE E ISTRUTTORI
Dott.ssa Commercialista Paola Bruni Zani

LE COLLABORAZIONI IN AMBITO SPORTIVO DILETTANTISTICO ALLA LUCE DELLE NOVITÀ 2018
Avv. Biancamaria Stivanello

FISCOSPORT: LE NUOVE CO.CO.CO. SPORTIVE E IL REGIME DEI REDDITI DIVERSI
Avv. Biancamaria Stivanello

IMPORTANZA DELL’ASSICURAZIONE RC ANCHE PER IL PT CHE OPERA AL DI FUORI DELLA STRUTTURA ASD.
L’IMPORTANZA DELL’AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE. ISCRIZIONE AL CONI:
FEDERAZIONI SPORTIVE NAZIONALI O ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA?
Dott. Diego Maria Maulu

I professionisti intervenuti si sono resi disponibili a rispondere a brevi domande sintetiche, sulle tematiche trattate, che saranno da fare pervenire alla Federazione Italiana Fitness via mail a 

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Mercoledì, 30 May 2018 15:55

Baby Fitness & Fitness per Junior

Un nuovo segmento si sta facendo sempre più strada all'interno delle palestre: gli junior. Aumenta infatti anno dopo anno la richiesta di corsi specifici che sappiano coniugare attività fisica e divertimento, gettando le basi atletiche generali per affrontare successivamente sport specifici. Non è mai troppo presto per iniziare ad andare in palestra. Per insegnare ai più piccoli servono però formule accattivanti, in grado di farli crescere divertendosi.

Tra le numerose novità che la Federazione Italiana Fitness propone per l'estate 2018, vi sono certamente i corsi di “Baby Fitness” a cura delle istruttrici Melissa Roda e Viviana Fabozzi e di “Fitness per Junior” tenuto da Roberto Provenzano. Presupposto di entrambe le iniziative è che i bambini non sono adulti in miniatura e che quindi l'allenamento giovanile deve essere diverso non solo quantitativamente ma anche qualitativamente, tenendo conto del fatto che i ragazzi sono ancora in una fase di crescita, con cambiamenti fisici, psichici e sociali.

Com'è nata l'idea del corso di Baby Fitness? «Dalla mia esperienza con i bambini», racconta Melissa Roda che, dopo un passato nella danza prima nel classico e poi nel modern-jazz, ha scoperto il fitness musicale. Una passione che l'ha portata ad abbandonare il primo amore, a formarsi duramente all'interno della federazione, per poi cominciare a insegnare prima agli adulti e poi ai più piccoli. «Lavoro con entusiasmo, divertendomi – aggiunge –. Quando ho iniziato a seguire i bambini, ho cercato di adottare una formula che potesse essere a loro congeniale, per attirare la loro attenzione e farli crescere. In genere, propongo un percorso allenante diviso per fasce d'età che rappresenta un approccio aspecifico allo sport, ma che consente di creare, sviluppare e consolidare schemi motori di base e capacità condizionali necessarie a far avvicinare nell'immediato futuro i bambini alla disciplina desiderata con l'acquisizione di un maggiore bagaglio di “intelligenza motoria”». Il target è dunque quello di bambini attivi, con attitudini motorie, che sono però ancora un po' indecisi sulla pratica sportiva da intraprendere. «Durante il corso di Baby Fitness – spiega Viviana Fabozzi –, gli istruttori impareranno tutti i segreti del fitness di gruppo per bambini dai 5 ai 10 anni. I piccoli vengono lasciati liberi di muoversi nello spazio e, anche attraverso il gioco e gli schemi motori di base, imparano a seguire delle sequenze, a lavorare in gruppo e a socializzare». Il lavoro sarà reso ancora più accattivante grazie all'uso di attrezzi, quali fit ball, bande elastiche, pesi di varie forme e dimensioni, mezzi tubi, etc. Si seguiranno le tappe dello sviluppo motorio e cognitivo nel bambino dai 5 ai 7 anni e dagli 8 ai 10 anni. In particolare, con i più grandicelli si introdurranno anche attrezzi di ritmica, come nastri e funicelle, ed elementi di acrobatica a corpo libero. In ogni caso, fondamentale per gli istruttori che vogliono insegnare ai bambini, è riuscire a creare una forte empatia, individuando quindi il giusto approccio. «Inserire i più piccoli nelle palestre è anche un'ottima strategia di marketing – concludono Roda e Fabozzi –. Non solo si consente loro di scoprire l'ambiente sin dalla più tenere età, offrendo loro delle sane abitudini, ma si attirano anche i genitori. Spesso, mentre i bambini sono impegnati a lezione, anche gli adulti ne approfittano per dedicarsi al loro benessere e forma fisica».

