Print this page

LO SPETTACOLO DEL CUORE IN SCENA A RIMINIWELLNESS

Scritto da Redazione

PERCHÉ LA PREVENZIONE PUÒ INIZIARE DA UNO SPETTACOLO


Un palco, un grande schermo, emozioni e consapevolezza per essere sempre più “amici del nostro Cuore”

Sabato 30 maggio andrà in scena a RiminiWellness, nella Wellness Arena (Hall Sud), “Lo spettacolo del cuore”. Una collaborazione tra la FIF e il Dottor Davide Terranova, Divulgatore Scientifico, Formatore per l’Educazione Continua in Medicina e specialista in Cardiologia con particolari competenze di Nutrizione Cardiovascolare, Nutraceutica Cardiovascolare e Cardiologia metabolica. Già illustre ospite di uno dei convegni della FIF intitolato “la salute in palestra”, con la sua indimenticabile relazione sulla mente e l’intelligenza emotiva il dott. Terranova ha lasciato un ricordo indelebile suscitando grande curiosità su tutti i suoi progetti di divulgazione scientifica tra cui “lo Spettacolo del Cuore”. Un’idea visionaria, un progetto audace ed innovativo che anticipa il futuro, trasformando visione in realtà attraverso il carisma e lungimiranza del suo ideatore, peculiarità che andremo certamente a riconoscere durante la sua rappresentazione multimediale, ma che abbiamo iniziato ad approfondiamo in questa intervista esclusiva.

Dott. Terranova, cos’è per Lei il cuore?
Il cuore non è solo una pompa: è un organo che risponde in tempo reale a ciò che mangiamo, a come viviamo e a quanto ci muoviamo. È il punto di incontro tra metabolismo, emozioni e performance. Se l’ambiente cellulare è corretto, il cuore lavora in modo efficiente. Se è alterato, prima o poi presenta il conto.

Come nasce l’idea di rappresentare il cuore attraverso una rappresentazione teatrale?
Nasce da una constatazione semplice: la conoscenza tecnica non basta. Ho voluto trasformare la cardiologia in un’esperienza, perché ciò che emoziona resta. Il teatro mi ha permesso di portare concetti complessi fuori dagli ambulatori e dentro la vita reale delle persone.

Come si articolano gli “atti” del Suo spettacolo del cuore?
È strutturato come un percorso evolutivo: prima si capisce come funziona il cuore, poi come si ammala, infine come si protegge. Ogni atto smonta convinzioni errate e costruisce consapevolezza. È un viaggio dalla passività alla responsabilità.

Quali sono stati i principali benefici di una divulgazione scientifica fatta attraverso una comunicazione semplice e divertente?
Il beneficio più grande è il cambiamento. Quando una persona capisce davvero, modifica le proprie abitudini. La medicina efficace non è quella che informa, ma quella che trasforma comportamenti.

Le statistiche dei numeri legati alle malattie del cuore ai giorni nostri le definirebbe scoraggianti?
No, le definisco coerenti. Sono il riflesso perfetto dello stile di vita moderno: sedentarietà, alimentazione sbilanciata, stress cronico. Non sono numeri sfortunati, sono conseguenze logiche.

Le Sue competenze nel campo della Nutraceutica quanto hanno influenzato la Sua professione di cardiologo?
Profondamente. Mi hanno portato a spostare l’attenzione dal sintomo alla causa. Prima di correggere un parametro, cerco di capire perché è alterato. La nutraceutica, se usata con rigore scientifico, è uno strumento potente di medicina preventiva e funzionale.

Quali sono gli integratori che ritiene più efficaci per livelli colesterolo, per endotelio e per “calmierare” gli effetti negativi delle statine?
Non ragiono per singolo integratore ma per strategia. Berberina, fitosteroli, polifenoli, coenzima Q10 sono strumenti utili, ma il punto è un altro: migliorare la funzione metabolica e la salute dell’endotelio. Ridurre un valore senza migliorare il sistema è un’illusione clinica.

Quali sono le principali caratteristiche della Nutrizione cardiovascolare?
Non è una dieta, è un linguaggio biologico. Significa fornire alle cellule i nutrienti corretti nelle giuste proporzioni, privilegiando qualità e densità nutrizionale. Non si tratta di mangiare meno, ma di nutrire meglio.

Ci sono dei cibi che potrebbe definire CULT nella prevenzione delle principali patologie cardiovascolari?
Più che “superfood”, parlerei di “costanti”: verdure, frutta, legumi, frutta secca, olio extravergine, tè verde. Sono alimenti ricchi di molecole funzionali che modulano infiammazione, ossidazione e metabolismo. La prevenzione non è esotica, è quotidiana.

Quali sono i principali parametri del “rischio cardiovascolare”? Perché non tutti i medici fanno indagini specifiche?
Limitarsi al profilo lipidico è riduttivo. Oggi sappiamo che contano infiammazione, stress ossidativo e funzione endoteliale. Non vengono sempre valutati perché richiedono tempo, aggiornamento e un cambio di mentalità clinica.

Il colesterolo, questo sconosciuto! Come si schiera il dott. Terranova rispetto ai valori del colesterolo definiti allarmanti?
Il colesterolo non è il nemico, è un attore. Il problema è il contesto metabolico in cui si trova. Valutarlo isolatamente è come giudicare un film da una singola scena.

Come definirebbe il suo rapporto con le statine? E  quali sono le analisi di ultima generazione che possono contribuire alla possibile valutazione di una sospensione dell’assunzione delle statine?
Le statine hanno un ruolo, ma non sono la soluzione universale. Oggi possiamo integrare la valutazione con marker più evoluti e decidere in modo più personalizzato. La medicina del futuro è selettiva, non automatica.

Quali consigli ritiene utili suggerire agli operatori del Fitness come personal trainer, preparatori atletici istruttori di fitness funzionale o Pilates per controllare e mantenere il proprio cuore in un buon stato di salute? Possono essere questi tecnici dei presidi di salute con cui medici e nutrizionisti possono collaborare?
Assolutamente sì. Sono figure chiave perché intercettano le persone prima della malattia. Se formati, possono diventare veri alleati della prevenzione, lavorando in sinergia con medici e nutrizionisti. Il fitness non è solo estetica: è medicina preventiva in movimento. ■

Letto 14 volte