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SELEZIONE DEL PERSONALE: ISTRUTTORE SIMPATICO O ISTRUTTORE PROFESSORINO?

Scritto da Claudio Vacchi

LE TENDENZE DELLE PALESTRE NELLA SCELTA DELLE FIGURE PROFESSIONALI PIÙ GRADITE DAL PUBBLICO DEL FITNESS


Trovare la strategia più vincente per fidelizzare i propri clienti è certamente un’impresa non facile, così come non è semplice analizzare le loro preferenze in termini di gradimento.
Alla base della scelta tra un istruttore simpatico e ancor più empatico, e un istruttore molto esperto, tecnico e talvolta rigido, ci deve essere principalmente un’analisi accurata delle dinamiche di sala:

■ L’istruttore “simpatico” è preferito per la sua capacità di costruire un rapporto di fiducia e di spronare costantemente i clienti durante l’allenamento, mantenendo alta la motivazione.
Infatti un atteggiamento positivo è fondamentale, specialmente per il livello principianti o per chi si sente intimidito dalla palestra.
■ La preparazione tecnica dell’’istruttore “professorino” è essenziale per i clienti che desiderano soprattutto un istruttore che conosca le scienze motorie, sappia adattare l’allenamento e corregga la postura per prevenire infortuni.
Tuttavia, un approccio troppo “professorino” o eccessivamente rigido, se percepito come intimidatorio o sprezzante, si può trasformare in un’arma a doppio taglio e quindi allontanare la clientela.

La ricerca mostra che la preferenza del pubblico fitness cade su quel mix ideale, ovvero su quei trainer “fermi” ma “positivi e amichevoli”, che mantengono alta la professionalità senza mai far sentire il cliente a disagio.
La verità sta come sempre nel mezzo, Il pubblico cerca un professionista che sappia ascoltare e motivare (istruttore simpatico) ma che sia anche in grado di garantire risultati attraverso una solida competenza tecnica (istruttore professorino), adattandosi alle necessità del cliente.
Non si tratta di una scelta netta tra solo simpatia o solo competenza, ma di una miscela che crea un ambiente motivante e non intimidatorio.

Avere delle competenze tecniche ben definite e soprattutto certificate è fondamentale per emergere nel modo del Fitness e dello sport in generale ma purtroppo non basta!
Per evidenziare e trasmettere le proprie abilità professionali è necessario possedere attitudini e competenze comunicative, fondamentali per instaurare una relazione positiva con gli altri.
Si tratta di quelle che vengono definite competenze trasversali, ovvero quel bagaglio di conoscenze e qualità che portiamo con noi tanto nelle esperienze personali quanto professionali.
Le competenze relazionali sono perciò fondamentali nel mondo del lavoro, motivo per cui oggi moltissime aziende del Fitness, prima di selezionare un candidato, cercano di analizzare e comprendere la sua personalità, per valutare se è in grado di integrarsi in quel contesto professionale, e per far questo si avvalgono di test psicoattitudinali che evidenziano le caratteristiche delle quattro macro aree in cui si dividono le competenze trasversali: cognitive, organizzative, relazionali e personali.

Le competenze cognitive fanno riferimento alle attitudini intellettuali di una persona e alle sue capacità di gestire e utilizzare un flusso di informazioni. In un contesto come quello attuale, in cui siamo bombardati dalle informazioni, risultano assolutamente fondamentali per analizzarle in  modo critico e sintetizzarle in modo funzionale alle proprie esigenze. Pensiamo a tutte quelle informazioni che un Personal trainer o un Istruttore deve essere in grado di percepire (a volte anche in maniera indiretta), decodificare e filtrare in maniera costruttiva. Tra queste competenze spiccano il problem solving insieme all’innovazione, ovvero la capacità di scomporre un problema in piccole parti ed affrontarlo trovando una soluzione nuova ed originale.

Le competenze organizzative, sono quelle che ci permettono appunto di organizzare il lavoro ed avere il pieno controllo della propria attività.
Tra queste quelle più utili nel settore Fitness sono:

■ Lo spirito d’iniziativa, ovvero l’attitudine alla proattività e all’intraprendenza. Pensiamo alla formazione continua e al procacciamento dei propri clienti.
■ L’orientamento al risultato, cioè la capacità di lavorare per raggiungere un obiettivo prefissato.
Un istruttore come un PT pianifica e raggiunge i risultati insieme al cliente attraverso l’utilizzo di tutti i mezzi a sua disposizione.
■ La capacità di controllo, ossia l’attenzione ai dettagli e al monitoraggio dello svolgimento delle attività, per essere sempre pronti a correggere il tiro quando necessario.

Le competenze relazionali sono senza dubbio le più importanti per un PT o un istruttore per riuscire a comunicare in maniera coinvolgente e travolgente.
Si tratta infatti  delle capacità di gestire in maniera ottimale e fruttifera i rapporti con i propri clienti, analizzando le esigenze e modulando il comportamento in base all’interlocutore.
Tra le più importanti vanno sottolineate la capacità di comunicazione (verbale e non verbale), l’attitudine al lavoro in team, l’empatia e la capacità di ascolto.

Le competenze personali indicano quelle abilità che ci valorizzano e ci consentono di integrarci con gli altri. Tra queste è importante evidenziare: la fiducia in se stessi, la flessibilità, l’autocontrollo e la leadership.

Possedere un bagaglio di competenze trasversali è dunque un fattore chiave per il successo e soprattutto il gradimento di istruttori e personal trainer all’interno di un’azienda del Fitness, in quanto evidenzia tutti i vantaggi delle soft skills fondamentali per una comunicazione funzionale ed efficace nel costruire relazioni con clienti e colleghi. ■

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