La FIF propone anche un nuovo corso di Fitness per Junior con l’intento di offrire al professionista tuti gli strumenti utili per far acquisire ai giovani, nel tempo, le competenze utili per un allenamento consapevole, finalizzato al miglioramento delle cosiddette ‘life skills’, formando così un futuro adulto attraverso i valori dello sport. «Il progetto – racconta il docente Roberto Provenzano – nasce probabilmente dalla sensibilità che nutro, da sempre, verso argomenti ritenuti erroneamente di nicchia e che invece meritano un’attenzione maggiore. Dopo aver dato vita al corso di allenamento in gravidanza pre- e post-parto, ho pensato fosse necessario trattare l’allenamento giovanile, troppo spesso trascurato o affrontato con superficialità. Il programma e il relativo materiale didattico, sono stati stilati in modo da affrontare i diversi aspetti delle tematiche relative all’allenamento giovanile. Il tutto basato sulle evidenze, grazie alla copiosa bibliografia scientifica a supporto». Anche per Provenzano è sempre più importante avvicinare i più giovani alle palestre per sensibilizzare – informandola correttamente – un’utenza troppo spesso esposta, a causa della mancanza di uno spirito critico tipico dell’età adulta, all’influenza negativa dei mass media, dei social network e di quant’altro veicoli informazioni tanto parziali quanto di parte, se non talune volte addirittura prive di ogni fondamento medico-scientifico. «Si parla tanto di prevenzione primaria – aggiunge Provenzano – in una società in cui lo stile di vita non rispecchia più quello del passato, ma le iniziative promosse generalmente tendono a essere isolate e poco pragmatiche. In questa prospettiva, il fitness, anche in funzione della sua diffusione sempre più trasversale tra le diverse fasce della popolazione, può indubbiamente contribuire a favorire il processo di crescita, motoria e non, dei giovani. Contribuendo così, in ultima analisi, a una diminuzione del rischio d’insorgenza di una serie di problematiche che potrebbero essere ridimensionate mediante lo svolgimento di un’attività fisica regolare, corretta e personalizzata».

Pubblicato in Performance n. 1 - 2018

PIÙ PROBLEMI O OPPORTUNITÀ? IN EUROPA E IN ITALIA È IN AUMENTO LA RICHIESTA DI UNA FIGURA ESPERTA NEL CONDIZIONAMENTO FISICO-SPORTIVO.

CONTENUTI RINNOVATI PER IL NUOVO CORSO DI PREPARATORE ATLETICO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA FITNESS. TRE WEEK-END PER UN TOTALE DI 48 ORE, CON UNA PERFETTA SUDDIVISIONE TRA TEORIA E PRATICA. I CORSISTI SPERIMENTERANNO TUTTO CIÒ CHE VERRÀ DETTO DURANTE LE LEZIONI DI STAMPO TEORICO, TRASFORMANDO IN PRATICA I CONCETTI E LE NOZIONI APPRESE.


Una fabbrica di scarpe invia due esperti di marketing in una sperduta regione dell’Africa per studiare nuove prospettive di espansione del mercato. Il primo manda un telegramma che dice: “Situazione senza speranza. Stop. Nessuno porta scarpe!”. Il secondo scrive entusiasta: “Grande opportunità d’affari. Stop. Non hanno scarpe!”. Cambiare il negativo in positivo. Non preoccupatevi di perdere, pensate a vincere!
(citazione di Mike Krzyzewsky)


Partiamo da una semplice constatazione: se la macchina non funziona bene, da chi la porto? Se ho male ai denti, da chi vado? Se ho una brutta influenza, a chi mi rivolgo? Semplice, a un professionista del settore che sia in grado di risolvere il problema. Nei Paesi europei e non solo, e ultimamente anche in Italia, l’esigenza di una figura esperta nel condizionamento fisico-sportivo sta aumentando in modo esponenziale, grazie alle richieste di soggetti attivi che frequentano centri fitness e vogliono protocolli di lavoro specifici alla disciplina sportiva che fanno nel tempo libero. E grazie pure alle domande di chi è stufo delle solite schede e vuole allenarsi in modo più dinamico, degli allenatori e società che vogliono una figura specializzata unicamente sulla parte atletica che sappia aumentare la performance sportiva, prevenire gli infortuni con programmi di riequilibrio posturale e accelerare i tempi di recupero dopo possibili infortuni.

A partire da queste constatazioni, il nuovo corso di Preparatore Atletico della FIF sarà arricchito di nuovi contenuti. Il corso si svilupperà su tre week-end per un totale di 48 ore, di cui circa la metà sarà dedicata alla pratica. Rispetto al passato abbiamo deciso di aggiungere più ore sul campo in modo da dare la possibilità al corsista di provare tutto ciò che verrà detto durante le lezioni di stampo teorico! Siamo pienamente convinti, infatti, che “la pratica senza la teoria sarebbe cieca, così come cieca sarebbe la teoria senza la pratica”. Questo è il primo grande cambiamento rispetto al precedente programma. Maggior pratica significa maggior apprendimento!

Parlando di pratica… veniamo ora a specificare cosa potranno aspettarsi i corsisti! Quali saranno i principali argomenti trattati? Si parlerà di teoria e metodologia dell’allenamento, passando dalla teoria della supercompensazione alla Dual Factory. Si prenderanno in esame tutti gli aspetti delle capacità condizionali con le rispettive metodiche e test di valutazione da campo. Si parlerà di forza, resistenza, potenza, velocità, flessibilità e mobilità articolare. Integreremo il corso con tutte le capacità coordinative con esempi pratici sul campo, per capire come potenziarle affinché la prestazione degli atleti possa aumentare. Durante le sei giornate di formazione saranno presi in esame dei casi-studio di sport e discipline diverse, in modo da dare la possibilità al corsista di programmare e periodizzare fin da subito ciò che viene appreso durante il corso. Il corso tratterà argomenti, per certi aspetti più avanzati, con richiami e riferimenti anche all’anatomia, alla fisiologia e alla biochimica.

Ciò che vogliamo, è rendere questo corso unico nel suo genere in modo da dare al partecipante tutte le nozione teoriche e pratiche da poter fin da subito applicare sul campo con i propri atleti!

Pubblicato in Performance n. 1 - 2018
Mercoledì, 30 May 2018 13:18

Flying Body Training

UN ALLENAMENTO COMPLETO, EFFICACE E DIVERTENTE CHE PREVEDE L’UTILIZZO DELL’AMACA MISCELANDO, NELLA FORMULA AEREA, IL PILATES E IL TOTAL BODY WORKOUT.

Siamo nell’era del Fitness aereo e la Federazione Italiana Fitness presenta ‘al volo’ una novità: il “Flying Body Training”. Si tratta di un corso di formazione articolato in due weekend che rappresenta, nella formula aerea, due discipline cardine della FIF ACADEMY che sono il Total Body Workout e il Pilates. Il tessuto aereo dell’amaca diventa l’attrezzo principale del corso che, in tutta la sua versatilità, rende il Flying Body Training un allenamento completo, accattivante, efficace e divertente. Le sue caratteristiche elastiche e le sue dimensioni permettono, attraverso il bilanciamento del peso del proprio corpo, di svolgere esercizi di tonificazione, di equilibrio e di controllo posturale che sfidano la forza di gravità attraverso una forma di esecuzione fluida e armonica. Lo studio dei principi dell’allenamento aereo, in parziale o totale sospensione, permette di sviluppare programmi di tonificazione completi, adatti a tutte le classi miste, e sempre in estrema sicurezza grazie alle specifiche modalità di ancoraggio all’amaca. Lo svolgimento degli esercizi in assenza di gravità consente di eseguire un allenamento di tonificazione posturale efficace, ma con minore stress sul rachide.

Nella parte dedicata al Pilates aereo vengono naturalmente rispettati tutti i principi fondamentali del metodo Pilates FIF, e tutti i principi posturali che consentiranno di affrontare gli esercizi in maniera corretta e sicura. La lezione di Pilates aereo viene costruita rispettando il principio della “mappa mentale”, che accompagna la metodologia FIF nei grandi attrezzi. Proprio dal repertorio dei grandi attrezzi vengono estrapolati tanti esercizi, sfruttando l’amaca come sostegno ma anche come guida in una linea di movimento che accompagna lo stesso esercizio, rendendolo decisamente più semplice. La lezione di Pilates aereo, come quella di Total Body Workout aereo, ha di certo un grande impatto visivo, che presenta degli importanti vantaggi a livello di decompressione discale. Gli esercizi proposti presentano un grado di difficoltà più o meno ampio, ma naturalmente sta all’abilità dell’insegnante presentarli con una corretta progressione didattica. L’amaca, in effetti, rende tanti esercizi più semplici e meno rischiosi da eseguire (come ad esempio tutti gli esercizi di estensione, dove la colonna si trova sostenuta), ma la scelta più saggia dell’istruttore sta nel non eccedere con le evoluzioni spettacolari e con le inversioni, che sebbene presentino dei vantaggi, non sono alla portata di tutti e vanno scelte col buon senso. La sensazione di volare, che si può provare in alcuni esercizi, può dare, sicuramente, dei grandi vantaggi fisici e mentali, dando quell’idea di benessere e gioia che gli allievi provano anche negli esercizi del Mat come il Rolling Like a Ball, il Seal o il Crab. Nella parte dedicata al Total Body Workout aereo vengono applicati tutti i principi e le metodologie della FIF ACADEMY nell’ambito della tonificazione a corpo libero realizzando degli specifici adattamenti all’amaca. Il corso prevede lo sviluppo delle singole fasi di una lezione di Total Body Workout presentando le sequenze didattiche specifiche per la realizzazione del riscaldamento, della fase centrale e del defaticamento. Gli esercizi del programma, seppur mirati al condizionamento degli specifici distretti muscolari superiori e inferiori del corpo, in molte delle loro espressioni esecutive rappresentano movimenti globali che contemplano una specifica attivazione dei muscoli del Core rafforzando efficacemente la cintura addominale, garantendo un allungamento della colonna vertebrale, incrementando il senso di equilibrio e di orientamento nello spazio. Tutti elementi che pongono il Total Body Workout aereo come corso “trait d’union” tra la tonificazione classica del fitness group e la moderna espressione. Il Flying Body Training nella sua completezza può dunque essere definito un programma di allenamento che prevede la totale presenza dell’allievo sia fisica che mentale: aiuta a esprimere meglio se stessi con il corpo e con la fluidità dei movimenti sviluppando la consapevolezza della stretta connessione fra equilibrio interiore ed equilibrio fisico.

Pubblicato in Performance n. 1 - 2018

Il nuovo regolamento europeo sulla Protezione dei Dati (GDPR) in vigore dal 25 maggio prevede nuovi obblighi e pesanti sanzioni: si raccomanda pertanto la massima attenzione. Il regolamento UE è già direttamente applicabile, anche se si attende un provvedimento attuativo da parte del legislatore nazionale. Fin da subito va aggiornato il contenuto dell’informativa sul trattamento e la raccolta dei dati da far sottoscrivere al socio/tesserato al momento dell’adesione (si consiglia di rinnovare anche le precedenti adesioni/iscrizioni/domande di ammissione a socio/richieste di tesseramento).

Alleghiamo il modello predisposto da Fiscosport che può essere stampato sul retro o in calce alle domande di ammissione a socio/richieste di tesseramento (si consiglia di rinnovare la sottoscrizione anche per i vecchi soci/tesserati)

Scarica il modello 

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Allenarsi, ognuno lo fa quando può. C’è chi preferisce al mattino appena sveglio per avere una sferzata di energia, chi la pausa pranzo per ottimizzare i tempi e chi infine per liberarsi dallo stress della giornata. Ma spesso ci si chiede: c’è un momento giusto della giornata per allenarsi? La cronobiologia, ossia la scienza che studia i fenomeni periodici negli organismi viventi e il loro adattamento al ritmo della luce e del buio, rivela che anche lo sport ha ‘effetti’ diversi a seconda dell’ora in cui lo si pratica. L’allenamento appena svegli e prima di fare colazione, è il più efficace per bruciare calorie e perdere peso. Se invece si vuole aumentare la massa muscolare, l’ideale è il pomeriggio. Se al contrario si vuole sfruttare il momento della giornata in cui l’energia è al massimo, gli orari pre-serali sono i migliori. Tutto questo deriva dal fatto che l’organismo umano libera alcuni ormoni e regola la temperatura in modo differenziato in vari orari della giornata, seguendo un ben preciso orologio biologico interiore: i cosiddetti ritmi circadiani.

Di primo mattino, si verifica uno dei picchi quotidiani di Gh (Growth Hormone), l’ormone della crescita, e anche di cortisolo, anch’esso molto attivo nel consumo dei grassi.

Nel pomeriggio, invece, si impennano il testosterone (oltre che di mattino tra le 6 e le 7), e l’adrenalina, per cui è il momento giusto per il lavoro di potenziamento e di tonificazione muscolare. Il pomeriggio è anche il momento della giornata in cui i muscoli sono più elastici e al massimo della loro efficienza. Va bene, quindi, lavorare con i carichi elevati. Meglio invece evitare di fare sport quando lo stomaco è impegnato nella digestione. Dopo le 19 i ritmi del corpo cambiano, per predisporre al riposto notturno. La temperatura corporea inizia a diminuire e i livelli ormonali si abbassano. Chi lo desidera può comunque andare in palestra, e allenarsi è meglio che non farlo. Occorre però tener conto del fatto che l’attività fisica, soprattutto se intensa, può interferire con i ritmi circadiani e rendere più difficile il sonno. Meglio quindi prevedere almeno un paio di ore prima di andare a letto, dedicare l’ultima fase della sessione allo stretching e al defaticamento e concedersi un bagno caldo e rilassante. 

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